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Eroica Fenice

Recensioni

Chiara Avanzo al Kestè: ridere delle proprie sfighe

Chiara Avanzo al Kestè con il suo “Alter Ego” Sabato 15 Dicembre, come vi avevamo preannunciato, Chiara Avanzo si è esibita al Kestè Abbash con il suo ultimo spettacolo Alter Ego. La comedian biellese ha così concluso la lunga e ricca rassegna di spettacoli di stand up comedy che si sono tenuti al Kestè in questo 2018. Noi di Eroica eravamo presenti e questo è il nostro racconto. Chiara Avanzo al Kestè, il racconto della serata Annunciata dalla star dello scorso open mic, Gina Luongo, Chiara Avanzo si presenta sul palco alle 23:15. Dopo un breve momento di ricognizione e conoscenza con il pubblico, Chiara entra nel vivo del suo monologo. Quando l’abbiamo intervistata, c’aveva già svelato qualcosa di Alter Ego, uno spettacolo nato dal conflitto continuo con la sua famiglia e gli amici, dall’insoddisfazione di una vita e di un lavoro inappaganti. Un dualismo sfibrante tra due personalità: una convenzionale da mostrare davanti la società e un’altra, più sincera, da occultare. “Posso nascondermi? Posso far finta di fare la formica? Ok, ma per quanto tempo?”. Questi sono stati gli interrogativi che hanno assillato la comedian a lungo, prima che intraprendesse la carriera di comica, sua vocazione. Mentre Chiara si addentra nelle viscere del suo monologo, alla luce anche della chiacchierata che ho fatto con lei, mi sovvengono alla mente alcuni versi de La Domenica, un brano di Giovanni Truppi:“E mi dici che devo amare/che devo seguire il mio cuore/ Ma il cuore, prima/lo devo liberare//”. Molto spesso, guardiamo le vite degli altri con molta superficialità, pensando che il loro percorso sia già scritto, che sia facile, che sia soltanto da percorrere. Invece, molte volte, tante persone si ritrovano in un percorso opprimente, non loro. Perché, in fondo, non ci rendiamo davvero conto delle difficoltà, degli affanni e delle angosce del mondo e degli altri, fino a quando non ci toccano concretamente di persona; e Chiara insiste molto su questo punto, con una verve comica feroce, cinica e volgare- sì lo spettacolo è molto volgare, consigliamo agli amanti del contegno e del bon ton di astenersi- contesta l’indifferenza in cui viviamo e ne mostra le conseguenze e le contraddizioni. Il monologo è strutturato in più parti su con diversi argomenti, ma prende sempre forma con un approccio cinico e razionale. Chiara riesce in questo modo a offrire un punto di vista originale, a far vedere le cose sotto un’ottica diversa, non scontata. Che sia la depressione post lavoro del papà, la monotonia di una città come Biella o l’ipocrisia di certi uomini nelle relazioni amorose, la comedian porta sul palco un po’ tutte le sue “sfighe”, le rielabora per riderci su, per superarle. In questo modo, vediamo il potere catartico e liberatorio della comicità, perché prima di “amare” o di seguire qualsiasi altro percorso, bisogna liberare il proprio “cuore”, e la comicità ha questo potere. Ancora una volta, dopo une spettacolo di stand up comedy, la consapevolezza che mi rimane è che il miglior modo per avere una visione critica […]

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Teatro

BeQuiet Talent Show, lo spettacolo natalizio al Teatro Bellini

BeQuiet Talent Show (Christmas Edition) il 19 Dicembre al Teatro Bellini Il BeQuiet Talent Show “L’unico talent che ti rende meno famoso di prima” nasce da un’idea del cantautore napoletano Giovanni Block. Un format creato per consentire agli artisti emergenti ed indipendenti di confrontarsi, condividere idee ed esperienze tra loro. Una realtà dalla composizione eterogenea che accoglie al suo interno non solo musicisti ma anche attori, fotografi, videomakers e giornalisti per un’esperienza artistica a 360 gradi. Nato precisamente nel Febbraio del 2012, il BeQuiet, nel corso degli anni, da rassegna musicale itinerante è diventato un appuntamento a cadenza mensile che ha trovato la sua dimora nel cuore di Napoli: il Teatro Bellini. A testimoniare la crescita del BeQuiet le tante iniziative e progetti alle quali ha dato vita, il BeQuiet Show trasmesso su Radio Crc e l’Ugo Calise Festival di Oratino in provincia di Campobasso. Il format, lo scorso 23 Agosto, è anche approdato in televisione su Rai2. Con il Natale alle porte sta per arrivare un nuovo appuntamento con il BeQuiet: BeQuiet Talent Show (Christmas Edition)! Casa di questo nuovo spettacolo natalizio sarà ancora il Teatro Bellini, Mercoledì 19 Dicembre, l’orario di inizio è fissato alle 21:00. Il concept della Christmas Edition del BeQuiet Leitmotiv di questo nuovo appuntamento saranno i Talent Show. Da diversi anni schiere di migliaia e migliaia di persone si accalcano fuori gli studi televisivi per tentare la fortuna nei talent show. Solo in pochissimi riescono ad acciuffare la tanto agognata fama mentre tutti gli altri rimangono nell’ombra dell’anonimato, sognando di poter raggiungere un giorno la celebrità. Il plot dello spettacolo parte invece da un presupposto diverso, infatti è ambientato nel 2070, in un futuro in cui tutti hanno raggiunto la fama e la celebrità. In questo mondo egemonizzato dalla fama, i protagonisti per salvare l’umanità daranno vita a un talent un po’ particolare: Il BeQuiet diventerà il primo talent che ti renderà meno famoso di prima! Non mancheranno la musica, la comicità e tantissimi ospiti speciali. BeQuiet Talent Show Christmas Edition, i protagonisti I protagonisti saranno tantissimi per questo spettacolo scritto da Giovanni Block, Luciano Labrano e Davide Santocchi per la regia di Barbara Napolitano coadiuvata da Marilia Testa. La scenografia sarà curata da Concetta Caruso, Angelica Simone e Emanuela Ferrara e i costumi da Valeria Malpeso. Ci saranno i Barabba, i Dr. Jazz & Dirty Bucks Swing Band, Ivan Dalia, Alfina Scorza, Matteo Florio, Annarita Ferraro, Luca De Lorenzo e tanti altri ancora. Special guests Tony Tammaro e Enzo Fischetti! Per ulteriori informazioni riguardanti lo spettacolo e il prezzo dei biglietti vi rimandiamo alla pagina Facebook dell’evento: cliccare qui. Mi raccomando, non mancate!

