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Eroica Fenice

Attualità

Lis: le parole diventano segni

Nella nostra società, la diversità è intesa come ricchezza? È questa la domanda che rimane fissa nella mia testa durante i caffè: per due pomeriggi ho scelto di ascoltare, seduto in un bar, due ragazze sorde per capire un altro modo di vivere la quotidianità. Seduto davanti a loro con sguardo interessato, ho lasciato che si raccontassero, certo che i miei appunti in nessun modo avrebbero potuto portare al lettore la pienezza di alcuni sguardi e atteggiamenti. Essere sordi vuol dire non udire ciò che ti circonda, ma la comunicazione con il mondo è un’altra cosa. Questa comunicazione spesso non è ricercata, e viene abbandonata a priori se non ridicolizzata. Atteggiamenti sgraziati, smorfie, accompagnati da un gesticolare vistoso e fuori luogo minano la volontà del sordo che interagisce con l’udente. Ci domandiamo come sia possibile questo approccio sbagliato verso l’altro, e la risposta sta forse nella mancata sensibilità come causa di tanti atti comunicativi mancati. Una conseguenza può essere la successiva introversione del sordo, che diventa un insicuro comunicatore con l’udente, consapevole allo stesso tempo di non poter evitare totalmente il confronto. Ecco che una difficoltà viene amplificata, e una società si presenta ostile verso il singolo. La Lis, “Lingua dei Segni Italiana“ è il modo più efficace per abbattere tante difficoltà comunicative e rendere la diversità un’opportunità piuttosto che un problema. Su lissubito.com si legge: La scelta della definizione “Lingua dei Segni Italiana” vuole sottolineare il fatto che si tratta di una lingua vera e propria, con un suo sistema di simboli e regole grammaticali, che viene usata dai membri di una “comunità”, e che, come tutte le lingue, muta nel tempo e nello spazio a seconda delle esigenze comunicative dei parlanti (e segnanti) della comunità stessa e ne definisce l’identità. Basta osservare qualche dialogo in Lis per rendersi conto della potenzialità e della chiarezza espositiva che si riesce a raggiungere a differenza del semplice labiale. Le ragazze sottolineano la difficoltà di parlare con chi non conosce la Lis per via delle incomprensioni e della fatica a cercare di comprendere le singole parole. Comunicare in gruppo senza Lis sarebbe impossibile. In Italia la Lis non è riconosciuta, anche se largamente utilizzata e molte manifestazioni e flashmob hanno luogo per attirare l’attenzione su questo tema. Nella mia università assisto da anni al lavoro dell’interprete, una figura fondamentale, una persona che mette materialmente il suo udito al servizio della società, che diventa una mano tesa verso il sordo, permettendogli di partecipare. Andare in ospedale e non riuscire a comunicare con il personale, non poter decidere di partecipare liberamente a qualsiasi corso o spettacolo, sono solo alcune delle difficoltà ancora presenti. È auspicabile che in un futuro prossimo si cerchi di andare verso una società più attenta alle esigenze di tutti.            Saluto le mie amiche facendo tesoro di quella chiacchierata e ricordandomi che… la diversità è ricchezza. Lis, le parole diventano segni

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Attualità

Manifestazione Cgil, un milione a Roma

25 ottobre 2014. Un milione di persone provenienti da tutto il paese, stimano gli organizzatori, sono arrivate a Roma per la manifestazione Cgil. Vogliono far sentire la propria voce. Voce che unita alle altre diventa la voce del sindacato. Sono stati vari i cortei organizzati con destinazione piazza San Giovanni, dove è allestito il palco da cui il segretario della Cgil Susanna Camusso farà il suo discorso. Ed ecco lavoratori, studenti, pensionati, sindacalisti, pronti a percorrere le strade della capitale con striscioni, tamburi e megafoni. La protesta va contro alcune decisione del governo Renzi, come lo Jobs act, definito “paradossale” da alcuni esponenti dello stesso Pd che hanno voluto partecipare alla manifestazione assieme alla Sel di Nichi Vendola. Tra la folla del corteo sventolano bandiere di vari partiti, come per segnalare un malcontento che viene da più fronti, e si sente urlare “sciopero generale”, una delle ipotesi non escluse dalla stessa Camusso. La giornata si conclude con il discorso del segretario generale ad un’enorme platea che ascolta sotto il sole le proprie sorti e quelle del paese. Manifestazione Cgil, un milione a Roma

