Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Il più e il meno, ritorna Erri De Luca

Erri De Luca, noto scrittore e giornalista napoletano, ha incontrato il 6 febbraio i suoi lettori al Cinema Vittoria, nel quartiere Vomero di Napoli, per presentare il suo ultimo lavoro, la raccolta di racconti Il più e il meno, in tutte le librerie da ottobre 2015, edito Feltrinelli.
Il più e il meno, racconta l’autore, è stato concepito durante il periodo che lo vide coinvolto nel processo per istigazione a delinquere per essersi dichiarato favorevole al sabotaggio della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) tra Torino e Lione, processo che lo vede assolto da tutte le accuse e di cui l’autore parla con disinvoltura ed ironia, come una delle esperienze del suo -vastissimo- bagaglio.
Il più e il meno è una raccolta di racconti concepita durante il processo. Ho cercato di non farmi assorbire del tutto da questi eventi, e di continuare a raccontare storie, che prima di tutto io racconto a me stesso. Quando scrivo, scopro cose nuove, ricordo delle scene. Non sono i pensieri a cercare le parole, ma sono le parole che si fanno pensiero. Io sono il mio primo ascoltatore di questa voce.”

Il più e il meno: un bilancio

Il titolo della raccolta, rivela l’autore, viene da un bizzarro, nonché piuttosto infelice, augurio di compleanno di un conoscente a sua nonna che, complimentandosi per l’età raggiunta, le ricordava che oramai il più della vita era andato. Ciò che resta, è il meno.
È forse un’età di bilanci quella dello scrittore, che nel suo ultimo lavoro, Il più e il meno, spazia tra i suoi temi più cari e ricorrenti, nonché tra i ricordi del proprio vissuto: troviamo allora la giovinezza, la cara Napoli, Ischia, i paesaggi di montagna, i ricordi della vita in famiglia, lo studio delle Sacre Scritture, l’essere lettore prima di essere scrittore.
Ancora, l’autore ci rivela il suo gusto, non solo come scrittore ma innanzitutto come lettore, per ciò che è concreto, per ciò che è fisico e naturale.
“Mi sento vicino ai presocratici, i filosofi che s’interrogavano sulla natura: dopo di loro ci fu Socrate, che disse ‘conosci te stesso!’. A me questo non interessa, nei miei romanzi non c’è introspezione psicologica. M’interessa ciò che succede fuori, m’interessa la condivisione di storie.”