Le giacche invernali si evolvono e diventano sempre più tech

Quello dei dispositivi indossabili è un mercato da 41 miliardi di dollari. Oggi sempre più spesso indossiamo dispositivi tecnologici, domani si andrà verso una loro integrazione negli abiti, o almeno così molti esperti di settore credono.

Oggi i dispositivi indossabili sono degli accessori, domani potranno diventare veri e propri capi di abbigliamento o meglio integrarsi totalmente in quest’ultimi. I primi segnali già ci sono. Da un lato abbiamo abiti pensati, ad esempio con tasche dedicate, per portare sempre con noi i nostri cari dispositivi, dall’altro ci sono già le prime sperimentazioni che vedono l’introduzione di sofisticati sensori e altri apparati, direttamente nell’abbigliamento.

Altro tema è poi quello di materiali, già oggi sempre più tecnici e smart, in particolare per l’abbigliamento sportivo e da lavoro. Insomma la ricerca è continua, così come l’innovazione portata nel settore, da grandi brand e piccoli produttori.

Le giacche invernali sono un ottimo esempio di questa continua ricerca e innovazione. Oggi sono spesso più leggere che in passato e si adattano meglio a diversi contesti, come quello lavorativo. Chi lavora all’aperto e deve in inverno ripararsi dal freddo, necessita di giacche che si rivelino efficaci da questo punto di vista, ma che al contempo risultino leggere e non limitino i movimenti. L’abbigliamento da lavoro è quindi un ottimo terreno di sperimentazione per nuovi materiali e soluzioni, anche di design. Le giacche di oggi sono molto evolute e assicurano confort e sicurezza, grazie a tanta ricerca e sperimentazione.

Un altro esempio interessante di come sempre più spesso abbigliamento e innovazione si affianchino è rappresentato dai pile invernali, capo diffuso, ben noto e spesso dato per scontato, ma che rappresenta un ottimo esempio di come si possa trovare un equilibrio virtuoso tra materiali (in questo caso assolutamente sostenibili), moda ed estrema comodità

Ci sono poi, anche in Italia, startup innovative che stampano abiti e accessori in 3D, che sviluppano nuovi concept per gli e-commerce di abbigliamento e che lavorano ad applicazioni che non solo consentono di acquistare abiti, ma anche di scambiarli o noleggiarli. I cambiamenti in atto non sono infatti solo tecnologici, ma anche sociali. Non cambiano solo i materiali, non arrivano solo nuovi accessori tecnologici, magari indossabili, ma cambia il modo con in quale ci rapportiamo agli stessi e alla moda in genere. Questo forse è l’aspetto più interessante di tutti.

Altri articoli da non perdere
5 pagine Instagram per migliorare il tedesco
5 pagine Instagram per migliorare il tedesco.

Il tedesco è una lingua considerata tra le più difficili da studiare e imparare. Le difficoltà non si limitano solo Scopri di più

Quittok: il fenomeno social che spopola su TikTok
Quittok il fenomeno social che spopola su TikTok

Lasciare il lavoro e documentarlo con un video, come grido di protesta a favore della salvaguardia del proprio benessere. Si Scopri di più

Xbox Game Pass: 3 serie da non perdere
Xbox Game Pass

Xbox Game Pass è un servizio stanziato da Microsoft nel 2017 e prevede una serie di piani che permettono al Scopri di più

World of Tanks (Gioco) | Recensione
World of Tanks (Gioco)

World of Tanks è un MMO sviluppato dalla Wargaming.net nel 2011 che conta circa 160 milioni di giocatori tra tutte Scopri di più

Giovani negli anni ‘60: come si divertivano?
Giovani negli anni ‘60: come si divertivano?

Quante volte abbiamo sentito parlare dei famosi giovani negli anni ‘60, o meglio, dei "favolosi" anni ‘60 come spesso molti Scopri di più

Giochi rilassanti per iPad: 7 da scaricare
Giochi rilassanti per iPad: 7 da scaricare

In un mondo come quello di oggi, stressante, dove l’essere di fretta è diventato la normalità, è sempre più difficile Scopri di più

A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

Vedi tutti gli articoli di Marcello Affuso

Commenta