James and The Butcher, rock ed elettronica: intervista

James and the Butcher

Plastic Fantastic è il disco d’esordio di James and The Butcher, JatB in breve, singolare terzetto rock in cui il pianista “The Butcher” nasconde la sua identità. Composto da The Butcher (pianoforte, sintetizzatore ed elettronica), Giorgio Corna (alle batterie e al pad) e James Dini (voce e chitarre), è all’esordio con la RNC Music. Plastic Fantastic ruota attorno all’introspezione e ad esperienze di vita trasposte in musica, con sonorità che spaziano dall’elettronica abbastanza spinta di Say My Name al rock duro ed aggressivo di 7th Dimension. Nell’album c’è anche spazio per sonorità più calme come in The Invisible Boy, che vi presentiamo qui.

James and The Butcher: intervistati da Eroica Fenice

Ma ora lasciamo spazio all’intervista con i JatB.

Partiamo con una domanda sulla band, come mai la scelta di The Butcher di presentarsi mascherato e non svelare la propria identità?

Portiamo tutti una maschera, la sua semplicemente è meno comune! E poi siamo sicuri che abbia una sola identità?

Testi introspettivi e temi che spaziano dall’amore all’inconscio, quale si può considerare il filo conduttore? C’è un messaggio nell’album?

Il filo conduttore è l’esistenza nelle sue forme interiori, più intime e di relazione con gli altri, quello che crea cioè una società. Il messaggio è da ricercare nel ponte che ogni ascoltatore trova fra questi due insiemi. Ed è un messaggio decisamente personale, esclusivo.

Uno stile che mescola rock con elettronica e tonalità del sintetizzatore, da dove deriva questa musica?

È difficile, forse impossibile essere originali oggi. Lo si può essere solo nel senso più proprio del termine, cioè risalenti alle origini. Abbiamo tentato di essere il più fedeli possibile agli ingredienti per formare un piatto se non un unico almeno speciale.

Nel track by track leggiamo di tracce ispirate al film Taken, ambientate in atmosfere fantascientifiche/fantasy come Queen of the galaxy, messaggi particolari come “ci schieriamo (…) contro gli antibiotici stessi che guariscono persone che non dovrebbero guarire”. Da dove arrivano queste influenze sulle tracce?

Da ascolti, letture ed esperienze di tre persone diverse con percorsi molto diversi. Ma la biodiversità è la condizione necessaria di ogni evoluzione.

James and The Butcher è un gruppo all’esordio con Plastic Fantastic, progetti per il seguito? Come si è arrivati alla costituzione della band, quali le storie dei suoi membri?

Come detto sopra siamo tre musicisti con percorsi diversi e gusti molto diversificati. Stavamo lavorando per conto di terzi e nei ritagli di tempo ci siamo messi a cazzeggiare con suoni, scrittura e idee. Ci siamo accorti che c’era un fil rouge comune anche se non sapevamo bene quale. Ci abbiamo lavorato ed è nato Plastic Fantastic…

Per il futuro ci riserviamo di dire qualcosa quando diverrà presente! Nel frattempo stiamo lavorando alla promozione dell’album e annotiamo qualche idea per il secondo album: forse un live di soli strumenti percussivi in ceramica e cori tibetani, oppure un ensemble di sezioni orchestrali e Harley Davidson… le idee non sono ancora chiare!

Francesco Di Nucci

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