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Teatro

Chiara Avanzo: esprimere il proprio mondo con la comicità | Intervista

Biellese classe 1984, Chiara Avanzo è una stand up comedian che non bada alle formalità ma, anzi, le distrugge con la sua vis comica sagace e feroce. Dal 2016 è in giro per lo stivale con i suoi monologhi e nel 2017 è stata una degli opening act fissi del tour nazionale di Giorgio Montanini. Chiara Avanzo arriva dritta alla pancia nel rielaborare le sue esperienze, nel riderci su e offrire un punto di vista originale che sia indice del suo personalissimo mondo. Il suo legame con la comicità va oltre la semplice risata, ma nasce da un’esigenza viscerale- quasi una vocazione se vogliamo- verso l’arte comica e la sua capacità catartica; e Chiara, in questa complessa e provocatoria arte della stand up comedy, ha trovato il suo strumento ideale per esprimersi. Sabato 15 Dicembre si esibirà al Kestè di Napoli in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli con il suo ultimo spettacolo Alter Ego. Per l’occasione, abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei riuscendo a realizzare quest’intervista nonostante il registratore difettoso e un accendino disperso. Chiara Avanzo, l’intervista Come hai iniziato a fare stand up comedy? Come hai iniziato questo percorso? Adesso ho 34 anni e ho cominciato in modo serio, veramente serio, circa due anni fa. Intorno al 2015, ho iniziato a fare i primi open mic in alcuni locali a Milano, alcuni anche patrocinati da Comedy Central ed altri completamente autonomi. Andavo a provare i miei testi lì dato che avevo iniziato questo corso all’Accademia del Comico di Milano. Poi quello che ho fatto, quando ho scoperto Satiriasi, è stato mandare una mail a Giorgio Montanini, dicendogli che mi sarebbe piaciuto da matti fare quello che faceva lui e quindi gli mandai un mio monologo. Da lì ho iniziato a mettere su il mio primo spettacolo, cercare le serate e tutto quanto… Poi lui gentilmente mi fece aprire alcune serate e siamo andati avanti fino adesso. Anche per questo l’ho continuato a fare. Quindi ti sei un po’ ritrovata catapultata in questo mondo? Catapultata no perché l’ho voluto io fortemente, non è che mi ci sono ritrovata. Più che altro, io sono di Biella ma frequentando l’ambiente milanese, c’era ancora un po’ quest’influenza di Viale Monza, di Zelig e Colorado ma piano piano stava nascendo questa voglia di fare qualcosa di diverso, anche grazie all’esperienza di Satiriasi. Noi sapevamo che c’era questo collettivo che ci piaceva tanto e volevamo fare quel tipo di comicità. E cosa ti ha appassionato di più di questa comicità da dire: “Voglio fare questo”? Senza dubbio il fatto che nella stand up sei tu sul palco. Magari una versione amplificata di te stesso ma sei comunque tu che porti le tue esperienze, quelle più miserabili della tua vita che sei riuscito a elaborare e a portare sul palco non con rabbia o frustrazione, non perché le vuoi vomitare sugli altri, ma perché sei riuscito a elaborarle e a riderci sopra. Questo mi affascinava molto perché io sono sempre stata una persona che aveva un […]

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Teatro

Open Mic al Kestè con lo Special Guest Edoardo Ferrario

Come annunciato pochi giorni fa, Sabato 1° Dicembre è tornato l’appuntamento dedicato a tutti i comici emergenti: l’Open mic al Kestè. Questa volta, però, a presenziare all’evento non sono stati presenti soltanto giovani comici dilettanti ma anche l’affermato funambolo della comicità Edoardo Ferrario, di cui potete leggere la nostra intervista cliccando qui. Quello di ieri è stato un evento particolare perché ha suggellato un importante accordo tra il Kestè e la casa di produzione e distribuzione di Altra Scena, due realtà da sempre in prima linea nel promuovere la stand up comedy, un genere che ormai è uscito dalla sua nicchia e registra grandi numeri un po’ il tutto paese. L’accordo prevede che i comedian che si esibiscono al Teatro Nuovo di Napoli con i loro spettacoli eseguano una piccola anteprima il giorno precedente al Kestè durante una formula di Open-Mic. Infatti l’esibizione di ieri di Ferrario è stato un piccolo assaggio di quello che stasera sarà il suo spettacolo al Teatro Nuovo per l’appunto (chi invia una mail a standupcomedynapoli@gmail.com può ricevere l’ingresso ridotto a 13 euro al Teatro Nuovo). Ma  vediamo come è andata la serata. Open Mic, il resoconto della serata Ore 23:05, sale sul palco l’imponente Valerio Bulsara, questa volta in veste di presentatore dell’evento e non di comedian, ma anche nelle vesti di “anchorman” non gli manca di certo l’ironia. Il primo comedian a salire sul palco è il giovane Stefano Viggiani, che chi era presente all’Open Mic del 10 Novembre ricorderà per il suo monologo su Tinder. Ieri sera non si è concentrato su una delle più famose app cattura Pokémon ma sul “Capitano” Matteo Salvini e la sua incredibile passione per gli immigrati CLAN-DE-STI-NI, dando alle sue battute un taglio riflessivo non solo ironico. Dopo Viggiani è il turno di Connie Dentice alla sua prima esibizione da stand up comedian. Incredibilmente padrona del palco, Connie strappa numerosi e sinceri applausi con un monologo sul suo essere femminista e vegana. Dal femminismo e dal veganismo di Connie passiamo alla al rapporto con la religione di Adriano Sacchettini e le sue manie di grandezza d’infanzia: era convinto di essere Gesù! È poi il turno -non ce ne voglia Edoardo- della star nonché rivelazione della serata: Gina Luongo. Esordiente anche lei, Gina con tutta la sua veracità napoletana ci invita a riflettere sulla condizione del sapere nel nostro mondo dopo il crollo delle grandi narrazioni e delle ideologie. La nostra è l’epoca delle post-verità, un’epoca in cui, disorientato in un oceano caotico di informazioni, l’uomo non considera più la verità un elemento di primaria importanza ma cerca conforto in teorie fallaci, ben più che approssimative. Gina racconta le ansie dell’uomo e della donna moderna che faticano a stare al passo con i repentini cambiamenti della nostra società, racconta l’incapacità di capire il nostro presente e soprattutto la nostalgia verso un mondo che non c’è più. Tutte queste ansie e queste paure, Gina le stigmatizza in una frase:”Che fine hanno fatto ‘e guagliuni ‘ncopp’ ‘e motorin’?”. Quei […]

