Canzoni degli Alice in Chains: 3 da ascoltare

Canzoni degli Alice in Chains: 3 da ascoltare

Fra i protagonisti della scena grunge degli anni ’90, Gli Alice in Chains hanno segnato un’epoca e influenzato molti artisti successivi, vi consigliamo tre loro canzoni

Gli Alice in Chains sono una famosissima band grunge formatasi nel 1987 a Seattle. Nel 1990 pubblicano il loro primo LP Facelift a cui appartiene anche il singolo di successo Man in the Box, dando avvio così a una florida carriera musicale. La band pubblica ben 15 album ma con il tempo va verso il declino, soprattutto a causa della dipendenza dall’eroina del cantante Layne Staley. A partire dal 1996, il cantante sprofonda in una grave depressione dopo la morte della sua fidanzata causata dalla droga, smette di uscire di casa isolandosi e cadendo ancora di più nelle cattive abitudini, fino ad essere ritrovato anch’egli morto nella sua casa nel 2002, in seguito a un’overdose. Un epilogo tragico, che però non farà mai dimenticare ai fan di questa band importantissima le doti canore e compositive del cantante Layne Staley. In questo articolo consigliamo tre canzoni degli Alice in Chains che vale la pena ascoltare.

1. Man in the Box

Una delle migliori canzoni degli Alice in Chains è sicuramente Man in the Box, un pezzo pensato contro la censura dei media, i quali ci imprigionano in una sorta di, appunto, scatola da cui non possiamo uscire, oltre cui non possiamo guardare. Il cantante si professa stanco di nutrirsi delle menzogne propinate dai media, vuole ribellarsi, e preferirebbe cucirsi gli occhi pur di smettere di vedere ciò che vogliono farci vedere. La canzone ha anche un video ufficiale che all’epoca venne anche trasmesso su MTV.

2. Them Bones

Them Bones fa parte del secondo album degli Alice in Chains, denominato Dirt e pubblicato nel 1992. Questa è una delle loro canzoni che inizia a lasciar intravedere il malessere e il disagio che Layne Staley stava provando, mostra una visione nichilista della vita in cui tutti nasciamo già morti, già condannati ancora prima di provarci. Un pezzo che affronta il problema esistenziale della morte, la presa di consapevolezza che, prima o poi, tutti moriremo e diventeremo, come dice lo stesso titolo, un semplice mucchio di ossa. Il videoclip è ambientato in una fossa in cui il gruppo si esibisce mentre scorrono immagini di animali che cacciano, che combattono tra loro, mostrando come la brutalità della morte fa semplicemente parte del ciclo naturale della vita.

3. Rotten Apple

Rotten Apple è una delle canzoni degli Alice in Chains appartenenti al loro EP del 1994 Jar of Flies. In questo brano Layne Staley parla della sua dipendenza dall’eroina, di come ha iniziato troppo giovane, pur sapendo che fosse la strada sbagliata da seguire, ed è pienamente consapevole di essere artefice del proprio destino, che la scelta è stata sua e di nessun altro e che deve affrontarne le conseguenze. Conseguenze come perdita di appetito, irascibilità, depressione e distruzione della propria relazione amorosa sono tipiche di chi abusa di questa sostanza.

Fonte immagine in evidenza: Pitchfork 

Altri articoli da non perdere
Tradizione E Tradimento, il nuovo album di Niccolò Fabi
Tradizione E Tradimento

Uscito l’11 ottobre, Tradizione E Tradimento è il nuovo album di Niccolò Fabi per la Universal Music Italia. Facciamo finta per Scopri di più

Archivo General De Indias, l’album d’esordio dell’Hub Quartet
Archivo General De Indias, l'album d'esordio dell'Hub Quartet

Archivo General De Indias è l’album d’esordio dell’Hub Quartet, un quartetto formato dall’unione dei talentuosi musicisti Rocco Zaccagnino ( fisarmonica Scopri di più

Canzoni di Peyton Parrish: 3 da ascoltare
Canzoni di Peyton Parrish

Sei alla ricerca di brami che riescano a trasportarti in luoghi mai visitati e tempi non vissuti? Allora non puoi Scopri di più

Album di Bad Bunny: 3 da ascoltare
album di bad bunny

Gli album di Bad Bunny, il cui vero nome è Benito Antonio Martinez Ocasio, trasmettono la sua creatività e la Scopri di più

Daniele Fortunato: canzoni stese su “Quel filo sottile”
Daniele Fortunato

Intervista a Daniele Fortunato, autore di "Quel filo sottile" Titolo emblematico che soprattutto oggi apre scenari diversi e inevitabilmente distopici. Scopri di più

Robert Glasper, il cuore del Rhythm and blues
Robert Glasper

Robert Glasper  Nato a Houston, Texas, il 5 aprile 1978, Robert Glasper è un pianista e produttore americano. Detentore di Scopri di più

A proposito di Iulia Stefan

Vedi tutti gli articoli di Iulia Stefan

Commenta