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Attualità

Vivere la città in modo ecologico

È possibile in una città metropolitana, lasciare l’auto o lo scooter a casa trovando un modo ecologico di vivere la città? Ma soprattutto quali sono i benefici e le rinunce con cui dobbiamo fare i conti? Si parla da sempre di inquinamento globale, smog e città caotiche, ma sembra che la città non riesca facilmente ad acquisire nuove abitudini. È così difficile? Ovviamente ogni caso è diverso e troppe variabili entrano in gioco per poter presentare una ricetta valida per tutti. Come si può non iniziare da un evergreen come quello della camminata. Economico, salutare ed ecologico, ecco sicuramente l’opzione migliore per chi non deve affrontare tratti lunghi di strada e può permettersi di cominciare la giornata con i giusti tempi. 10.000 passi al giorno, ovvero camminare per almeno 2 ore nell’arco della giornata, anche in maniera discontinua, produce benefici a livello cardiocircolatorio ed è la più facile soluzione per combattere il sovrappeso. Un’influenza altrettanto positiva è quella che si riscontra a livello del sistema simpatico. A prima vista possono sembrare tanti passi, ma in realtà 10.000 passi corrispondono a circa 6.500-7.000 metri e possono essere misurati con l’apposito “contapassi”. Ovviamente non è da  sottovalutare l’importanza della scarpa, fondamentale per non stressare il piede. La seconda scelta, ad oggi in crescente aumento, vede l’utilizzo della bicicletta. Forse per un ritorno al passato, o semplicemente figlia della crisi, questa scelta viene intrapresa sia da chi si deve recare tutte le mattine al lavoro, sia da chi vuole passare una giornata alternativa tra le vie della città. Spesso le distanze da percorrere sono notevoli e non vogliamo che il tragitto ci metta troppo alla prova. In passato questo poteva scoraggiarci e farci risalire in auto. Ad oggi, fortunatamente, molte case costruttrici hanno pensato proprio una soluzione a questo problema creando una bici pieghevole. Questa offre la possibilità di  suddividere il percorso tra mezzi pubblici e pedalate. Comoda, compatta e poco impegnativa, la bici pieghevole sta cercando di cambiare le abitudini quotidiane e non è difficile incontrarne qualcuna per la città. In questa direzione andava anche l’iniziativa del “bike sharing“, nata qualche anno fa nella capitale, ma rivelatasi un flop milionario per il Comune con centinaia di biciclette sparite. Il risultato di utenza era positivo: 3000 abbonamenti in sei mesi, ma a causa di un debole sistema di sicurezza e un controllo inesistente, il parco bici in poco tempo è stato depredato dai ladri: oltre 450 biciclette al costo di circa 200 euro ciascuna. La spesa pubblica complessiva è stata di circa un milione e 600 mila euro per un servizio attualmente inesistente. Sicuramente una delle sfide che la metropoli non può mancare è quella di potenziare i mezzi pubblici, in modo da avere una città talmente ben collegata da rendere superfluo l’utilizzo di un mezzo privato, se non in caso di preferenza personale. Purtroppo in Italia siamo ben lontani da questi risultati, nonostante la forte richiesta da parte dei cittadini, sempre più propensi ad uno stile di vita ecologico. Dovremmo prendere esempio da molte città estere che, sotto questo punto di vista sono molto […]

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Fotostorie

Fiat 500: simbolo di un’epoca

Erano gli anni del boom economico in un’Italia in crescita; gli anni della minigonna e degli occhiali da diva. Erano gli anni di un Paese da rinnovare e di aria nuova da respirare; gli anni in cui il “Made in Italy” era sinonimo di garanzia. Erano gli anni delle vacanze sulle spiagge italiane; gli anni di Abbronzatissima e di Elvis. Erano gli anni de’ “La dolce vita” e della Dc; gli anni del “miracolo” e di Kennedy. Erano i favolosi anni ’60; gli anni in cui i sogni degli italiani viaggiavano sulle ruote di una Fiat 500.   Foto: Fiat 500, Manuel Tempestilli Didascalia: Jundra Elce      -Fiat 500: simbolo di un’epoca

