Tutero e l’ombrello: la tradizionale festa patronale a Nola

Tutero e l’ombrello: la tradizionale festa padronale di Nola

Nola è ormai comunemente conosciuta da tutti come “La città dei gigli’’, la cittadina che ospita ogni anno, nel mese di giugno, questa grande festa, patrimonio dell’UNESCO, in onore di San Paolino. È, quindi, divenuto di uso comune credere che questo santo sia esso stesso il patrono della città. Non tutti sanno, però, che la realtà dei fatti è ben diversa. Un’altra ricorrenza, tenuta di novembre, considerata dai nolani altrettanto importante: la festa del “Tutero e l’ombrello”.

Facendo un passo indietro e scavando affondo nella storia di questa popolazione, ci sono da fare alcune precisazioni: San Paolino è considerato il protettore e il compatrono di colui che è il vero patrono della città, ossia San Felice, primo vescovo di Nola. La leggenda vuole che nell’anno 95 d.C. fu arrestato dal prefetto Marciano durante le persecuzioni cristiane. Nonostante le innumerevoli torture alle quali fu sottoposto, Felice con meraviglia dei presenti riuscì a liberarsi e uscirne indenne, fino a quando dopo tre giorni di martirio fu decapitato: era il 15 novembre, ufficialmente ad oggi il giorno della festa patronale di Nola, riconosciuta come del “Tutero e l’ombrello”.

Altrettanto famoso e degno di nota è il prodigio della statua. Tra i numerosi miracoli attribuiti a San Felice, infatti, non potremmo non citare quello del 26 aprile 1872, quando durante l’eruzione del Vesuvio, il volto e il braccio della statua di marmo raffigurante il santo si contorsero sulla sinistra, proteggendo la città dalla nube di cenere e lapilli. Il miracolo fu proclamato esattamente il 15 novembre dello stesso anno dall’allora vescovo di Nola, dopo il processo canonico. Ma come ogni santo e patrono che si rispetti, il vero e proprio miracolo che dovrebbe compiersi è il “Miracolo della manna”. Un liquido rugiadoso, detto per l’appunto “manna”, che scorre in un calice attraverso una fessura dal muro oltre il quale è seppellito San Felice. Tradizionalmente, oggi come in passato, i nolani vedono nel ripetersi di questo avvenimento, il presagio di buon auspicio e si augurano che ogni anno, nel giorno del “Tutero e l’ombrello”, il santo possa benedire la città col suo miracolo. Avendo ora delineato gli aspetti sacri di questa festività, passiamo a quanto c’è di pagano.

Ovviamente, si sono tramandate da generazioni in generazioni diverse usanze e quella più caratteristica è sicuramente quella definita del “Tutero e l’ombrello”. L’antica tradizione prevede la preparazione del tipico torrone di San felice, il “tutero”, che verrà dato in dono alle proprie amate dai loro uomini, come segno di affetto e prosperità. Accanto ad esso, viene portato come presente anche un ombrello che simboleggia il senso di protezione dei mariti o dei fidanzati nei confronti delle donne. I festeggiamenti avranno inizio il 14 di novembre, durante il quale si terrà il rituale della processione, il busto del santo verrà portato in spalla dai fedeli per la città e al termine di essa verrà celebrata una messa.

Durante la conclusione della festa del “Tutero e l’ombrello”, verranno aperte le porte della cripta, dove vi sono custodite le spoglie di San Felice, al fine di permettere ai fedeli di farvi visita e recitare le loro preghiere. Il giorno seguente, il 15 di novembre, la città dichiara festa patronale, dando il via ai festeggiamenti. Piazza Duomo sarà costellata di luminarie e verranno allestiste bancarelle di prodotti tipici, non trascurando ovviamente, il protagonista principale della festa: il torrone. Le pasticcerie più famose del paese scenderanno in campo, dando sfogo alla loro creatività preparando infinite varianti, di ogni gusto, dimensione e forma di questa prelibatezza.

Diversamente da come si possa pensare, quindi, la città di Nola è ricca di storia, folklore e passione. Ogni cittadino sente un forte senso di appartenenza verso questa terra e di devozione nei confronti di chi ha contribuito negli anni a proteggerla e farla fiorire in tutto il suo splendore. Così, come la festa dei gigli, anche la Festa del “Tutero e L’ombrello” in onore di San Felice è altrettanto sentita dai nolani, viene celebrata nel migliore dei modi: tenendo fede alle usanze dei loro predecessori e con il preciso scopo di tramandare alle generazioni future le antiche tradizioni.

Fonte immagine per Tutero e l’ombrello: la tradizionale festa padronale di Nola: Il meridiano online 

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