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Eroica Fenice

Raffaele Giglio

Intervista a Raffaele Giglio

Raffaele Giglio, cantautore napoletano che vanta anni di esperienza alle spalle, pubblica il suo primo cd da solista: Mamma Quartieri, interamente cantato in lingua napoletana.

Lasciamo la parola a Raffaele Giglio

Ciao Raffaele, immagino che la tua passione per la musica derivi dal fatto di essere cresciuto in una famiglia di musicisti.

Ho avuto questa fortuna, è vero. Ma la passione è un’altra cosa. La passione ti viene studiando e perché stai bene facendo questa cosa magica che è la musica. I miei mi hanno sempre stimolato e anche adesso lo fanno, in questo devo essere onesto, ma poi mi sono trovato solo con la voce, con la chitarra e con il fischio e mi sono guardato dentro… da quel momento è nata la passione. La “malattia” io la chiamo.

Hai vissuto importanti esperienze con Gentlemen’s Agreement. Perché hai maturato la scelta di abbandonare la band e che ricordo ne conservi?

Ho avuto esperienze importanti e non ho abbandonato i Gentlemen’s Agreement. Ci siamo abbandonati, direi. È stata una conseguenza naturale, come tra innamorati che smettono di innamorarsi. Quando ci si conosce e si vive così intensamente un amore la cosa più certa è che finisca tutto, improvvisamente o piano piano. Succede, è la vita.
Ho mille ricordi, mille errori e insegnamenti che porto tatuati sotto forma di 4 cerchi (lo stesso numero di dischi che ho fatto con i Gentlemen’s Agreement) sulle falangi della mia mano sinistra. Ho imparato, da quella esperienza, e questa è la cosa più bella che possano insegnarti un amore, un’amicizia e la vita. Intendo l’arte d’imparare.

Il tuo primo cd da solista, “Mamma Quartieri“, dobbiamo leggerlo come un omaggio ai Quartieri Spagnoli? Cosa ricordi con più piacere del periodo in cui hai vissuto lì?

Sì, è un tributo al “Quore Spinato” (cito Cyop&Kaf), alias i Quartieri Spagnoli.
Ricordo la generosità di sorrisi e li vivo sempre quando scorrazzo con la mia bici e ritorno a salutare le mie amicizie, dalla signora Nennella (non la trattoria ma ‘na vecchiarella che ha una merceria aperta dalle 10 am alle 02 pm), alla mia amica agli arresti domiciliari a piazza Montecalvario. Ricordo l’acqua che quando piove ti schizza addosso e ti rende l’anima umida… Napoli non è fatta per la pioggia, citando Nicola Pugliese e il suo romanzo “Malacqua”: La pioggia a Napoli da fatto collettivo diventa sempre constatazione di solitudine.
Per questo disco, lanciato dal primo singolo che è “Figli’ ‘e Ddio” [qui il videoclip], la mia è stata un’esperienza da intervistatore, da osservatore. Non da lontano, anzi da dentro. Ho sempre avuto la buona educazione nel salutare anche dieci volte al giorno una stessa persona e così facendo sono entrato nelle loro grazie o mi hanno schifato (eh eh eh eh). Fatto sta che ho avuto in regalo molte storie, alcune vere altre riempite da bugie e particolari inventati o confusi. Insomma i Quartieri Spagnoli mi hanno dato delle storie e mi hanno detto: “Tiè, mo cantace ‘ncopp’!”

Nelle tue canzoni parli di problemi, purtroppo, ancora esistenti nella nostra società. Credi che la musica sia un canale più facile per poter capire certe situazioni che alcune persone non vogliono ancora accettare?

Nelle canzoni non parlo di problemi irrisolvibili. Non parlo pavoneggiandomi di una Napoli sporca e infame alla Gomorra. Saviano e i registi della fiction, se non ci fosse la delinquenza a Napoli, non saprebbero di cosa scrivere. Del resto non credo nemmeno nell’oleografia napoletana solita, da cartolina scialba e stampata su carta non riciclata. Credo nei contrasti. Io amo la speranza, credo nel karma e nel “fa’ bene e scorda e si faje male penza” (“Canzone appassiunata”).
Le canzoni sono piene di speranza, di amore … che poi alla fine è il mood dell’intero disco. Può essere banale, ma cosa c’è di più sano dell’amore? Esiste ovunque, anche tra gli insospettabili. Ecco le persone che canto nel disco, sono gli “insospettabili dell’amore”. Capire attraverso una canzone è fondamentale, è tutto più chiaro.
Per me è un privilegio. Abbiatene cura di queste canzoni!

Hai già in mente un prossimo cd tra i tuoi progetti futuri?

Sì! Sono iperproduttivo. Sarà sempre un disco firmato con il mio cognome, Giglio, e sempre in lingua napoletana.
Anche perché dopo aver preso lezioni di scrittura dal maestro Salvatore Palomba (il poeta di “Carmela”, “Amaro è ‘o bene”, “Che lle conto” etc.), che mi ha pazientemente insegnato a scrivere in lingua napoletana, posso solo approfondire il mio idioma, posso solo manifestare la consapevolezza e la fortuna di essermi reincarnato in un napoletano e posso solo andare avanti in questa strada florida, culturalmente unica e piena di stimoli. Ho in mente un produttore artistico, a me piace molto la scena hip hop, di certo non voglio rappare… ma quei bassi, quelle linee ritmiche mi piacciono assaje e vorrei approfondire il tutto. Vedremo, per adesso mi sto buttando a capofitto nelle serate e quindi nei viaggi (perché baby io non suono solo a Napoli ma suono per viaggiare), nelle interviste (vedi mo mo), nella vita.

Appropò,

buona vita a voi e grazie assaje.

Grazie a te.

Nell’attesa del nuovo cd, di seguito i prossimi live di Raffaele Giglio

30 aprile, Jarmusch Club a Caserta
13 maggio, Kestè a Napoli
16 maggio, Il pozzo e il pendolo, a Napoli, serata “La Locanda”
22 maggio, Barriovecchio a Lecce
 
Intanto… avimm cur e’ cheste canzòn!