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Eventi nazionali

Retake Roma: cittadini contro il degrado

Quando c’è qualcosa che non va nella propria città, c’è chi si lamenta e chi preferisce attivarsi. Fanno sicuramente parte di questo secondo caso i volontari che hanno pensato ad un movimento no profit, nato recentemente e il cui nome ne traduce chiaramente il programma: Retake Roma. “Riprendiamoci Roma” è infatti l’obiettivo di cittadini che, grazie a questa iniziativa, decidono di incontrarsi tutti insieme -o divisi per zone- per dare un contributo tangibile e immediato a favore della città. Si muniscono di raschietti, vernici, solventi e rimuovono scritte dai muri, adesivi dai pali e cassette postali e tutto ciò che di abusivo e sporco danneggia la città. L’iniziativa è stata accolta molto bene sia dalla città, vista la crescita esponenziale di volontari, ma anche dalle isituzioni che offrono loro appoggio. Per saperne di più ho incontrato Emanuele, uno dei primi volontari che oggi si occupa della gestione del progetto Retake. Retake Roma, la nostra intervista! Come nasce Retake? Retake nasce nel 2011 grazie a quattro donne americane, che vivono attualmente a Roma, e che, con l’ aiuto dei familiari, hanno avviato questo progetto partendo dalla pulizia  del proprio condominio. Successivamente è nata una coalizione che, grazie ad altre persone, ha portato alla creazione di piccoli eventi. Ho visionato su Facebook un evento a Ponte Milvio e ho deciso di aderire all’iniziativa. Da lì ho partecipato ad altri eventi come Monteverde. Nel tempo siamo cresciuti moltissimo! Qual è la filosofia di Retake? Retake è un progetto gestito da persone comuni: dall’impiegato allo spazzino, all’ingegnere o amministratore delegato. La ‘filosofia’ di Retake è quella di riappropriarsi di quello spazio che ci è stato negato, che in questo momento è degradato. Pensiamo che Roma debba  risollevarsi, perché al momento non siamo la capitale più bella del mondo. Cerchiamo di restituire bellezza alla città con i murales, rimuovendi gli adesivi, vedendoci e stimolando l’entusiasmo e l’ energia di chi vi prende parte. Com’è strutturata Retake? In questo momento ci stiamo organizzando e creeremo a breve un’associazione. Il “direttivo”, se vogliamo chiamarlo così, è composto da otto persone che sono quelle “più attive”. Esistono all’incirca 14 gruppi nella città di Roma. La creazione di questi gruppi è stata necessaria per gestire al meglio l’ attività. Operiamo indossando delle pettorine  che ci ha donato anni fa il Comune di Roma, recanti il nostro logo, nonchè il logo del comune, e la scritta “Decoro Urbano”. In questo modo le persone ci riconoscono e i gruppi crescono giorno per giorno, perché “Retake” sta diventando un vero fenomeno, una tendenza e inevitabilmente si sta diffondendo. Come si diventa Retaker? Basta volerlo! La filosofia è molto semplice. Basta darsi da fare, basta fare una piccola cosa al giorno come staccare un adesivo. Lanciammo una vera e propria campagna con questo obiettivo: “Liberiamo un palo al giorno.” Magari risulta impegnativo, ma se ci portiamo dietro un raschietto, o usiamo semplicemente le unghie, riusciamo a staccare un adesivo e già abbiamo fatto tanto per noi stessi. Tenere sotto controllo le parti comuni […]

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Fotostorie

Una Vespa 50: un sogno per due

Una Vespa 50. Una vacanza romana. Una compagnia giusta. Le dava un senso di vertigine la precarietà. Così si stringeva più forte, con i pugni chiusi di chi non si fida. Si stringeva più forte mentre notava con un sorriso che con fare incurante spingeva la testa all’indietro sfiorandole le labbra con il collo. Usava un dopobarba che profumava di buono. Profumava di lui. Si stringeva ancora più forte contro la sua schiena, con i suoi maledetti pugni sempre più stretti. Diede una lieve accelerata alla Vespa. Il vento accarezzava la loro pelle. Inebriati nella loro libertà. I capelli di lei tenuti a bada dal casco gli colpivano il viso. Sorrise anche lui. La voglia di lasciarsi andare baciati dal sole della capitale. Percepiva i timori di lei. Li sentiva sulla pelle. Accelerò ancora costringendola a stringersi di più. Il vento gli portava in dono il suo profumo fruttato. Testarda lei. Inaffidabile lui. A vederli così, perfetti. Una Vespa 50. Una capitale. Una vacanza. Un amore. O, forse, no. Per adesso si accontentava delle sue mani. Per un attimo i suoi pugni stretti avevano lasciato il posto alle carezze. Clicca sull’immagine per ingrandirla Foto: Vespa 50, Manuel Tempestilli Didascalia: Jundra Elce -Una Vespa 50: un sogno per due-

