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Eroica Fenice

stella di mare

Stella di mare di Giulio Macaione: l’illusione delle sirene

Il canto delle sirene e la vita, tutto in bilico tra realtà e fantasia: la storia narrata in Stella di mare di Giulio Macaione. Catanese classe 1983, autore già di Mortén, The Fag Hag, Innamorarsi a Milano, Ofelia, I colori del vicino, Basilicò e Alice: From Dream to Dream. Pubblicato dalla Bao Publishing, Stella di mare è un volume di 176 pagine stampato in bicromia.

Siamo a Cefalù, sulla costa della Sicilia, tra maggio e settembre. Il protagonista Stefano vive qui, con la madre e la sorella Luisa, appena lasciata l’università ed in attesa di qualcosa che nemmeno lui conosce. Forse è l’amore inespresso che lo lega ad un’amica che conosce da sempre e che torna in Sicilia d’estate: è la “sirena” che lo ha ammaliato e legato a Cefalù. Una Cefalù dove alcuni dicono di aver veramente incontrato le sirene ed esserne stati vittime, perdendo qualcosa o qualcuno che non è più tornato.Alla fine sarà proprio Stefano a rimanere coinvolto nelle loro storie ed a trovare una via per uscire dall’immobilità che lo attanaglia.

Stella di mare: il canto delle sirene realtà o fantasia?

Il fumetto di Giulio Macaione scorre lento come l’attesa dei protagonisti, con gli avvenimenti importanti concentrati in brevi intermezzi di lunghi periodi di pausa nelle vite dei personaggi. Il disegno è in soli due colori, non i soliti bianco e nero, ma in tutte le sfumature di giallo e blu. Scelta inusuale, perfetta per rappresentare tanto le giornate abbaglianti ed il sole arroventato della Sicilia, quanto il mare e le notti di tempesta, avvolte dall’oscurità. Nelle rappresentazioni di un passato ormai irrecuperabile, di notti lunghe e di tempesta, di un mare infido, che calpesta le vite di chi osa sfidarlo, domina il blu nelle sue tinte più scure. Nei paesaggi resi abbaglianti dal sole, in un presente da vivere sfidando l’immobilismo dominano invece le tinte calde del giallo, ad indicare che è quella la strada giusta, abbandonando il passato.

Stella di mare è una riflessione sul tempo che passa e sulle illusioni che ci facciamo, sul futuro e sui motivi delle nostre scelte. L’amore per la “sirena del nord” che irretisce Stefano è veramente il motivo per cui è bloccato in una perenne attesa, oppure è un pretesto per rimanere a Cefalù? Nel frattempo come sintetizza Vico, vecchio pescatore, “Il tempo non te lo restituisce nessuno, caruso.” Altro punto sono le aspettative che i protagonisti hanno su se stessi, una generazione cresciuta con l’idea di dover fare qualcosa di unico e speciale, mentre non sa che strada intraprendere e rimane impantanata, quando dovrebbe o rassegnarsi ad una vita “ordinaria” e ad un lavoro normale oppure tentare di cambiare lo status quo. Tutto questo accompagnato dalle note di Francesco Bianconi, Lucio Dalla e Cristina Donà, ci lascia alla fine con un dubbio: sono una nostra fantasia, giustificazione per l’immobilità, oppure esistono davvero le sirene?

Francesco Di Nucci