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Natale nel mondo: usi, tradizioni e curiosità

Natale nel mondo: usi, tradizioni e curiosità

Immersa nello spirito incantato dell’inverno, la festività del Natale è accompagnata da uno specifico folclore sociale e religioso, variabile da paese a paese; numerose pratiche e simboli natalizi, quali l’albero, il ceppo, l’agrifoglio, il vischio, la stella di Natale e lo scambio di doni, erano già presenti nelle tradizioni del solstizio invernale dei popoli nordici prima dell’introduzione del Cristianesimo. In particolare, i doni conservano un aspetto fondamentale e universale nelle usanze natalizie: capillarmente diffusa in tutto il globo è, infatti, la mitica figura del dispensatore di regali ai bambini, che trae origine da San Nicola di Myra, vescovo di IV secolo, venerato dalla chiesa cattolica e ortodossa, variamente denominato, di cui ancora oggi i personaggi di Santa Claus e Sankt Nicolaus conservano il nome nei paesi nordeuropei. 

In Germania, il sovracitato Sankt Nikolaus la notte tra il 5 e il 6 dicembre viaggia in groppa a un asino con il suo grosso sacco per depositare i regali negli stivali che i bambini hanno posto davanti alle porte delle loro case la sera precedente; San Nicola è accompagnato da Knecht Ruprecht, il suo assistente, vestito di abiti scuri, ricoperto di campane e con la barba sporca, che reca con sé un bastone o una piccola frusta per punire i bambini che si sono comportati male. In Svezia, dal 1966, ogni anno al principiare dell’Avvento è eretta una capra di paglia alta 13 metri nel centro della Piazza del Castello di Gävle. La capra è un simbolo scandinavo fin da prima della nascita delle tradizioni legate al Natale e rientra nel folklore nordico legato allo Yule, la festa pagana a cui quella cristiana del Natale si è sovrappone. Una leggenda racconta che il dio Thor viaggiasse nel cielo a bordo di un carro trainato da due capre e che ogni sera le uccidesse per mangiarle, resuscitandole poi il giorno successivo. Purtroppo, delle cinquanta versioni della capra erette fino all’anno scorso, 39 sono state bruciate illegalmente prima che arrivasse il Natale, nonostante i tentativi delle autorità cittadine di proteggerle. In Austria e nelle zone di lingua tedesca, i Krampus, caratteristici diavoletti complici di San Nicola, vagano per le vie della città e spaventano i bambini, minacciando di catturare quelli cattivi; durante la prima settimana di dicembre, molti giovani si travestono da Krampus, terrorizzando i bambini con campane e catene cigolanti. In Norvegia ha luogo una curiosa tradizione del Natale: nel giorno della vigilia, i Norvegesi sono soliti nascondere le loro scope, giacché, secondo un’antica leggenda norvegese, durante la notte di Natale escono allo scoperto anche streghe e spiriti malvagi insieme a Santa Claus, alla ricerca di scope da cavalcare; da qui deriva l’usanza di proteggerle in un posto sicuro, affinché le presenze maligne si serbino lontane dalle calde dimore della gelida Norvegia.

Le tradizioni del Natale oltre l’Europa

In altre aree del mondo, il Natale è celebrato mediante riti del tutto diversi da quelli specificamente europei. Nelle Filippine, il sabato prima della vigilia di Natale, nella città di San Fernando, ha luogo il Festival delle Lanterne Giganti, che attira spettatori da tutto il mondo; nel corso di questa manifestazione, undici baranggay, ovvero villaggi, si fronteggiano in un’assetata concorrenza per costruire la lanterna più elaborata. Questa usanza dà vita a un’atmosfera molto suggestiva, nella quale si intrecciano i motivi caleidoscopici creati dallo sfavillio delle lampadine sulla carta giapponese. In Giappone, il Natale non è mai stato una ricorrenza molto sentita – ad eccezione di poche tradizioni laiche, come lo scambio dei regali e le illuminazioni – e si stima che i cristiani giapponesi siano circa l’uno per cento della popolazione; tuttavia, da circa quarant’anni si è affermato un uso molto particolare, che prevede, nel giorno di Natale, di concedersi un’abbuffata di pollo fritto venduto della celebre catena di fast food Kentucky Fried Chicken.

In Islanda, nei 13 giorni che precedono il Natale, i simpaticissimi Jólasveinar, i “ragazzi del Natale”, si rendono ovvero protagonisti di una delle tradizioni natalizie più irriverenti del mondo; questi tredici personaggi bizzarri, simili ai troll, riconoscibili dal tradizionale costume islandese che indossano, fanno visita ai bambini nelle 13 notti che precedono il Natale: ogni sera della festa di Yule, i bambini lasciano le proprie scarpe alla finestra e, ogni notte, un diverso Jólasveinar lascia doni ai bambini buoni e patate marce a quelli cattivi. A Washington, dal 1979 si celebra la festa ebraica di Chanukkah; qui, la cerimonia prevede l’accensione pubblica di una enorme Menorah di 9 metri, innalzata sul terreno della Casa Bianca per otto giorni e otto notti. La festa celebra il dominio della luce sull’oscurità, caricandosi di un significato particolare in corrispondenza con l’inizio dell’inverno.

In Venezuela, ogni vigilia di Natale gli abitanti di Caracas si recano in chiesa nelle prime ore del mattino sui pattini a rotelle; questa tradizione bizzarra è a tal punto popolare che le strade sono perfino chiuse al traffico, per consentire alle persone di pattinare in tutta sicurezza. In Colombia l’inizio delle festività del Natale è inaugurato dal Giorno delle Candeline, una solennità mariana il cui rito prevede di accendere candele e lanterne di carta alle finestre, sui balconi e nei cortili; la tradizione si è così intensificata, che nella città di Quimbaya svariati quartieri competono per creare l’illuminazione più sorprendente.

Inoltre, sia nel giorno di Natale che nei seguenti, sono servite a tavola tipiche e ricche portate, variabili da paese a paese.