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Fotostorie

Colosseo: un viaggio nel blu

Imponente. Maestoso. Possente. Si scaglia nel cielo cobalto il Colosseo. Riecheggiano nell’aria le urla degli spettatori. Si addolciscono nel blu i suoi forti contrasti smussati dal tempo. Un luogo che mai ha perso il suo fascino in un “adesso” che ancora rivive in ogni pietra. Risuonano le armi dei gladiatori. Aspetta con il fiato sospeso che prendano vita le antiche storie ascoltate, le leggende narrate, le parole inventate. Oggi le condizioni di salute del Colosseo appaiono preoccupanti. Di fatti, si sono evidenziate circa 3.000 lesioni con fessure estese su tutta la struttura. Si è scoperta anche un’inclinazione di 40 centimetri dell’opera probabilmente causato da un cedimento della platea di fondazione su cui poggia.  L’importanza della salvaguardia del nostro patrimonio artistico è stato rilevato dagli stessi dati. Solo nel 2013 il circuito Colosseo, Foro romano e Palatino è stato visitato da 5.625.219 persone confermandosi come il sito più visitato in Italia per un introito lordo totale di 39.657.672 euro. Clicca sull’immagine per ingrandirla. Foto: Colosseum and blue sky, Manuel Tempestilli Didascalia: Jundra Elce -Il Colosseo: un viaggio nel blu-

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Teatro

Ciò che vide il maggiordomo in scena al teatro Kopó

Dal 18 al 20 luglio, al teatro Kopó va in scena lo spettacolo “Ciò che vide il maggiordomo”, testo di Joe Orton e interpretato dalla Compagnia Alibi. Inedita al tempo della morte dell’autore, è una farsa tipicamente inglese per asciuttezza di dialoghi e parossismi comici. Orton punta il dito contro la categorizzazione delle persone, nel bene o nel male, sottolineandone l’inutilità. Quando il Dr. Pentice, uno psicanalista alla ricerca di una segretaria, chiede ad una candidata di spogliarsi, mai si aspetterebbe di essere interrotto dalla moglie, dall’amante di questa, da un ispettore del lavoro impiccione e da un ufficiale di polizia assai inquisitivo. Ma una donna nuda dietro un paravento è solo la scintilla che fa scattare un esilarante climax di libidine e scambi d’identità in cui il senso del decoro viene definitivamente sepolto. Lo spettacolo si divide in due tempi, ed è caratterizzato da ritmo veloce e personaggi dalle mille sfaccettature. Il tutto diverte lo spettatore, grazie anche alla vena comica presente nei personaggi, ma allo stesso tempo richiede attenzione per restare ancorati ad una storia continuamente alimentata da nuovi avvenimenti. A.lib.i, Artisti Liberi Indipendenti, è un’Associazione Culturale senza fine di lucro che ha per finalità istituzionale la produzione, la pratica, la diffusione e la promozione dell’attività teatrale. Nata a Tricase nel gennaio 2013 dall’esperienza di attori professionisti e non, con anni di attività teatrale alle spalle in tutta la provincia di Lecce e oltre. Situato nel cuore del quartiere Tuscolano, il teatro Kopó accoglie il pubblico in un ambiente accogliente e curato, dove si respira un clima cortese e amichevole. Decisamente invitante la formula aperitivo + spettacolo che invoglia a trascorrere l’intera serata all’interno del teatro. Piacevole l’attesa nel piccolo foyer, dove è possibile attendere l’inizio dello spettacolo gustando un aperitivo prima di entrare in sala. Viste le dimensioni ridotte della platea (50 posti) e la vicinanza con il palco, il teatro propone una fruizione decisamente partecipata, che ne fa il suo punto di forza. -Ciò che vide il maggiordomo in scena al teatro Kopó-