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Teatro

Edoardo Ferrario e l’importanza di osservare

Romano classe ’87, Edoardo Ferrario è forse uno dei volti più gioviali della comicità italiana. Comico, imitatore e autore, Edoardo ha declinato la sua comicità e i suoi personaggi in forme e format sempre diversi: ha lavorato a programmi radiofonici come l’Ottovolante, Staiserena e I Sociopatici; in televisione in trasmissioni come Un, Due, Tre, Stella! su La7, La prova dell’Otto su Mtv e Quelli che il calcio su Rai2; sul web con format come Esami – La serie e Post-Esami; ha anche scritto tre spettacoli di stand up comedy Temi Caldi, Edoardo Ferrario Show e Diamoci un tono. Leggero ma non superficiale, spensierato ma non approssimativo, Edoardo Ferrario in questi anni è stato in grado di creare dei lavori comici dall’allegria contagiosa, dando vita a un personalissimo immaginario fatto di imitazioni (ne ha imitati tantissimi, da Vincenzo Mollica ad Alessandro Borghese, passando per Diego “Zoro” Bianchi, nda) e personaggi inediti. Personaggi che comunque non si fondano sul ridicolo o sulla storpiatura ma sono sagacemente caratterizzati e presentano tantissime sfumature caratteriali. Tutto questo nasce dall’inappagabile desiderio di Edoardo di osservare e carpire dalle persone i tratti più peculiari, stigmatizzandoli in figure in cui in seguito le persone possano rivedere i loro conoscenti o anche loro stesse. Questo fine settimana Edoardo sarà a Napoli, Sabato 1° Dicembre al Kestè ospite dell’open mic (per ulteriori informazioni relative alla rassegna di eventi di stand up comedy al Kestè vi rimandiamo alla pagina Facebook Stand Up Comedy Napoli) e Domenica 2 Dicembre al Teatro Nuovo, dove porterà in scena il suo ultimo spettacolo Diamoci un tono. Per l’occasione, abbiamo intervistato Edoardo che ci ha parlato dei suoi esordi, della sua idea di comicità, della genesi di alcuni suoi personaggi e di tante altre cose ancora. Edoardo Ferrario, l’intervista Qual è stato il tuo primo approccio alla comicità, com’è nato l’Edoardo Ferrario comico? Il mio primo approccio alla comicità ha avuto luogo molti anni fa perché io mi sono iniziato a divertire con la comicità guardando i programmi della Gialappa’s e di Serena Dandini: i vari Mai Dire, Pippo Kennedy Show, L’ottavo nano… Benché fossi molto piccolo mi facevano molto ridere e avevo molta voglia di emulare quei comici. A quel punto a scuola diventai un po’ quello che faceva le imitazioni dei professori, ero quella figura lì senz’altro. Poi, dopo il liceo, all’inizio dell’università – io sono laureato in Giurisprudenza in tutto ciò – mi iscrissi a una scuola di scrittura che c’è qui a Roma, l’Accademia del comico. Così iniziai a esibirmi e a scrivere i primi spettacoli, ma tutto nasce da quando ero piccolo. Il lavoro del comico l’ho sempre voluto fare. Che tipo di insegnamenti hai ricevuto in questa Accademia? Questa scuola insegna a scrivere un monologo comico, non è una scuola di teatro ma è una scuola di scrittura specializzata in linguaggio della comicità. Mi ha dato le basi per scrivere un monologo che potesse far divertire un pubblico pagante. È una cosa molto delicata. Diciamo che la scrittura comica, soprattutto quella destinata alla fruizione dal vivo, […]

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Musica

Compilation Eroica #7, i migliori singoli di Novembre

Compilation Eroica #7, i singoli di Novembre Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. A comporre la nostra compilation questo mese troviamo quello che ormai si è affermato come un Big della musica italiana, Maldestro, che recentemente abbiamo anche avuto l’onore di intervistare (cliccare qui per l’intervista), con il singolo La Felicità uscito in contemporanea con il suo nuovo album Mia madre odia tutti gli uomini. Fabiana Martone, che probabilmente ricorderete come cantante dei Nu Guinea e delle Sesèmamà, con il singolo Era sulo ajere tratto dal suo album da solista Memorandum presentato a La Feltrinelli di Napoli a Piazza dei Martiri l’11 Novembre. A chiudere La fine del mondo di Anastasio, il giovane rapper di Meta di Sorrento che a X-Factor, puntata dopo puntata, sta entusiasmando il pubblico, strappando applausi e meritati consensi. Compilation Eroica #7, La Felicità di Maldestro Pubblicato l’8 Novembre, La Felicità è il nuovo singolo di Maldestro tratto dal suo ultimo album Mia madre odia tutti gli uomini. Su un sottofondo di pianoforte accompagnato dagli archi si eleva la graffiante voce di Maldestro che dà vita a un brano struggente. Il racconto di una ricerca della felicità dolorosa e tormentata. Maldestro racconta però questo dolore con grande sensibilità, dando alle sue parole la consistenza di una carezza incerta ma pur sempre confortante. Tra i fallimenti e le carezze che ci aiuteranno a crescere/ E a capire che da soli non si può combattere/ Ricordiamoci ogni volta di tenere i pugni stretti/ Quando insieme si è costretti a perdere/ Ogni lacrima dagli occhi che negli anni hai trattenuto/ Ma non tornerà il passato a dartele//   Compilation Eroica #7, Era sulo ajere di Fabiana Martone Pubblicato il 19 Novembre, Era Sulo Ajere è il singolo di Fabiana Martone tratto dal suo album da solista Memorandum e scritto insieme a Ciro Tuzzi. Introdotta dall’organo di Luigi Esposito, la delicata e suadente voce di Fabiana Martone che racconta di un amore perduto e lontano. Guarda però a quest’amore, senza rabbia o rancore, ma con un sorriso leggero, mettendo a nudo il suo animo, immagine evocata dalle gambe nude che compaiono nel video e che percorrono le vie del Vomero. Quanno po cercavo miezo ‘a gente/ L’uocchie tuoje celesti/ si me cercavano/ chesta notte è fatta pe’ nunn’ avè/ cchiù turmiento/ ‘a luna m’accuntenta/ e nun me chiede cchiù niente// Compilation Eroica #7, La fine del mondo di Anastasio La fine del mondo, pubblicato il 23 Novembre sul suo canale Vevo, è l’inedito di Anastasio il giovane concorrente dell’attuale edizione di X-Factor, sicuramente tra i migliori artisti proposti dal format televisivo di Sky. La rabbia e le rime di Anastasio danno forma, insieme alla strumentale curata da Don Joe, a un brano iconico che si serve di immagini apocalittiche per scardinare […]

