Il nido del pettirosso, L. Sartori I Recensione

il nido del pettirosso

Il nido del pettirosso è un romanzo di Lorenzo Sartori uscito lo scorso giugno. Pubblicato da Fazi Editore (collana Darkside), Il nido del pettirosso è un thriller ambientato tra le montagne del Trentino, nella località immaginaria di Alveno e vede come protagoniste due sorelle, Alice e Sara, milanesi di origine che si sono trasferite  lì con i loro genitori per gestire un albergo chiamato, appunto, “Il nido del pettirosso”.

Lorenzo Sartori è un giornalista editore e direttore della rivista Dadi&Piombo, nonché uno tra i maggiori divulgatori del wargame in Italia e all’estero. Scrive libri di vari generi letterari, dal fantasy al thriller, alla fantascienza e al noir (ricordiamo Il filo sottile di Arianna di Laurana Editore tradotto all’estero, nonché vincitore del Premio NebbiaGialla 2020 e finalista al Premio Garfagnana in Giallo 2021). Dal 1999 si occupa di organizzazione di eventi e dal 2018 è direttore artistico del festival letterario Inchiostro di Crema. Dal 2022 dirige anche Tremosine in giallo, sul Lago di Garda.

Il nido del pettirosso, la sinossi

Siamo ad Alveno, una località immaginaria del Trentino. Alice è una giovane donna che ricorda con nostalgia il periodo trascorso tra le montagne di Alveno, quando da ragazzina si era trasferita lì con la famiglia perché aveva preso in gestione un albergo che avevano chiamato “Il nido del pettirosso”. Alice, tra quei boschi e quelle montagne, era felice, soprattutto dopo aver fatto amicizia con Milo, un ragazzino della sua età che era diventato anche il suo “ragazzo”. Alice era stata felice finché sua sorella Sara, quindicenne all’epoca, fu trovata uccisa proprio tra quelle montagne così belle. Quella tragedia porterà la sua famiglia a ritornare a Milano, al divorzio dei genitori e all’amnesia di Alice sulla vicenda della sorella. Ciononostante, dopo molti anni, Alice decide di tornare ad Alveno accompagnata dai suoi amici. Una volta arrivati lì, però, se ne perdono le tracce. Alice scompare nel nulla insieme al suo amico Samuele.  La madre Laura, quindi, ritorna suo malgrado ad Alveno e fa l’impossibile per trovare sua figlia e non rivivere l’incubo.

Il nido del pettirosso, recensione

Il nido del pettirosso è un thriller avvincente per la trama e nella descrizione dei personaggi. Il linguaggio scelto è semplice e fluido. Malgrado il romanzo conservi un ritmo pacato, racconta di una storia drammatica che vede come protagonista Laura, la madre di Sara e Alice, costretta a rivivere un vecchio dramma, quello di Sara, trovata morta 11 anni prima proprio laggiù e della quale si erano prima perse le tracce, proprio come per Alice adesso. Una storia difficile: una madre in preda alle sue emozioni, paura, angoscia, rabbia mescolate con i ricordi. Un viaggio nel tempo e nello spazio, dove i vari passaggi da una dimensione all’altra sono ben calibrati.

«L’incubo era finito. Diverse torce illuminarono quell’abbraccio disperato e fu solo quando sua madre si scostò, gli occhi sbarrati, che Alice si accorse delle chiazza di fango e sangue sulla sua veste. (pag. 4)»

Consigliato a chi ama i thriller.

Fonte immagine: Ufficio Stampa

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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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