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Eroica Fenice

Pizzeria da Michele

L’Antica Pizzeria da Michele: storia di famiglie e di pizze a Napoli

L’Antica Pizzeria da Michele: un libro che insieme all’odore della carta ha il sapore di pizza di Napoli

L’Antica Pizzeria da Michele. Dal 1870 la Pizza di Napoli. Storia de L’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale a Napoli. Usi, costumi e tradizioni napoletane legate alla pizza. Questo il titolo eloquente del libro scritto da Laura Condurro, con prefazione di Tommaso Esposito, edito dalla casa editrice Alessandro Polidoro Editore.

Svolge la tradizione di un popolo, napoletano, attraverso una pizzeria storica, quella di Michele Condurro. La storia di un popolo che affonda una delle sue radici storico-culturali proprio nella pizza, fra l’altro prima candidata e poi riconosciuta proprio in questi giorni Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

«Vedersi per “farsi” una pizza attorno a un tavolaccio di marmo, con gli amici e i parenti rappresenta il massimo della felicità per il napoletano vero».

Così è scritto in un passo del libro e ciò rispecchia pienamente un uso conviviale dei napoletani. Allora la pizza oltre che alimento ha anche un valore per così dire “metafisico”: come viene interpretato a livello sociale l’atto di mangiare una pizza? E cosa vuol dire per una famiglia di pizzaioli essere legati da un cibo così particolare?

Il libro L’Antica Pizzeria da Michele. Dal 1870 la Pizza di Napoli. Storia de L’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale a Napoli. Usi, costumi e tradizioni napoletane legate alla pizza, racconta quindi la storia della pizza, ma non solo

«Cosa dire della pizza? Si sono scritti interi libri sulle sue origini»: questo è vero ma da ogni spunto ne nascono altri. Sicuramente questo libro ha le pizze non come centro e punto di arrivo, piuttosto come punto d’avvio per parlare di una storia, la storia de L’Antica Pizzeria da Michele Napoli e con essa delle storie, o meglio, dei frammenti di storie, della famiglia Condurro.

I legami fra la famiglia Condurro e l’arte della pizza affondano le loro radici dal XIV secolo e mano a mano si intrecciano costantemente con passione e dedizione. La passione, l’amore che la pizza trasmette a chi la gusta è un altro dei temi ricordati nel libro: tramite alcune citazioni tratte dalle parole di Ernesto Benabò Silorata, l’autrice del libro, Laura Condurro, ricorda come la pizza comunichi «una sensualità latente» fatta di morbidi contorni, rotondità, caldi approcci sensoriali.

Parte del libro è poi dedicata ai rapporti intercorrenti fra la famiglia Condurro e i fornitori delle materie prime della loro pizzeria: è così che si aprono paragrafi sull’Azienda Caputo e le sue farine, sulla famiglia dei Fusco e la loro Fior d’Agerola, sulla famiglia Fortunato con i Pomodori Solea, sulla Ditta Fratelli Masturzo e il loro olio, e sulle famiglie Terzo e Abagnale con i loro vini della loro FloraMI.

Con un’indagine statistica e socio-culturale, a cura di Rosa Vieni, si conclude il libro, corredato da alcune immagini in appendice: Album di famiglia.

Ancora una volta un titolo eloquente: Album di famiglia, una famiglia di pizzaioli che della ricetta della pizza napoletana si dichiarano «strenui e  scrupolosi custodi».


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