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Musica

Playing 4 Time il nuovo ep di Mux: intervista al producer

Playing 4 Time è il nuovo Ep del producer napoletano Gian Paolo Fioretti in arte Mux. Pubblicato dall’etichetta discografica Elastica Records, sempre molto attenta alle produzione elettroniche del Meridione, l’album arriva sei mesi dopo il suo primo lavoro discografico ufficiale ArtificialScape. L’Ep si compone di 5 tracce strumentali ( Test of Heart, Evening Tide, Sunrise Spring, Awake, Playing 4 Time) che si condensano intorno a uno unico concept: il tempo. Mux descrive e scolpisce attraverso le sue sonorità elettroniche i diversi momenti della giornata. Un invito in musica a riappropriarsi del proprio tempo, a viverlo e sentirlo, liberandosi dalle convenzioni del tempo circolare e cronometrato. All’interno di Playing 4 Time, intervista a Mux Come inizia il percorso artistico di Mux? Come ti sei avvicinato alla musica elettronica? Per prima cosa vorrei ringraziare Eroica Fenice per l’interesse e lo spazio concessomi. Direi che il mio percorso artistico e l’avvicinamento alla musica elettronica sono due elementi inscindibili. Infatti il progetto Mux è nato a cavallo tra il 2015 ed il 2016. Producevo beat “tradizionalmente” Hip Hop già dai primi anni del 2000 (all’epoca il mio pseudonimo era “DjVis”: feci uscire anche un demo dal titolo “Fuego Desaparecido”). Dopo varie produzioni, esperienze e collaborazioni, ho sentito l’esigenza di muovermi verso altre sonorità, anche perché nel 2009 avevo iniziato a studiare basso elettrico con Mario “4MX” Formisano (Almamegretta), che m’introdusse alla musica elettroacustica, alle sue varie forme compositive, ed al Dub, facendomi così incuriosire verso il mondo dell’elettronica in generale. Nel 2011, insieme ad altri due miei amici, decidemmo di formare un gruppo, gli Ear Injury, con cui ho avuto la possibilità di calcare diversi palchi in giro per l’Italia e di collaborare con artisti nazionali ed internazionali. Grazie a queste esperienze ho sentito la necessità di approfondire e migliorare le mie competenze e così, nel 2013, mi sono iscritto al corso di Musica Elettronica del Conservatorio di Avellino. Come nasce Playing 4 Time? Qual’è il lavoro che c’è dietro? Playing 4 Time nasce dalla riflessione del rapporto che oggi ognuno di noi ha con il “tempo”. Sebbene il “tempo” sia la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi e all’interno di una composizione indichi il suo andamento/velocità (dunque dei riferimenti oggettivi ed universalmente codificati), allo stesso momento è una percezione soggettiva e strettamente personale, quindi non un sentire rigido e fisso; basti pensare a come negli ultimi vent’anni si sia modificato questo rapporto, anche grazie alle nuove tecnologie. “Prendendo tempo” è la traduzione più fedele del titolo dell’EP. È un invito a riappropriarsi del proprio tempo nonostante si viva immersi in una società frenetica, nella quale vige il culto dell’immediatezza e della velocità, che spinge sempre più l’individuo a divenire automa manovrato dai propri impegni ed angosce, non più libero di scegliere i propri ritmi. La scelta più rivoluzionaria oggi diventa quella di tornare a godere del significato più profondo di ogni frammento che abbiamo a disposizione, riappropriandosi del proprio quotidiano. Gli elementi cardine dell’intero EP, su cui […]

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Teatro

il Kestè aperto a tutti gli stand up comedian per l’Open-Mic

Open Mic al Kestè, quando la comicità è aperta a tutti gli stand up comedian Sabato 10 Novembre è iniziata un’altra grande stagione di stand-up comedy al Kestè, lo storico locale della movida napoletana in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli. Per questo inizio, nessun grande nome della comicità ma uno spazio e una possibilità di esibirsi per tutti gli stand up comedian emergenti e non. Noi di Eroica eravamo lì e questo è il nostro racconto della serata. Gli stand up comedian della serata Ore 23:15, comincia la serata e prende parola l’esperto Maurizio D. Capuano. “Ma sull’evento c’era scritto alle 22:30” direte voi, ma si sa che quando gioca il Napoli i tempi si allungano sempre in maniera indefinita. Maurizio dà il via allo spettacolo saggiando il pubblico, decisamente cospicuo e attivo, con un po’ di comicità slapstick, per intenderci, la comicità che sfrutta molto la corporeità e il linguaggio del corpo: quella di Charlie Chaplin per intenderci ancora meglio. Dopo numerose battute sul nuovo governo e sui ciccioni è il turno del primo vero emergente della serata: Antonio Giuzio, diciannovenne potentino. Antonio si mostra un po’ impacciato forse è l’inesperienza o forse fa soltanto parte del suo personaggio. Al di là di questo dilemma, si mostra molto divertente e interessante da ascoltare. Racconta del suo alcolismo precoce iniziato in tenera età al catechismo. Alcolismo iniziato per colpa delle ostie, unico cibo presente in Chiesa, che si attaccavano fastidiosamente sotto il palato e che quindi cercava di mandare giù con il vino, l’unica bevanda presente in Chiesa. Dopo Antonio è poi il turno di un altro potentino Valerio Bulsara, anche lui come Maurizio un comedian esperto e navigato. La sua esperienza si nota subito dalla sua presenza sul palco: imponente e d’impatto. Valerio trasmette grande energia con il suo vocione. A dispetto delle apparenze, Valerio dice di essere una persona molto timida. Una timidezza che deriva però non dalla sua insicurezza ma dalla convinzione di essere migliore degli altri. Sviscera così esilaranti aneddoti sulle sue incontinenze urinarie d’infanzia e sui modi surreali con cui cercava di mascherarle. La parte più esilarante del suo monologo è però quella riguardante la sua disavventura con Nino D’Angelo. Valerio aveva praticamente realizzato un video-montaggio in cui Micheal Jackson cantava una canzone del Nino nazionale (clicca qui per il video). Qualche tempo dopo il video gli venne “rubato”, privato del copyright e messo in rete in qualità scadente per divenire virale un po’ in tutto il web. Dopo svariate ricerche, Valerio scoprì che la fonte della viralità era proprio la pagina di Nino D’Angelo! Fatte le dovute spiegazioni, Nino diede appuntamento a Valerio per poter parlare di persona ma ecco, a quell’appuntamento si presentò soltanto Valerio… Arriva poi il turno di un altro giovanissimo, Stefano Viggiani che incentra il suo divertente monologo sulle assurdità che possono capitare su una piattaforma come Tinder. A chiudere lo spettacolo tocca di nuovo a Maurizio D. Capuano che continua con la sua irriverente ironia a prendere in giro […]

