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Eroica Fenice

Mektoub, My Love - Canto uno: sensuale e brioso

Mektoub, My Love – Canto uno: sensuale e brioso

Mektoub, My Love – Canto uno, è un autentico inno ai piaceri della giovane età, un’autentica conquista della gioia e della libertà vissute in un luogo dove non esistono regole ma solo coinvolgenti emozioni. Il regista franco/tunisino Adbellatif Kechiche dopo il passionale “La vita di Adele”, con il quale nel 2013 si è aggiudicato al “Festival di Cannes” la Palma d’Oro, fa ritorno sulla tematica passionale attraverso gli sguardi, le espressioni e il linguaggio del corpo in un turbinio di attrazioni vissute con grande intensità da un gruppo di giovani.

“Le irrefrenabili e sane passioni degli anni della giovinezza infrante dai sogni”.

Mektoub, My Love ( prima parte di un dittico) trae ispirazione dal romanzo autobiografico “La blessure, la vraie” scritto da Francois Bégaudeau. Mektoub viene letteralmente tradotto dall’arabo in “destino”, caotico ed imprevedibile per Amin (Shain Boumedine), aspirante sceneggiatore perduto tra le spiagge del sud della Francia, tra le soleggiate locande di Séte, alla ricerca di nuove avventure e incontri passionali su cui poter scrivere un film.

I genitori gestiscono un ristorante tunisino mentre Amin lascia Parigi e gli studi di medicina per far ritorno nella piccola località di pescatori, sua città natale, dove ha modo di vivere momenti indimenticabili ed attimi effimeri che non avranno alcun peso nelle scelte della sua esistenza, dissolvendosi come una bolla di sapone sospesa in aria. La compagnia di suo cugino Toni (Lou Luttiau), diametralmente opposto a lui, rafforza la sua voglia di libertà.

Toni è un conquistatore, ama le belle donne come Ophélie (Ophélie Bau) solo per il gusto di vivere momenti materiali attraverso la passione e il sesso. Amin  invece cerca l’amore etereo e, osservando la sensuale Ophélie dalla bellezza mediterranea, scopre che l’amore per lui non è nella concretezza nei gesti, ma solo in alcuni momenti di forti emozioni rivelati attraverso uno sguardo, nel calore della pelle o in un sorriso luminoso.

Ophélie vorrebbe sposare Clément, in sevizio militare, mentre Amin flirta anche con Céline e Charlotte, in uno strano intreccio di libere passioni spensierate e senza regole. Come una macchina da presa che non si ferma davanti a nulla, il protagonista cattura i momenti più febbrili nel corso di giorni sospesi come in un limbo, tra giochi d’acqua illuminati dal sole cocente e serate trascorse a ballare, tra il rimbombare della musica degli anni ’90, elementi caratterizzanti di fine secolo, che danno maggiore forza agli attimi vissuti in modo intenso e passionale.

Mektoub, My Love, un’ esplosione di sentimenti effimeri

Kechiche nel corso delle riprese di Mektoub, My Love, dà forte rilievo alla fotografia e alle inquadrature dei corpi, sottolineando le forme perfette delle curve femminili, che certamente non passano inosservate ma che vanno a rafforzare il punto di vista del protagonista, un aspirante sceneggiatore conquistato da un’insolita e passeggera euforia estiva. Non c’è interiorità dal punto di vista osservativo di Amin e neanche intime emozioni ma solo il gusto di osservare con lo sguardo attento, immortalando attraverso la fotografia la bellezza del corpo femminile e le espressioni del volto, tra gioie e passeggere inquietudini. Ophélie in particolar modo rappresenta la sua musa ispiratrice.

Ogni personaggio affronta gli attimi di giovinezza in modo diverso, ognuno alla ricerca di sogni e con la smania di evadere da tutto ciò che è scontato, vivendo momenti di straordinaria follia destinati a perdersi nel tempo.

Il regista sembra attingere dalla sua giovinezza passata, nell’osservazione di tutto ciò che può essere ripreso da un obiettivo, elemento che stabilisce le distanze tra il punto di vista osservativo e la materialità sfrenata delle persone da esso immortalate, attraverso luci e controluci di grande effetto. Kechiche ha creduto molto nella realizzazione del suo film, a tal punto da mettere all’asta la Palma d’Oro e altri cimeli del precedente “La vita di Adele”, per reperire nuovi fondi. 

Nel frattempo il regista ha già riscontrato ottimi consensi in occasione del “Festival di Venezia 2017”.

Mektoub, My Love celebra la gioia della vita durante la maturità, un percorso breve, intenso e indimenticabile seppur pieno di contraddizioni!