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Eroica Fenice

The Good Doctor: successo la prima stagione, al via la seconda

The Good Doctor: successo la prima stagione, al via la seconda

Nulla di interessante da guardare stasera? Vi consigliamo caldamente d’iniziare questa nuova serie!

The Good Doctor è un nuovo medical drama statunitense, di 18 episodi, targato ABC e ideato da David Shore (su riadattamento di una serie tv coreana), famoso per aver dato vita ad una delle più note ed apprezzate serie tv di argomento medico, Dottor House, trasmesso nella prima serata del martedì di Rai 1 dalla fine di luglio alla metà di settembre. Nonostante il periodo scelto per la trasmissione tv non sia stato dei più favorevoli, The Good Doctor, complice la straordinaria interpretazione di Freddie Highmore nel ruolo del protagonista, ha letteralmente conquistato il pubblico e ha collezionato oltre 4 milioni di spettatori, che ora chiedono a gran voce una data per la trasmissione della seconda stagione, che prenderà il via negli Stati Uniti il 30 settembre.

La serie tv, realizzata nel 2017 ma approdata in Italia soltanto un anno dopo, segue le vicende di Shaun Murphy (Freddie Highmore, l’attore protagonista de La fabbrica di cioccolato), un ragazzo autistico, con la Sindrome del Savant, specializzando in chirurgia nel San José Sn. Bonaventure Hospital, nella Carolina del Nord.

The Good Doctor: un genio silenzioso

Un genio silenzioso è il titolo della prima delle 18 puntate della prima stagione, trasmessa in questo momento su Rai 1, definizione che si adatta a pieno a Shaun Murphy: il giovane, laureatosi a pieni voti in medicina e chirurgia, si trasferisce, dalla cittadina del Wyoming dov’è nato, nella Carolina del Nord per inseguire il suo sogno, sotto la guida dell’anziano mentore, il dottor Glassman (Richard Schiff), con il quale il ragazzo ha un rapporto tanto profondo da essere simile a quello di un figlio col padre.
Nulla d’insolito fin qui, se si trattasse di un ragazzo neurotipico: ma Shaun è un giovane autistico, con serie difficoltà nell’interazione sociale, una spiccata e talvolta ossessiva attenzione per i dettagli, un’indole timida e riflessiva ed intuizioni geniali, tali da permettergli di arrivare prontamente alla soluzione dei problemi che gli si pongono, anche più rapidamente rispetto ai colleghi neurotipici (Antonia Thomas e Chuku Modu nel ruolo, rispettivamente, degli specializzandi Claire Brown e Jared Kalu, e Nicholas Gonzalez nel ruolo del dr. Melendez), dai quali è accolto in ospedale con un misto di curiosità e timore legato alla sua condizione, condizione che lo porta ad essere molto diverso dai suoi colleghi e ad incontrare numerose difficoltà nell’interazione con questi e con i pazienti.
Ma quello che di Shaun, più di ogni altra cosa, viene messo in luce, è la genialità, la rapidità nel ragionamento e nella risoluzione dei casi che lo porta a primeggiare in reparto, tanto quanto la timidezza e l’atteggiamento goffo ed impacciato lo portano invece a chiudersi in sé e sfuggire ai contesti sociali, scegliendo invece come proprio nido e rifugio sicuro il dipartimento di chirurgia del Sn. Bonaventura.
E tuttavia, la storia di Shaun è quella di un giovane che, con fatica e timore, sceglie di farsi strada in un mondo del quale talvolta stenta a capire le regole ed i meccanismi, difficili da racchiudere e definire in modo rigido e perentorio negli schemi mentali nei quali egli è solito far rientrare ogni casistica medica: è la storia di un ragazzo che sceglie di lasciare la propria comfort zone per superare i propri limiti e che anzi, non percepisce l’autismo come un limite ma come una diversità in grado di dargli una prospettiva diversa del mondo, nel quale egli, attraverso la sua professione, cerca di ritagliarsi uno spazio, bisognoso d’amicizia, d’affetto, di stima.