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Napoli & Dintorni

Open-Mic al Kestè, la stand-up comedy per tutti

Open-Mic al Kestè In questi anni il Kestè, storico locale della movida napoletana in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, ci ha regalato grandi appuntamenti con i migliori comedian italiani come Filippo Giardina, Giorgio Montanini e Pietro Sparacino. Per questa nuova stagione culturale, inaugurata lo scorso 2 Novembre con Gnut&Sollo e il Lia Hide Trio, i protagonisti della stand-up comedy non saranno nomi importanti della comicità italiana bensì potreste essere voi! Ebbene sì, Sabato 10 Novembre, Kesté Abbash darà a tutti la possibilità di esibirsi con il proprio monologo comico, le proprie battute o perché no, i propri sfoghi personali. La libertà sarà totale, non ci saranno temi prestabiliti, censure o vincoli di sorta. Open-Mic al Kestè, come partecipare Per esibirsi bisognerà prenotarsi chiamando al numero 3519910444. Ad attendervi saranno soltanto il palco, un faro, un’asta e un microfono: un’atmosfera intima e raccolta, tipica della stand-up comedy. L’orario di inizio è fissato alle 22:30, l’ingresso sarà gratuito ma, come avverte la direzione del Kestè nell’evento Facebook, “se ridete troppo vi chiediamo i soldi”. Attenzione quindi a non lasciarvi troppo andare. Per ulteriori informazioni inerenti questo evento vi rimandiamo per l’appunto all’evento Facebook che potete trovare  cliccando qui. Un lungo e interessante programma per la stand-up comedy al Kestè Abbash Dopo il successo di tanti spettacoli comici, ultimo Diodegradabile di Pietro Sparacino, il Kesté vuole consolidare il suo intimo e forte legame con la stand-up comedy e, per farlo, forse l’occasione migliore è proprio quella di dare una possibilità di esibirsi a chi è un comico alle prime armi e non trova spazi per la sua comicità. Non solo grandi nomi, dunque, ma anche un sostegno agli emergenti. Sia ben chiaro però, che i grandi nomi non mancheranno, non certo al Kesté. Il prossimo appuntamento con la grande comicità sarà infatti con il comedian palermitano Emanuele Pantano che si esibirà al Kestè Abbash Sabato 17 Novembre e di cui, sempre sul nostro portale, potrete presto leggere l’intervista che abbiamo realizzato grazie alla sua disponibilità. Dopo quest’ultimo appuntamento sarà poi la volta della comedian romana Velia Lalli il 24 Novembre, il primo Dicembre tornerà la formula Open-Mic ma questa volta con Edoardo Ferrario come ospite speciale e, infine, il 15 Dicembre toccherà alla comedian biellese Chiara Avanzo. Una stagione di stand-up comedy assolutamente da non perdere, non mancate!

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Napoli & Dintorni

Gnut & Sollo e il Lia Hide Trio al Kesté Abbash

Gnut & Sollo (SolDo) e Lia Hide Trio al Kesté Abbash Venerdì 2 Novembre torna la grande musica al Kesté Abbash di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, per suggellare e dare continuità alla grande e ininterrotta rassegna di eventi culturali e musicali che il locale ha promosso in questi anni: arrivano Gnut & Sollo e il Lia Hide Trio. Nato dalla restaurazione di antiche sale sotterranee del palazzo signorile, prima adibite a stalle, Kesté Abbash è il nuovo spazio del Kesté dedicato alla cultura, al teatro e alla musica. Venerdì 2 Novembre si inaugura ufficialmente una nuova stagione culturale. Il nuovo progetto di Gnut & Sollo: SolDo Anteprima assoluta per SolDo, un nuovissimo progetto firmato Gnut & Sollo che farà il suo debutto in esclusiva Venerdì 2 Novembre al Kesté Abbash. Uniti da una lunga amicizia, dall’amore per il vino, le freselle ma anche da una fervida collaborazione artistica ( Sollo fa parte insieme a Gnut del gruppo The Collettivo e ha scritto l’Ammore ‘o vero” per Gnut, canzone pubblicata nell’album di Daniele Sepe “Capitan capitone e i fratelli della costa” e poi riarrangiata con Piers Faccini e inserita nell’ultimo lavoro discografico di Domestico Hear My Voice), il duo tutto napoletano presenterà al pubblico del Kesté Abbash questo nuovo progetto che uscirà a Dicembre e che comprenderà anche un libro. Oltre a questo nuovo repertorio, ancora inesplorato dalle orecchie dei fan, ci sarà spazio anche per i grandi classici di Gnut e del The Collettivo, per una serata tutta da vivere, ma anche da cantare! Non solo Gnut & Sollo ma anche il Lia Hide Trio Non solo Napoli ed i suoi figli ad illuminare la serata, infatti, si esibirà anche un’artista di calibro internazionale, magari sconosciuta ai più ma ben nota agli ascoltatori più esperti: Lia Hide. La cantautrice e musicista greca, reduce da numerosi concerti in giro per l’Europa, ma anche in Canada e negli Stati Uniti, sta ora portando avanti il suo Fall Tour 2018 in giro per l’Italia che fa finalmente tappa a Napoli dopo i concerti a Firenze, Padova e Trieste. Accompagnata da un trio e dal suo piano, Lia Hide è pronta per inebriare il pubblico con la sua calda voce e le sue interessanti e ricercate proposte musicali: un pop di pregiata fattura. Informazioni sulla serata L’ingresso sarà riservato ai soci di Kesté Abbash. Il costo della tessera è di 5 euro ai quali seguirà un ulteriore costo di 5 euro per il contributo musicale. Sarà possibile effettuare il tesseramento dalle ore 20:00. Il concerto invece inizierà alle 22:00. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla pagina Facebook dell’evento che potrete trovare cliccando qui. Venerdì 2 Novembre, ritorna la grande musica al Kesté Abbash, non mancate! 

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Musica

Compilation Eroica #6, i migliori singoli di Ottobre

Compilation Eroica #6 Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. Dopo alcuni mesi di assenza siamo ritornati con due interessantissime proposte: Anime Bianche di Nando Misuraca e Aquilone dei Plaza Tape. Compilation Eroica #6, Anime Bianche di Nando Misuraca Pubblicato il 17 Ottobre con la partecipazione della CGIL Fillea e dell’etichetta Suono Libero Music per la realizzazione del videoclip, Anime Bianche racconta la storia di Bruno Misuraca, padre dell’autore, morto in un tragico incidente sul lavoro il 5 Maggio 1999 per il crollo di un cortile nel quartiere Materdei. Scritto ed arrangiato da Nando, la traccia sarà contenuta nell’album di prossima uscita Inconsapevoli Eroi. Il brano si fa portavoce del padre e di tutte quelle morti bianche sul lavoro che reclamano tutele, diritti e giustizia ma che invece rimangono inascoltate. Solo nel primo semestre del 2018 si sono registrate più di 400 morti sul lavoro, una statistica allarmante che pare non interessare né il dibattito politico né l’opinione pubblica, impegnati in quotidiane isterie su argomenti molto spesso futili. Una ballad semplice, senza effetti speciali, che centra dritto il punto della questione, cercando di sensibilizzare quante più persone possibili perché ogni morte sul lavoro, in fondo, è una sconfitta per tutti. «Mi ricordo era Maggio e pioveva forte/ cielo buio pesto come si era visto poche volte/ l’impastatrice girava lenta/ ed io con le mani ai fianchi qualche metro in là/ osservavo tutto con la solita attenzione/ poi percorsi pochi passi superando quell’androne/ tremò la terra e poi il silenzio/ e non esistevo più» Compilation Eroica #6, Aquilone dei Plaza Tape Pubblicato anch’esso il 17 Ottobre, Aquilone è il singolo d’esordio del giovane duo Plaza Tape, composto da Ferdinando Ramaglia e Franz Veneruso. Supportati dal video animato realizzato da Alessandra Veneruso, i due ragazzi danno vita a un interessante lavoro che si caratterizza dove diversi riff di chitarra si incastrano tra loro su una linea di basso. Un brano che sembra nascere da una sana voglia di fare musica, estranea ad alcune logiche competitive del “profitto”, come l’ottenere visualizzazioni o adeguarsi a un determinato immaginario che creano ansie, preoccupazioni e spesso anche una certa superficialità sull’aspetto musicale più concreto. «La mera verità che importa chi la sa?/ non voglio confrontarmi in gare di meschinità/ quanto conta questa vita devo stabilirlo io/ che sia tutto perdonato/ prendo un gran respiro»

