Terra di campioni di Diego Zúñiga | Recensione

Terra di campioni di Diego Zúñiga | Recensione

Terra di campioni è un romanzo dello scrittore e giornalista cileno Diego Zúñiga, pubblicato in Cile nel 2023 e in Italia a maggio 2024, edito La Nuova Frontiera. In quest’articolo vi proponiamo la recensione del libro.

L’autore

Diego Zúñiga nasce a Iquique, Cile, nel 1987 e, nel 2021, è stato inserito dalla rivista Granta tra i 25 migliori giovani narratori in lingua spagnola ed è a oggi considerato uno dei migliori autori latinoamericani con meno di quarant’anni. La sua carriera di scrittore inizia con il romanzo Camanchaca, seguito da Racimo e il libro di racconti Niños héroes. L’autore di Terra di campioni è inoltre coordinatore della cattedra Roberto Bolaño presso l’università Diego Portales.

Terra di campioni: una storia di riscatto e di dolore

Siamo negli anni ’50, in una piccola cittadina del Cile settentrionale chiamata Calama. Il piccolo Martinez e i suoi amici eludono la calura estiva trascorrendo i loro pomeriggi sulle rive del fiume Loa. Le acque del fiume in cui hanno imparato a nuotare diventano ben presto il pretesto per sfidarsi a chi riesce a rimanere più a lungo in apnea. E proprio durante queste sfide tra amici che Martinez dimostra di essere un bambino diverso dagli altri, con un vero e proprio dono: quello di resistere sott’acqua anche per tre minuti. Il suo legame speciale con l’acqua si rivela provvidenziale quando Martinez riesce a recuperare nel fiume il corpo clinicamente morto del fratellino minore di uno dei suoi amici, che viene poi rianimato e riportato in vita. I pomeriggi in compagnia dei suoi amici, però, si interrompono quando Martinez si trasferisce in una comunità di pescatori a Iquique, Caleta Negra, insieme allo zio Luchito. Da quel momento la sua vita cambia: il protagonista di Terra di campioni viene subito accolto dalle famiglie della caleta, in particolare dai Riquelme, riuscendo a integrarsi e a offrire il suo contributo nelle attività lavorative della comunità. A Caleta Negra Martinez per la prima volta ha la possibilità di nuotare nel mare e da subito ha modo di constatare l’enorme differenza tra il mare e il fiume, tanto che il suo primo approccio si rivelerà disastroso e lo porterà quasi ad annegare. Una delle persone a cui più si affeziona è Violeta che gli insegnera tutti i segreti del mare, permettendogli così di diventare un abile pescatore, tanto da conquistarsi il soprannome di Chungungo, la lontra costiera che popola il Cile e altri Paesi del Sudamerica. La vita a Caleta Negra non sarà però sempre facile: come descritto in Terra di campioni, Martinez dovrà fare i conti con una serie di eventi spiacevoli, come la morte di Violeta in un incidente in barca in una mattinata di densa foschia e di mare in tempesta e la distruzione delle case di Caleta Negra. Chungungo e gli altri membri della comunità sono costretti a trovare una sistemazione in una nuova comunità, Caleta Santa Maria. Da questo momento ha inizio una serie di cambiamenti sia nella vita del giovane Martinez, sia nella storia del Cile: viene infatti eletto un nuovo presidente, Salvador Allende. A caleta Santa Maria giungono un giorno i preparatori della nazionale di pesca subacquea che sono alla ricerca di giovani talenti da inserire nel team cileno in vista dei mondiali che si terranno a Iquique. Martinez sarà uno dei ragazzi chiamati a far trionfare la propria patria nella propria terra. Ed è proprio ciò che accade: il Chungungo riesce a trionfare di fronte al pubblico di casa sua e a regalare un’immensa gioia al suo popolo. La sua carriera di vincitore dura però poco: ai successivi mondiali, che hanno luogo in Spagna, Martinez rischia quasi di morire. A quel punto decide di accettare i consigli dei medici e di dedicarsi a un assoluto riposo, per poi potersi dedicare alla preparazione del Campionato Sudamericano di Rio de Janeiro. La tranquillità della caleta viene però interrotta dalle perquisizioni e dalle violenze dei militari, comandati dal generale Augusto Pinochet. È in questo contesto che Martinez, al termine di Terra di campioni, viene segnato a vita da una scoperta sconvolgente nelle acque della sua costa: la presenza di corpi senza vita avvolti in sacchi neri galleggianti in mare.

Recensione

Terra di campioni è un romanzo forte che ci presenta una realtà molto complessa: quella delle comunità di pescatori del Cile, con il loro desiderio di rivalsa per una vita di sacrifici. Più volte durante la lettura ci si ritrova a fare i conti con lo spettro della morte: prima con l’annegamento del bambino salvato da Martinez, poi con la morte di Violeta e infine con i corpi morti trovati in mare. È in questa realtà che il Chungungo cerca di emergere per rappresentare al meglio il suo paese, sconvolto dalle violenze della dittatura emergente di Pinochet, e lo fa sfruttando la sua agilità nel muoversi tra le acque del mare cileno. Zúñiga riesce a coinvolgere il lettore in una storia in cui il protagonista è senza dubbio il mare, che scandisce i ritmi della vita, ma anche della morte, dei personaggi del libro. Un romanzo che lascia con l’amaro in bocca, fedele a quello che è stato il corso della storia del Cile della fine degli anni ’90. Terra di campioni è riuscito a conquistare i nostri cuori creando in noi un senso di empatia nei confronti di Martinez e dei suoi amici, nonché di tutto il popolo cileno.

Fonte immagine in evidenza: Archivio personale

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