Canzoni di Charly García: 4 da ascoltare

Canzoni di Charly García: 4 da ascoltare

Charly García, nome d’arte di Carlos Alberto García Moreno, è un cantante, musicista e compositore argentino passato alla storia come principale punto di riferimento del rock nazionale. Nato nel 1951 a Buenos Aires durante il primo governo di Juan Domingo Perón, si dedicò alla musica sin da piccolo: a 4 anni suonava il piano, a 14 anni formava la sua prima band (To Walk Spanish), e successivamente creò altri gruppi, tra cui Sui Generis (insieme a Nitro Mestre e Carlos Piegari) e Serú Girán. La sua carriera musicale ha attraversato diverse tappe, in ognuna delle quali Charly García ha avuto l’opportunità di collaborare con molti artisti a lui contemporanei: Pedro Aznar, Andrés Calamaro, Mercedes Sosa, Luis Alberto Spinetta e così via. Tutte esperienze che, tra alti e bassi, hanno contribuito a plasmare una figura geniale. La caratteristica principale delle canzoni di Charly García è lo stile musicale eclettico che le pervade e che ne accompagna le tematiche controverse.

Adesso vediamone insieme quattro da non perdere! 

1. Nos siguen pegando abajo

Tra le prime canzoni di Charly García da conoscere c’è sicuramente Nos siguen pegando abajo, contenuta nell’album Clics modernos (1983). Alcuni mesi dopo il suo debutto da solista, il cantante andò in cerca di ispirazione a New York. Era il periodo immediatamente precedente al ritorno della democrazia in Argentina: Charly sentì l’urgenza di contribuire a quel cambiamento influenzando le sorti del rock nazionale. Per la prima volta, infatti, fu utilizzata una drum-machine Roland TR-808 nella musica argentina. Scrisse così il testo di Pecado mortal, nome iniziale di quello che poi sarebbe diventato uno dei suoi brani più ascoltati. Il peccato mortale, sebbene non più presente nel titolo della versione definitiva, viene ripreso dal secondo verso. Il linguaggio viene usato come un ulteriore strumento oltre a quelli musicali, con cui si intreccia per scatenare una forte denuncia sociale contro la violenza e l’abuso di potere. Questi ultimi si ripetono nel verso che caratterizza il ritornello: Nos siguen pegando abajo porta con sé l’idea di una forza esteriore (la società) che colpisce costantemente una minorenne e l’uomo “normale”, con cui condivide quel peccato mortale. 

«Ella es menor, él es normal
Y lo que están haciendo es un pecado mortal
Ella se quedó sin boda ni arroz
Y al novio lo agarraron entre muchos más que dos»

2. Demoliendo hoteles 

Questa lista continua con una delle canzoni di Charly García che, secondo il periodico statunitense Rolling Stone, occupa la sedicesima posizione tra le migliori canzoni della storia del rock argentino: Demoliendo hoteles, che apre l’album Piano Bar (1984), registrato completamente dal vivo. All’origine della canzone c’è un forte desiderio di libertà che viene oppresso da un clima di odio, persecuzione e confusione: è la reazione al fascismo che accomuna il protagonista con i ragazzi della sua generazione, cresciuti con Videla. Charly, infatti, compose questo testo nel periodo di stallo tra la fine della dittatura militare argentina e il ritorno alla democrazia, nel 1983. Il titolo fa riferimento a un episodio di attacco di panico che il cantante ebbe, proprio quell’anno, prima di uno show. Stava alloggiando in un hotel di Mendoza, quando finì per fare a pezzi l’intero arredamento della sua stanza. Le parole, qui, sono in grado di dar forma a un perenne sentimento di alienazione che i cambiamenti della società argentina non erano riusciti a stroncare.

«Yo que crecí con Videla
Yo que nací sin poder
Yo que luché por la libertad
Pero nunca la pude tener»

3. Hablando a tu corazón 

Un’altra delle migliori canzoni di Charly García è l’hit contenuta in Tango (1986), il primo album realizzato con il cantante argentino Pedro Aznar: Hablando a tu corazón. Questa composizione, però, fu originariamente scritta in inglese con un’altra leggenda del rock degli anni ‘80: Luis Alberto Spinetta. Il leitmotiv, ripetuto più volte nel ritornello, è rappresentato dall’impossibilità di essere felici senza le attenzioni della donna amata, distratta dalle persone che la circondano. Attraverso l’unione delle loro voci, Charly e Pedro cercano di trasmettere il desiderio di un amore intimo e incondizionato, che ponga fine alla sensazione di solitudine che li accompagna in questa incredibile interpretazione.

«Oh, no puede ser feliz
Con tanta gente hablando, hablando a tu alrededor
Oh, dame tu amor a mí
Estoy hablando hablando hablando a tu corazón»

4. Tu vicio

Arriviamo così a quella che probabilmente è una delle canzoni di Charly García che affronta questioni più personali. Dopo un periodo difficile, caratterizzato da problemi con alcool, droghe e polemiche di vario tipo, l’immagine pubblica di Charly tornò a risplendere grazie a composizioni molto intime e profonde. Tu vicio nasce insieme al suo decimo album, Influencia (2002), irrompendo con ironia e autenticità nel caotico mondo musicale del nuovo secolo. In questa canzone, fortemente autobiografica, la leggenda rock argentina stabilisce in maniera esplicita e definitiva la relazione con i suoi fan: un legame quasi eterno, una sorta di dipendenza di cui lui è il vizio, e le persone non riescono a farne a meno. 

«Yo soy un vicio más.
En tu vida soy un vicio más.
¿por qué no me dejás,
si es qué soy tan sólo soy un vicio?
Tu vicio.»

Eterno è, infine, un ottimo aggettivo per descrivere anche il successo ottenuto dalle canzoni di Charly García. Un successo senza confini che, ancora oggi, è prova del suo indiscutibile protagonismo nell’industria musicale internazionale.

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons

A proposito di Perla Sposito

Laureanda magistrale in Traduzione letteraria presso l'Università L'Orientale di Napoli.

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