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Resurrection, il nuovo album dei Resurrextion

Resurrection è il nuovo album del collettivo Hip-Hop Resurrextion composto da Marsu (MC), DJ Spider (DJ, MC e beatmaker), Keezy (breaker) e DJ Neno (DJ, beatmaker) e uscito il 4 Ottobre. Una data simbolica che suggella il sedicesimo anno di attività del gruppo fondato proprio il 4 Ottobre dell’ormai lontano 2002. Oltre a celebrare il sedicesimo anniversario, il lavoro è stato pubblicato anche dopo sette anni dall’ultima fatica discografica Elettro Sud, segnando così, in un certo senso, una nuova “resurrezione” del gruppo con un album che consolida le radici Hip-Hop del collettivo ma che strizza l’occhio a sperimentazioni e sonorità più moderne, avvalendosi anche di tante collaborazioni.   Resurrection, l’album Composto da quattordici tracce, il disco si apre con l’arpeggio campionato di chitarra di Introspezione dal quale prendono vita le strofe di Marsu e DJ Spider intervallate dal ritornello di Nicola Caso. Il brano funge da manifesto dell’intero lavoro caratterizzato da una forte carica introspettiva dalle intense tinte conscious. «Adesso restare me stesso con il mio punto di vista/ evolvermi facendolo è la mia più grande conquista/ arricchirmi ogni giorno di quello che non si compra/ poterlo raccontare sopra un beat che pompa» Segue la seconda traccia, Ma che vuoi con il ritornello di Danilo Castellano, nella quale Marsu sfoggia grandi tecnicismi metrici con un monito critico alla nuova scuola rap che, sempre più spesso, si discosta con supponenza dalla sue radici: «Rappo con essenza presenza scenica/ Metrica etica mimica mimetica/ tu imiti miti se m’imiti hai limiti/ ti limi imitando mitili militi» Seguono Caos Estemporaneo, singolo d’anteprima dell’album pubblicato il 12 Giugno di quest’anno, e Skyline, due brani che si avvalgono rispettivamente delle voci calde e fascinose di Anna Soares e Deborah Perrotta. Due tracce che anticipano quello che è forse la vera perla del disco, Indagini, brano che può vantare due pezzi da novanta del rap italiano: Murubutu e DJ Caster. Resurrection, sperimentare per risorgere Al giro di boa dell’album, con la sesta traccia Sangue e Fede con Siba e Noemi Perris, e la settima traccia Io non lo so con Deborah Perrotta, il gruppo sperimenta sonorità un po’ diverse. Il primo è caratterizzato da sonorità più minimali e il secondo, invece, si presta a un sound tutto elettronico sul quale si muove nuovamente la voce melodiosa di Deborah Perrotta accompagnata dal rap in napoletano di Marsu. Nell’ottava traccia ritorna Danilo Castellano e insieme a lui la musicalità del rapper nigeriano Gabriel Michael nel brano B.E.V.O. A farla da padrone, in questi brani ma anche nei successivi (Oltre i limiti, Asfalto, Il Viaggio, Resurrection, Non può finire, Io non lo so RaZorDub latin remix), la passione per il rap e l’Hip-Hop e quella costruttiva voglia di sperimentare senza stravolgere o allontanarsi troppo da questa cultura musicale. L’obbiettivo è quello di esplorare l’oceano infinito della musica senza però perdere le coordinate cardine dell’Hip-Hop e senza neanche fossilizzarsi in pochi sterili cliché, come in Oltre i limiti: «Oltre le luride stupide etichette/ Che date alla musica e mi stanno tutte […]

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Laurea Honoris Causa a Dacia Maraini a L’Orientale

L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale  ha conferito una Laurea Honoris Causa a Dacia Maraini in “Letterature e culture comparate”.  Mercoledì 17 Settembre, nell’elegante cornice della Sala Conferenze di Palazzo Du Mesnil, la rettrice dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Elsa Morlicchio, coadiuvata dai membri del senato accademico, Augusto Guarino (Direttore del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati) e Donatella Izzo (Coordinatrice del corso di laurea magistrale in Letterature e culture comparate), ha conferito la Laurea Honoris Causa a Dacia Maraini in “Letterature e culture comparate”. Dacia Maraini: una donna, un universo Impossibile tracciare in pochi vocaboli un profilo esaustivo della Maraini, una scrittrice dagli innumerevoli interessi che si è cimentata con le più disparate tipologie di scrittura: è stata ed è tutt’ora una poetessa, una drammaturga, una saggista e una sceneggiatrice. Con la sua inesauribile vena narrativa, ha collezionato nel corso del tempo tantissimi premi, come il Premio Strega nel 1999 con la raccolta di racconti Buio, ma anche tantissime onorificenze come il titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana il 9 Gennaio 1996 e il titolo Ordine del Sol Levante, Raggi in Oro con Rosetta il 3 Novembre 2017. Ultimo, almeno per ora, la Laurea Honoris Causa in “Letterature e culture comparate”. Un’onorificenza che non ha voluto premiare Dacia Maraini come autorità culturale o accademica ma ha voluto celebrare i valori e i principi della sua letteratura fatta di ardore e passione civile, di apertura e solidarietà verso il mondo, verso l’altro e il diverso. Valori che l’Ateneo ha voluto suggellare con questa cerimonia per indicare una strada ai suoi studenti, per offrirgli un modello e dunque quale modello migliore di una donna dalla insaziabile curiosità intellettuale che ha saputo conciliare e far vivere insieme tutte le culture conosciute durante i suoi viaggi. Laurea Honoris Causa a Dacia Maraini: una storia iniziata nella Terra del Sol Levante Nata a Fiesole nel 1936, figlia dello scrittore e antropologo Fosco Maraini e della pittrice nonché aristocratica Topazia Alliata, Dacia ha trovato fin da subito un grande incentivo creativo nelle due figure genitoriali che le hanno trasmesso- come ama definirli- il “male” del viaggio e il “morbo” della scrittura. La sua arte va infatti oltre qualsiasi mero esercizio o pratica tecnica/artistica ma si lega visceralmente alla sua vita: a quella caparbia capacità, quasi un’ostinazione, di farsi ambasciatrice di pace anche in seguito a una catastrofe. Catastrofe che ha vissuto da bambina in prima persona dal 1943 al 1946, quando fu internata insieme alla famiglia nel campo di concentramento di Nagoya ma che forse, più di qualsiasi esperienza, ha conferito alla sua scrittura un intrinseco dialogismo: il potere di dialogare e aprirsi assiduamente al confronto con la realtà contingente. La prima donna insignita di una Laurea Honoris Causa a L’Orientale Quella di ieri non è stata di certo la prima Laurea Honoris Causa conferita dall’Ateneo- in passato l’hanno ricevuta personaggi illustri come Giorgio Napolitano e François Mitterrand- ma è stata la prima laurea ad honorem conferita […]

