Maik Delle Baracche, l’intervista all’autore del singolo Tu (Lo stato decadente)

Maik Delle Baracche

Maik Delle Baracche, l’intervista al rapper torinese dopo la pubblicazione del singolo Tu (Lo stato decadente) su Youtube e Spotify.

Maik Delle Baracche è un rapper torinese, attivo sulla scena musicale indipendente da due anni con la casa discografica Pan Music di Fabrizio Panebarco, dopo aver collaborato con diverse band (tra cui i Denimor) dal lontano 2005 in qualità di bassista, cantante e autore di testi. 

Maik Delle Baracche affronta diverse battaglie sociali, fra cui l’emergenza climatica, attraverso le sue canzoni rap, le quali sono accompagnate da influenze della musica etnica oppure dalle note rock di una chitarra elettrica dimostrando il possesso di un ricco bagagliaio culturale grazie alle sue precedenti esperienze musicali; inoltre, ha preso parte a  iniziative come il Concerto del Primo Maggio di Settimo Torinese oppure la Festa di Potere al PopoloMantova

L’ultimo singolo pubblicato da Maik Delle Baracche è Tu (Lo stato decadente), disponibile su Youtube e su Spotify dal 21 marzo. Si tratta di un brano molto crudo, un ritratto amaro della realtà odierna paragonabile a quella di un romanzo dello scrittore Bret Easton Ellis, famoso per opere come Meno di zero (Less than Zero), American Psycho (il romanzo con protagonista lo yuppie Patrick Bateman) o Le regole dell’attrazione (The Rules of Attraction), un mondo senza alcuna etica e dove ciascuno pensa soltanto al proprio tornaconto, proprio come quello immaginato e descritto dallo statunitense nelle sue opere. 

 

Tu (lo stato decadente) è il suo ultimo singolo, nel quale descrive ai suoi ascoltatori la triste e amara realtà quotidiana concentrandosi sul tema della solitudine, della crisi dei giovani (soprattutto dei laureati), dei desideri che si scontrano contro la realtà. Qual è stata la genesi di questo singolo? Quali potrebbero essere le cause di questi fenomeni della società contemporanea?

Il brano nasce come incipit di una serie di canzoni che descriveranno un arco narrativo nel quale Tu -il/la protagonista- uscirà dalla propria gabbia mentale di apatia ed isolamento, alla scoperta del mondo dell’attivismo. Le cause dei fenomeni descritti sono molte e molto diverse tra loro: c’è la pubblicità che fa un lavoro costante di lavaggio del cervello, sempre più personalizzata e tendente all’esaltazione del singolo rispetto al gruppo, cerca di convincere gli individui che l’unicità passi attraverso il possesso di beni esclusivi o lussuosi. Un’altra causa è il mercato del lavoro: è premiante per pochi e costringe molti a vivere senza fiducia nel futuro e nei propri pari, i quali diventano avversari in una competizione fratricida per una promozione o per il rinsaldo della propria posizione lavorativa.  I social media possono essere causa di sensazioni di inadeguatezza che portano all’isolamento: siamo esposti a centinaia di video veloci di vite scintillanti che lo spettatore non potrà mai vivere. Certamente il lockdown durante la pandemia ha favorito l’uso delle piattaforme web per la comunicazione, penalizzando il contatto umano, anche tra le persone che abitano a pochi passi l’una dall’altra, come il protagonista del brano. Telegiornali e giornali ci traumatizzano quotidianamente focalizzando l’attenzione sulla cronaca nera e dando pochissimo spazio alle buone notizie, anche questo restituisce allo spettatore un senso di impotenza che facilita il ritiro dalla vita sociale e aumenta la sfiducia nel prossimo.

La violenza nella società contemporanea è descritta dal singolo; qual è il contributo sia dei media informativi che di quelli artistici? Inoltre, sempre nel medesimo brano, lei affronta anche altri problemi, come il dilagare della violenza: dalle baby gang notturne, che turbano la quiete urbana, oppure delle aggressioni ai danni dei professori. Secondo lei, oggigiorno è cambiato l’approccio nel raccontare la violenza nei media informativi (come giornali e telegiornali) e in quelli artistici (libri, serie tv, cinema e musica)?

L’unico cambiamento che ho visto nei telegiornali, quando passano notizie del genere, è che verso la fine del servizio inseriscono quasi sempre l’opinione di qualche esperto, ma questa dura solo qualche secondo e non può veramente spiegare le cause dei fenomeni e le possibili soluzioni in modo efficace. Nei media artistici invece ho notato una tendenza a concentrarsi sulle storie dei “cattivi”, approfondendo i loro trascorsi e le cause dei loro desideri di vendetta, prevaricazione e potere; spesso però il mondo in cui si muovono questi “cattivi” è un mondo che non lascia intravedere nemmeno un filo di speranza di redenzione o abbattimento delle cause che li hanno portati ad essere come sono. L’umanizzazione del colpevole è qualcosa di cui abbiamo bisogno, ma la giustificazione dei comportamenti scorretti e criminali no, semmai mi auguro che il pubblico si senta attivato e coinvolto nel cambiare le circostanze che generano la nascita dei “cattivi”.

Maik Delle Baracche

Il rap italiano dalle origini alla scena contemporanea e la formazione di Maik Delle Baracche 

Cosa ne pensa dell’evoluzione della musica rap italiana dalle sue origini ad oggigiorno? Secondo il suo parere, questo genere musicale ha smesso di essere uno strumento di denuncia sociale adeguandosi (e ibridandosi) con il pop?

Secondo me non è un problema che si sia ibridato con il pop per quanto concerne il suono e la composizione; non mi interessa neppure che gli artisti mainstream non si pongano il problema di fare le rime. Ciò che non apprezzo per niente sono i contenuti, i temi trattati, l’incitamento alla violenza: già nella seconda metà degli anni 2000 emergeva il culto dell’egoismo, del lusso e della violenza, ma perlomeno ai tempi i rapper scrivevano testi con metriche complesse e rime sorprendenti.

Mi sorprende piacevolmente il percorso di Marracash, che oggi nei suoi testi affronta paure e problemi di un uomo maturo, mettendo in dubbio tutto il suo percorso, non solo come artista ma anche come individuo.

In merito alla tua formazione artistica, quali sono gli artisti che hanno ispirato la sua poetica e i suoi singoli?

I rapper come En?gma, Caparezza, i primi Fabri Fibra e Salmo sono la mia ispirazione per quanto concerne la poetica, in loro ho trovato la capacità di scrivere di temi importanti con grande aggressività ma senza scadere -troppo- nel sentirsi al di sopra di tutto. Per quanto riguarda la musica scrivo le mie basi ispirandomi al musical e integrando strumenti etnici; amo molto alcune opere di Stephen Sondheim e mi rifaccio a lui per creare le atmosfere sonore più calzanti.

Maik Delle Baracche

È prevista l’uscita di un nuovo album musicale che includerà il brano Tu (Lo stato decadente) ?

Tu (Lo stato decadente) è il primo singolo di una serie di 5 che usciranno nei prossimi mesi; alla fine di questo percorso intendo raccogliere tutta la mia produzione dal 2023 ad oggi e registrarla in un album dal vivo, quindi sì, sarà inclusa in un nuovo album, ma in versione live.

Fonte immagini: Ufficio stampa. 

 

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A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

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