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Culturalmente

Pablo Neruda, trovati 20 poemi inediti

Pablo Neruda e le 20 liriche d’amore mai pubblicate   Una ventina di poesie inedite di Pablo Neruda (1904-1973), premio Nobel per la letteratura e considerato uno dei più grandi poeti in lingua spagnola del ventesimo secolo, sono state ritrovate durante una revisione degli archivi dello scrittore cileno da parte della Fondazione Pablo Neruda in Cile. Nel corso della nuova catalogazione dei manoscritti, i ricercatori hanno riscontrato che alcune poesie manoscritte di “straordinaria qualità” non erano state incluse nelle opere a stampa. Neruda e le poesie perdute L’annuncio è stato dato dalla casa editrice Seix Barral, che pubblicherà questi versi ritrovati entro fine anno, in coincidenza con il 110/o anniversario della nascita di Neruda, il prossimo 12 luglio, e i 90 anni della pubblicazione di “Venti poesie d’amore e una canzone disperata”, uno dei libri più noti dell’autore cileno. Sarà il terzo volume di inediti pubblicato postumo, dopo “Fiume invisibile” (prosa e poesia giovanile, 1980) e “Quaderni di Temuco” (poesia adolescente, 1996). Si tratta di  circa un migliaio di versi, composti fra il 1956 e la fine degli anni ’60, raccolti a volte in poesie molto brevi ed altre in opere che si estendono su varie cartelle, scritti per lo più su carta da ciclostile ingiallita, ai quali si aggiungono frammenti di prosa, discorsi e conferenze letterarie, ritrovati fra le carte ricevute dalla Fondazione Neruda nel 1987, dopo la morte di Matilde Irrutia, terza e ultima moglie dello scrittore. Gran parte delle poesie sono d’amore e secondo Pere Gimferrer, esperto della Seix Barral, “non si tratta di poesie qualunque”, bensì di opere che dimostrano “il potere dell’immaginazione, la straripante pienezza espressiva e lo stesso talento tanto per la passione erotica o amorosa come per l’invettiva, la satira o il minimo dettaglio della vita quotidiana” di Neruda. La casa editrice ha diffuso un breve frammento dei versi inediti: “Riposa la tua pura anca e l’arco di frecce bagnate/ estende nella notte i petali che formano la tua forma/ che risalgono le sue gambe di argilla il silenzio e la loro chiara scala/ scalino dopo scalino volando con me nel sogno/ io sento che ascendi allora verso l’albero cupo che canta nell’ombra/ Scura è la notte del mondo senza di te amata mia/ E distinguo appena l’origine, comprendo appena la lingua/ Con difficoltà decifro le foglie degli eucalipti”.

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Culturalmente

Pitti Immagine Uomo 86

A Firenze dal 17 al 20 giugno 2014 è di scena Pitti Immagine Uomo, la manifestazione internazionale di riferimento per la moda maschile e le tendenze del lifestyle contemporaneo. A Pitti Immagine Uomo, a Firenze, la moda maschile trova la sua dimensione più completa, innovativa e market oriented; ma la Fortezza da Basso è palcoscenico anche per le collezioni donna, presenti nelle diverse aree del salone e protagoniste a Pitti W, all’Arena Strozzi, in stretta sinergia con le sezioni di Pitti Uomo a più alto contenuto di ricerca. Saranno circa 1030 i marchi di Pitti Uomo, a cui si aggiungono le circa 70 collezioni donna di Pitti W. Con un focus sempre più forte sull’internazionalità, confermato dalle partecipazioni estere – quasi il 40% delle aziende a questa edizione, da oltre 30 paesi – e dal pubblico dei buyer che formano la community di Pitti Uomo – oltre 30.000 visitatori all’ultima edizione estiva– in rappresentanza di tutti i negozi e department store più importanti del mondo. Chi è Pitti Immagine? Pitti Immagine è un’impresa italiana che opera ai massimi livelli internazionali nella promozione dell’industria e del design della moda, attività che di recente si è estesa anche ai settori dell’enogastronomia e dei profumi. Organizza alcune tra le manifestazioni fieristiche più importanti del mondo, eventi di comunicazione e iniziative culturali riferiti al sistema-impresa come espressione estetica ed evoluzione globale del gusto. E’ composta da persone motivate e dedicate al proprio lavoro, che condividono un’idea moderna di fiera commerciale: progetto che si rinnova costantemente e che costruisce chiare e stimolanti relazioni tra le proposte e i prodotti delle aziende, le necessità di informazione, conoscenza ed esperienza della distribuzione e del pubblico. Visitatori La manifestazione Pitti Immagine Uomo è strettamente riservata ai compratori specializzati e cioè boutiques, negozi al dettaglio, grandi magazzini, gruppi d’acquisto, grande distribuzione, importatori, buying offices, rappresentanti. I produttori di abbigliamento o accessori e gli stilisti non sono ammessi alla manifestazione. Per ottenere la tessera d’ingresso è necessario presentare alla reception l’invito ufficiale. In mancanza dell’invito, per coloro che visitano il Salone per la prima volta, occorre compilare una scheda di registrazione e presentarla insieme al certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, Visura, fattura o un documento professionale attestante l’attività. Location Fortezza da Basso, viale F. Strozzi 1, Firenze Capolavoro dell’architettura militare del Rinascimento, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane su incarico di Alessandro de’ Medici e realizzata tra il 1534 ed il 1537, la Fortezza da Basso è dal 1967 la principale struttura del polo fieristico di Firenze ubicata in posizione strategica nel centro storico della città. Con un’area di quasi 100.000 mq di cui più della metà coperti, la Fortezza è il luogo ideale per fiere e  congressi  con  alto numero di partecipanti, grazie alla possibilità di costruire una sala plenaria da 3500 posti, ma anche sede di ricevimenti di grande rappresentanza e  serate di gala. Questo è sicuramente l’evento che tutti gli appassionati di moda, o chi vuole fare di questo settore il proprio ambiente di […]