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La graphic novel Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso a RDL

Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso hanno presentato la graphic novel Salvezza alla fiera del libro di Napoli Continuano le presentazioni e gli eventi della fiera del libro di Napoli Ricomincio dai libri al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Sabato 6 Ottobre i due autori siciliani Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso hanno presentato la loro graphic novel Salvezza, edita nel Maggio 2018 da Feltrinelli Comics. L’incontro è stato mediato dalla giornalista Barbara Schiavulli. La graphic novel Salvezza, l’importanza del racconto L’incontro è iniziato con la proiezione di un video realizzato dai due autori, una breve testimonianza delle tre settimane che hanno trascorso a bordo della nave Aquarius, ONG simbolo di una retorica politica iconoclasta sempre più diffusa nel nostro paese. «Noi non siamo del PD, abbiamo semplicemente voluto raccontare quello che abbiamo visto» specifica Lelio, una precisazione che, normalmente, risulterebbe pleonastica ma che, oggi più che mai, è strettamente necessaria. Il fumetto non nasce infatti con intenti politici o con l’intenzione di offrire un’opinione ma con l’obbiettivo di informare e di raccontare, di restituire ai lettori una visione oggettiva, aderente il più possibile alla realtà, del drammatico fenomeno migratorio africano che passa attraverso il mare Mediterraneo. Le sceneggiature di Marco si uniscono ai disegni di Lelio e prendono vita le tante piccole storie «con la “s” minuscola» di tutti quegli uomini che ogni giorno sfidano la morte in un viaggio disperato in condizioni disumane, per sfuggire a guerre e miseria, a quegli avvenimenti della Storia con «la “S” maiuscola» che molti governi volontariamente ignorano, condannandone gli effetti piuttosto che le cause. Con la graphic novel Salvezza i due giovani hanno voluto creare un prodotto che potesse essere fruibile dal maggior numero di persone e che, soprattutto, strizzasse l’occhio  ai bambini, perché è importante trasmettere certi valori ai più piccoli. Tutto il lavoro, come spiega Marco, è incentrato sull’esigenza di raccontare, di dare vita alle storie di queste persone che non solo attraversano il Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna, ma passano anche attraverso il Sahara e i centri di detenzione libici, luoghi senza alcun rispetto per la dignità umana. Dal 1993 ad oggi i migranti morti in mare superano la quota di trentaquattromila ma i morti nel deserto e le vittime dei centri di detenzione in Libia sono impossibili da quantificare. Come i racconti degli aborigeni, che narrano le gesta degli antenati per permetterle di continuare a vivere, Marco e Lelio riscoprono la linfa vitale della narrativa restituendo a queste persone, trattate come merce di scambio, un briciolo di umanità. I due autori rivolgono l’attenzione non solo al flusso migratorio che dal centro si dirige verso il Mediterraneo, ma anche a quello che si dirige verso lo Yemen, teatro di una atroce guerra civile “silenziosa”, una catastrofe che si sta svolgendo lontano dagli occhi indiscreti dei media tradizionali. L’informazione come punto di partenza secondo Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso raccontano di essere arrabbiati perché impotenti davanti a tale catastrofe. L’informazione, seppur corretta,  da sola non basta ma […]

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Svevo Moltrasio presenta “Parigi senza ritorno” a Ricomincio dai libri

Svevo Moltrasio ha presentato il suo libro alla fiera del libro di Napoli al MANN Ieri, Venerdì 5 Ottobre, ha preso finalmente il via la fiera del libro di Napoli al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli): Ricomincio dai libri. Lungo tutto il porticato che circonda il suggestivo Giardino delle camelie, troviamo gli stand delle diverse case editrici ricolmi di libri. Decine di persone, curiosi e non, passeggiano tra i banchetti: l’atmosfera è viva e vivace ma non caotica. Proprio lì, nel centro del giardino, Svevo Moltrasio- che molti conosceranno per essere l’ideatore e creatore della web-serie su YouTube Ritals– ha presentato il suo libro “Parigi senza ritorno” edito Sperling & Kupfer. L’incontro è stato mediato dallo scrittore Marco Marsullo. Svevo Moltrasio: l’incontro con l’autore Si inizia subito con qualche problemino tecnico: il microfono non funziona. Svevo ci scherza su e, intanto, con quell’ironia che hanno soltanto i romani, si mostra un po’ preoccupato per i nuvoloni che sfilano sopra il cortile. Risolti gli inconvenienti, inizia l’incontro e Marco introduce il libro leggendone alcuni estratti. Il libro, definito da Svevo Moltrasio “il diario di un fallimento”, nasce e narra della sua ormai decennale esperienza di vita a Parigi. Innamorato fin da adolescente della cultura e del fascino della capitale- ma soprattutto di Sophie Marceau- l’autore ha visto miseramente crollare davanti a sé il mito della città, scoprendone il carattere violento: prodotto di una città che- sue testuali parole- «vive di continue tensioni». Il libro racconta anche della genesi della serie Ritals dove Svevo interpreta il ruolo dell’italiano perennemente scontento della nuova comunità che lo ha accolto, sempre pronto ad evidenziarne i difetti, sminuendone i pregi con il paragone costante con l’Italia. La patria tanto amata ma così nostalgicamente lontana. È un atteggiamento che, nella serie ma anche durante l’incontro, porta avanti con disincantata leggerezza e sagace ironia ma che, salvo ovvie finzioni ed espedienti dovuti al format, presenta molti elementi autobiografici. Il contesto dal quale parte Svevo Moltrasio è sempre contingente alla sua esperienza di vita, legato alle difficoltà di rapportarsi con i parigini. «Non è che i francesi sono freddi», non è questione di temperamento, come spiega, ma di consuetudini. Il nostro modo molto “tangibile” di conversare risulta poco consono ai parigini che, dal canto loro e paradossalmente per noi, devono obbligatoriamente salutarsi con un bacio sulle guance, sia nel momento in cui ci si incontra che in quello in cui ci si lascia, ma non tollerano nessun altro contatto fisico. Le difficoltà nella comunicazione non sono relative soltanto le modalità di dialogo ma anche agli argomenti di conversazione. Per un francese, ma soprattutto per un parigino, argomenti tanto cari a noi maschietti italiani come il calcio e il sesso sono ritenuti inopportuni, inadatti a una conversazione di gruppo. Così, tra una risata e un aneddoto, come quando scandalizzò tutti per aver dato una pacca sulla pancia a un suo amico, Svevo ci ricorda che viaggiare è vitale: bisogna sempre partire per nuove avventure! Basta che non siano a Parigi! Svevo […]

