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Eroica Fenice

Bud Spencer Blues Explosion

BSB3: un tramezzino firmato Bud Spencer Blues Explosion

Bud Spencer Blues Explosion. Un nome che ormai non suona più strano agli appassionati dell’indie rock italiano. Il duo rock-blues romano ha macinato molti chilometri dalle prime apparizioni del 2007, raggiungendo un sound e uno stile ben marcati, che si mostrano pienamente in BSB3, il terzo capitolo. Un disco pieno di spiritualità, espressa dai titoli e dai temi di molti brani: nulla di nuovo per il gruppo che ha utilizzato titoli di questo genere per i dischi precendenti (il disco dal vivo Do it yourself-nel giorno del signore, dove DO IT, che è anche il titolo del secondo disco in studio, sta per Dio Odia I Tristi), ma che in questo caso (come ha rivelato il chitarrista) ha voluto essere dissacrante, utilizzando un tramezzino per rappresentare la trinità.
Per la prima volta la band ha lavorato in una co-produzione: ai lavori ha partecipato Giacomo Fiorenza, fondatore dell’etichetta 42 records e bassista del progetto moltheni.

Bud Spencer Blues Explosion, un mare di influenze

I ragazzi accolgono molte influenze, dalla musica africana all’elettronica che in questo disco diventa sempre più spinta: partendo dal brano di apertura, duel, dall’indole a dir poco metal, passando per pezzi come hey man e mama in cui si avverte molto il rock-blues tipico dei primi dischi, finendo con camion, nel quale il duo prova di saper ancora incendiare un blues a fuoco lento, anche se ibridato con la musica africana e suoni elettronici d’ambiente. Miracoli è, invece, un brano avvolto in un alone di spriritualità, considerabile quasi un tributo ai The Black Keys, uno dei duo americani (come i The White Stripes) ispiratori del gruppo. Come nel precedente disco in studio, l’ultima traccia abbassa i toni, e lascia all’ascoltatore la bocca dolce: è il turno di troppo tardi, un brano dai colori caldi e dall’avvolgente tranquillità.

I videoclip due singoli estratti duel e miracoli sono realizzati dal maestro Alex Infascelli, regista di H2Odio, che ha saputo fondere i brani della band con la sua arte dando vita ad uno spettacolo di arte visiva che segue la musica in ogni suo movimento e in tutte le sue dinamiche.

Come abbiamo potuto imparare è nelle esibizioni dal vivo che il duo rende di più, e in BSB3 i Bud Spencer Blues Explosion si sono riproposti l’obiettivo di portare le tracce con la stessa incisività e la stessa energia delle esecuzioni live. Sono state evitate sovraincisioni, tranne in qualche brano in cui invece possiamo sentire suoni di tastiere…un ottimo lavoro che rende davvero il sound elettrico del gruppo: la profondità della cassa di Cesare Petullicchio e la spazialità del sound della chitarra di Viterbini (grazie al suo octaver che a tratti rende la sua chitarra un vero e proprio bass synth, colmando il vuoto lasciato dall’assenza del basso) donano al disco quel sound un po’ dubstep che da qualche anno caratterizza le loro esibizioni ad alto volume. Missione compiuta, almeno sotto questo punto di vista.

BSB3: un disco che può sia piacere sia essere odiato. Ricco di sostanza e personalità, ma di certo non un disco scritto per andare incontro ai gusti della maggioranza. Unica pecca: distorsioni troppo elevate. Questione di gusti, questione di stile.