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Attualità

Esodati: chi sono e perché la manifestazione non risolve nulla

Immaginate di trovare finalmente un lavoro, il fatidico “posto fisso” e di cominciare così un nuovo cammino, lungo e faticoso, che prenderà una grande fetta del vostro tempo e della vostra vita. Ogni giorno, con fatica e dedizione, vi recherete sul posto di lavoro, per fare il vostro dovere e rendere reali i vostri progetti. Passano così giorni, mesi, anni, comprate una casa e mettete su famiglia. Trascorso tanto tempo in azienda, cominciate oramai a sentirvi stanchi, ma nessun problema, perché è arrivata l’età per andare in pensione! Ecco, questa è più o meno la storia di tutti i lavoratori….anzi, quasi tutti! Ci sono persone che nonostante gli anni di lavoro, nonostante la fatica e nonostante l’età, non sono riusciti ad andare in pensione e si trovano, da qualche anno, in grande difficoltà. Queste persone, invece di vivere una vita più tranquilla e serena, devono manifestare in piazza e indossare una maglietta con sopra scritto “esodato”. Chi sono gli esodati? Il termine esodato diventa conosciuto da tutti nel dicembre 2011, quando il governo tecnico presieduto da Mario Monti vara una serie di provvedimenti, tra cui la riforma Fornero, che alza l’età pensionabile. Tutto questo in un momento di crisi finanziaria. Gli esodati sono coloro che, dopo specifici accordi tra imprese e sindacati, hanno lasciato il lavoro per crisi aziendali, scelte volontarie, mobilità e altro, in vista di una pensione che doveva scattare nel 2012. Una volta esaurito il rapporto di lavoro, la modifica dei requisiti per ottenere le auspicate prestazioni previdenziali pensionistiche, ha lasciato questi lavoratori senza reddito. Si sono così ritrovati disoccupati e senza percepire la pensione dall’Inps. Tutto questo con alle spalle anni di lavoro e di contributi versati. La stessa Fornero, prima di mandare il decreto alla firma del presidente della Repubblica, aggiunge una salvaguardia per 65.000 lavoratori. Non bastano, e con il decreto spending review se ne aggiungono altri 50.000. La situazione diventa ancora più accesa quando il direttore generale dell’Inps dice in Parlamento che in realtà gli esodati sono 390.000. Il governo corre ai ripari per consentire la pensione con le regole in vigore prima della riforma, ma non si risolve la situazione di tutti e per ora gli esodati tutelati sono solo 162.130. Manifestazione 7 maggio 2014 a Roma degli esodati Dopo le proteste di aprile, la Rete Nazionale dei Comitati degli esodati ha promosso un nuovo presidio sotto la sede del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali in via Vittorio Veneto, in concomitanza con l’apertura del tavolo tecnico proposto dal Governo per la soluzione strutturale del problema esodati. Sono arrivati a Roma da tutta Italia per conoscere l’esito del primo tavolo tecnico convocato dal ministro del lavoro Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Renzi. Gli esodati sono ai miei occhi manifestanti atipici. Uso questo termine non in senso diminutivo, ma per sottolineare quanto la loro più che una protesta sia una richiesta. Appena arrivato respiravo tutto tranne aria di tensione. Eppure le forze dell’ordine erano numerose e pronte come […]