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Il Cervello debutta con Spirale (intervista)

Spirale è il primo lavoro discrografico di Antonio Preziosi a.k.a Il Cervello pubblicato lo scorso 10 Settembre e distribuito da Distrokid. Realizzato musicalmente dal beatmaker romano Alessandro D’Alessio a.k.a Deville, l’album si compone di 5 tracce (Intro,  Io sono fatto di cera, Il tuo posto nel mondo, Storie di fantasmi, Outro) ed offre un’interessante scelta musicale unendo sonorità Hip-Hop, drum’n’bass, elettroniche e nu metal. Il disco è caratterizzato da una forte carica introspettiva: Antonio attraverso i suoi testi mette a nudo le contraddizioni più profonde della sua psiche, svelando i demoni della sua coscienza. È un racconto condito da diversi riferimenti letterari, dalle tinte forti, che verte su temi delicati come la solitudine e la depressione. È un racconto che assume anche tratti un po’ cinici ma che offre, nonostante tutto, un punto di vista costruttivo, propedeutico alla propria crescita personale. Per comprendere meglio quest’album abbiamo intervistato Antonio che ci ha illustrato un po’ il suo mondo: il mondo de Il Cervello. Il Cervello, intervista ad Antonio Preziosi Come nasce Il Cervello? Il Cervello nasce nel 2016, in seguito ad uno dei periodi più cupi della mia vita. In quel momento ho capito che o tocchi il fondo e ci resti, o cominci a risalire. Scrivevo già testi da parecchi anni. Ho militato in diversi progetti Metalcore, Hardcore, Stoner, pop-punk e alternative rock come bassista e voce, successivamente ho deciso di proseguire il mio percorso artistico da solo. Ero uno screamer, un urlatore, e in quel momento era quello il massimo mezzo di espressione per ciò che provavo interiormente. Volevo urlare la rabbia e il dolore che provavo in quel periodo e ci sono riuscito. Nel 2012 ho iniziato a rappare e questo amore non è mai finito. Sono stato sempre un amante del rap e di tutta la musica, per cui non ho mai avuto problemi a mutare la mia arte in modi differenti.   Qual è stata la ricerca musicale per questo ep? Ho disegnato una linea, quella tra il mio passato da ascoltatore e quella attuale da artista indipendente. Nel mezzo ho inserito quelle che sono le mie influenze musicali, quello che avrei desiderato tematicamente e musicalmente da questo album. Le tracce sono state composte da Deville, un beatmaker romano che ha colto in pieno le sonorità giuste per risaltare al meglio testi e voce.   Nel brano “Il tuo posto nel mondo” citi David Foster Wallace, cosa hai letto e cosa ti ha affascinato di più di questo scrittore? David Foster Wallace non è soltanto uno dei più grandi scrittori della letteratura contemporanea ma anche uno dei più sensibili. Si è messo totalmente a nudo, ha combattuto i suoi demoni interiori con un foglio di carta e una penna, era il suo modo di rispondere alla depressione e a ciò che andava e non andava nella sua vita. Wallace ha scritto opere come “La scopa del sistema”, “Questa è l’acqua” e “Il rap” spiegato ai bianchi ma il libro che apprezzo di più è sicuramente “Infinite […]

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Il BLU di Micaela Tempesta, intervista

BLU è l’esordio discografico da solista di Micaela Tempesta pubblicato lo scorso 18 Maggio. Anticipato dal singolo Invincibili edito lo scorso 4 Maggio, il disco si dimostra un prodotto di pregiata fattura. Un album dalla natura ancipite, in bilico tra il racconto dell’emotività e la cognizione di causa di una realtà arida e difficile. BLU è il suo manifesto, un colore notoriamente malinconico ma sensibilmente denso, profondo. Tale spessore si esterna anche nelle scelte musicali, scelte musicali elettroniche eleganti che oscillano tra diversi generi come l’R’n’B, l’Hip Hop, il Soul e il cantautorato italiano. Per l’occasione abbiamo avuto il piacere e la fortuna di fare quattro chiacchiere con Micaela Tempesta che ci ha dato modo di conoscere la genesi dell’album e di conoscerlo meglio in alcuni suoi aspetti. Micaela Tempesta e il suo BLU, l’intervista Chi è Micaela Tempesta? Quali sono i suoi trascorsi musicali?  I miei trascorsi sono abbastanza “sfigati”. Ho iniziato a fare musica verso la fine degli anni ’90, quando c’è stata una rivoluzione sia nel modo di fruire che nel modo di fare musica. Un periodo che poi ha portato a questo scatafascio odierno: vedi i talent, lo streaming… Ho cominciato scrivendo in inglese e, insieme ad alcuni miei amici che avevano una casa di produzione, abbiamo fatto 3-4 pezzi che abbiamo poi licenziato all’estero. Roba dance, nulla di importantissimo ma comunque ci hanno aiutati a fare qualche soldino. Poi ho cominciato a lavorare sul mio progetto personale, sempre in inglese e con i miei amici ma vidi che non era molto semplice e quindi staccai per un po’. Nel frattempo c’è stata appunto tutta questa rivoluzione nella musica, anche nel modo di acquisirla da parte della case discografiche. Io sono stata almeno 10 anni a fare il pendolino tra Napoli e Milano perché a Milano c’erano le case discografiche. A Napoli adesso c’è qualcosa, ma negli anni ’90 c’era davvero pochissimo. Ho preso un po’ di porte in faccia ma non mi sono arresa.  C’è un filo conduttore nell’album? Un collegamento tra il titolo e la copertina? Guarda, il titolo è venuto prima dell copertina. Anzi la copertina è uscita per caso mentre rovistavo tra le vecchie foto di famiglia. Trovai questa foto che aveva questa moquette blu e altri elementi blu. È stata una cosa fortuita. Si chiama BLU perché è un colore che rappresenta un po’ un modo di essere. È quella cosa che abbiamo un po’ tutti noi napoletani: siamo “tristi” ma siamo intensi e ritmici in quello che facciamo, riusciamo comunque ad andare avanti.  Qual è stata la ricerca musicale?  La ricerca musicale l’ho fatta insieme a Massimo De Vita. Una volta scelte le canzoni da inserire nell’album abbiamo cominciato a fare degli ascolti che si avvicinassero al mio modo di far musica che è R’n’B ma anche un po’ soul e un po’ cantautorato italiano. Abbiamo fatto una ricerca abbastanza breve perché Massimo ha capito subito cosa mettermi addosso. Io ascolto molta musica nera, impazzisco per Lauryn Hill e quindi siamo andati […]

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