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Teatro

Angelo Bernabucci, un vero romanaccio sul set

Angelo Bernabucci, un ricordo affettuoso È sera quando mi arriva un sms da alcuni amici, che mi informano sulla morte di uno dei miti del nostro gruppo. Nessuno ci voleva credere, tutti eravamo fortemente dispiaciuti. Il 26 aprile 2014 muore Angelo Bernabucci, classe ’44, attore e caratterista italiano unanimemente riconosciuto come il “vero romanaccio”. Nelle prime ore dopo la scomparsa il web è spoglio di notizie al riguardo. L’unica fonte aggiornata è Wikipedia che inserisce la data del decesso e Facebook dove tempestivamente gira la notizia. Tutto parte da Twitter dove il critico Marco Giusti scrive: “Se ne è andato uno dei più grandi caratteristi del cinema comico anni 90”. Muore all’età di 70 anni dopo aver passato gli ultimi tempi ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli. L’incontro con Verdone Angelo Bernabucci, viveva nel centro storico, esattamente in Via Giulia, e frequentava da sempre un bar a Piazza di Santa Caterina della Rota, dove c’è un’officina meccanica di amici frequentata anche da Carlo Verdone. Diventano amici, giocano qualche schedina insieme (mettendo la Roma sempre vincente) e un giorno Verdone gli propone di fare un film con lui, un film che successivamente diventerà un cult degli anni ’90: Compagni di scuola. Bernabucci è un libraio e di cinema non ne sa proprio nulla, ma Verdone lo convince dicendogli che cerca in lui proprio la sua naturalezza. Sarà il suo timbro, il suo modo poco raffinato e molto materiale a forgiare il personaggio di Walter Finocchiaro, il macellaio arricchito, uno dei più caratteristici del cast. Ritrovatosi in un cast di 18 personaggi, tutti professionisti, riuscirà a superare le difficoltà grazie alla splendida regia di Verdone. Da allora è stata una carriera in continua ascesa, che gli ha permesso di essere conosciuto ed apprezzato per le sue caratteristiche di ruvido e verace personaggio romano. Ultimo saluto della sua gente ad Angelo Bernabucci Al funerale c’è la gente di Campo dei fiori, il meccanico, il barista e anche semplici conoscenti. Tutti lo descrivono come il vero romano e confermano il suo modo di fare autentico sia nel set che nella vita di tutti i giorni. Qualche amico, intervistato dai giornalisti, nel descriverlo si lascia andare a qualche risata seguita da: “Ridiamo anche al suo funerale. Sarebbe stato contento”. La città rimane orfana di un altro vero romano, quelli che si incontrano sempre più raramente nei vicoli, e che sanno davvero qualcosa della vita tra i sampietrini. Il cinema stesso non riesce più a portare sul set la realtà, le storie di tutti i giorni sottolineando atteggiamenti e tic di tutti noi. Lo salutiamo con la certezza che il ricordo sarà sempre presente in chi ha visto almeno una volta la personalità di questo attore sul set. Angelo Bernabucci, film

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Nerd zone

Stampaggio 3d: come funziona e come si applica in campo medico

Stampaggio 3d, e se fosse questo il futuro della medicina? Per la maggior parte di noi la parola stampa è associata al modello 2D, testine di inchiostro che imprimono scritte o immagini. Bene, è ora di cambiare idea! La stampa 3D e quindi lo stampaggio 3d sono ormai una realtà, i prezzi sono ancora piuttosto elevati, ma le potenzialità sono evidenti per chiunque. Rappresenta la naturale evoluzione della stampa 2D e permette di avere una riproduzione fisica di un modello 3D progettato con un software di modellazione 3D. Negli ultimi anni il costo delle stampanti 3D si è considerevolmente contratto, rendendole economicamente accessibili alle piccole e medie imprese e favorendone l’ingresso nel mondo degli uffici. La creazione avviene tramite la sovrapposizione di strati di materiale, quindi una forma di produzione additiva, con possibilità di creare sia oggetti semplici che oggetti complessi, con degli snodi anche in un pezzo unico (utile nella realizzazione di protesi). Stampaggio 3d: quali materiali si usano Il materiale di stampa è solitamente un materiale plastico chiamato PLA (acido polilattico), biodegradabile, eco compatibile e con la possibilità di stampare in vari colori, sicuramente migliore rispetto al precedente ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene). Il PLA, a differenza dell’ABS, presenta anche una certa elasticità che porta ad un ulteriore ampliamento degli oggetti realizzabili. Se state pensando che non sia per tutti, e che servano conoscenze tecniche particolari, siete fuori strada! Basta un software opensource e, se non siete maghi del CAD, modelli già disegnati scaricabili online. Il programma analizzerà il modello e, se compatibile con le dimensioni della vostra stampante, lo “affetterà” in una sequenza di strati successivamente sovrapposti in fase di stampa. Ma veniamo ai campi di applicazione: come già detto, è possibile sfruttare questa nuova tecnologia per creare qualsiasi cosa e, quindi, si presta ad usi sia casalinghi che commerciali. Vi è però un ambito che potrebbe migliorare nettamente la vita delle persone, quello medico, dove si parla addirittura di stampa in 3D di cellule viventi e creazione di nuovi organi. Al momento si tratta ancora di procedure non realizzabili, ma un gruppo di ricercatori ha pensato di ricorrere alla stampa 3D per creare cellule tumorali. Questa sostituirebbe la procedura corrente di coltivazione in vitro e permetterebbe un’analisi più vicina al comportamento reale della cellula tumorale, fornendo dati più precisi sulla crescita e la reazione alle cure. Per ora il processo è “work in progress”, ma siamo fiduciosi nello stampaggio 3d e soprattutto nella scienza. Stampaggio 3d in azione

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Notizie curiose

Ora legale e ora solare: salute e risparmio energetico

Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 si è passati dall’ora solare all’ora legale: le lancette dalle 2 sono passate alle 3. Si dorme un’ora di meno, ma in compenso avremo giornate più lunghe e pomeriggi luminosi: domenica infatti il sole tramonterà alle 19.30. Questo slittamento in avanti di orario avrà dei riscontri sulla nostra salute? Questa è la domanda che molti  si fanno e a cui vari specialisti, come Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus, hanno cercato di dare risposta. La questione dell’adeguamento del nostro orologio biologico, come sottolinea il direttore scientifico, è meno complessa e negativa di quanto si voglia far credere. La variazione di un’ora infatti è quasi impercettibile, viene assimilata in brevissimo tempo e annullata dalla quotidianità. Il discorso è  un po’ diverso per i bambini, più suscettibili ai cambiamenti, che nel weekend potrebbero mostrare sonnolenza, malumori e irritabilità. Un aiuto in questa fase di adattamento arriva dal clima, mite e con previsioni clementi, che se sfruttato per stare all’aperto, ridurrà il periodo di adeguamento. Ora Legale, a cosa serve? Ottime notizie sul versante dell’energia. In questi sette mesi si avrà un risparmio di consumi di energia elettrica pari a 556,7 milioni di kilowattora. In termini di costi, secondo la stima di Terna – grande operatore di reti per la trasmissione dell’energia elettrica- il risparmio per il 2014 sarà di circa 92,6 milioni di euro. Il Codacons – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – si sofferma in particolare sugli aspetti che inficiano sulla nostra salute, citando numeri e studi, aggiungendo che metà degli italiani sono favorevoli all’ora legale contro l’altra metà sfavorevole e che nel complesso l’ 80% si dichiara più favorevole a tenerla sempre, per tutto l’anno. Visto che torneremo all’ora solare domenica 26 ottobre, passati i primi giorni di assestamento, ci aspettano giornate di sole all’insegna dello svago e del risparmio energetico.

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Attualità

Violenza sulle donne: è così che ti senti uomo?

“Gioco di mano, gioco da villano” è un modo di dire certamente conosciuto da tutti, che alle volte ci sfugge di mente, soprattutto quando non si parla affatto di “gioco”. La violenza sulle donne non è un gioco, ma una triste realtà, che vede solo perdenti. Spesso le vittime raccontano di casi di abusi da parte del proprio partner e riconoscono di aver sottovalutato la cosa dimenticandola velocemente. Questi segnali rappresentano campanelli d’allarme e, in quanto tali, non vanno sottovalutati. Ed è questo il messaggio che vuole mandare il Dipartimento per le Pari Opportunità con la sua ampia azione di sistema per l’emersione e il contrasto del fenomeno della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne. Dal 2006 è attivo il numero di pubblica utilità 1522, visibile in molti banner, accompagnato dalla scritta “Hai un solo modo per cambiare un fidanzato violento. Cambiare fidanzato”.  Il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno con lo scopo di dare una prima risposta ai bisogni delle vittime, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi sociosanitari pubblici e privati attivi a livello locale. Spesso la scintilla che fa scattare un comportamento violento è la gelosia, come è accaduto pochi giorni fa in un liceo di Lecce. Qualche foto su Facebook poco gradita e un diciassettenne arriva a picchiare la propria ex e chiunque si metta in sua difesa all’interno della scuola. La domanda che sorge spontanea è come può l’amore diventare violento? E soprattutto come vengono giustificati questi gravi episodi dalla vittima che perdona? Difficile capire quanti fattori sono coinvolti in questi casi ed è meglio lasciare domande di questo tipo agli esperti. Alle donne spetta il compito di tenere bene gli occhi aperti e di non farla passare liscia a chi calpesta la loro dignità. Il problema non deve essere dimenticato ed è per questo che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. Perché nessun schiaffo ha a che fare con la parola amore ed ogni livido porta con sé un dolore profondo. Hai letto: Violenza sulle donne: È così che ti senti uomo? 

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