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Eroica Fenice

Divorzio breve: da tre anni a sei mesi

A chi accusa la nostra nazione di essere arretrata e ancora legata a una mentalità obsoleta, il Governo Renzi, nel tentativo di conformare l’Italia a diversi paesi dell’Unione Europea, risponde con il divorzio breve, proposta di legge che, approvata dalla Camera dei Deputati questo 29 maggio, sembra essere sempre più vicina all’attuazione. Il Ministro Orlando, difatti, vede nell’accorciamento del procedimento culminante nel divorzio una buona soluzione per far fronte alla mole esorbitante di pratiche civili che affollano i tribunali e rallentano l’apparato giudiziario. Attualmente, il disegno di legge è discusso dal Senato della Repubblica.

A chi si domanda in cosa consista realmente il divorzio breve, è presto detto: la coppia che intende divorziare e avvia la separazione consensuale, anziché attendere ben trentasei mesi per veder sciolto il contratto matrimoniale, dovrà pazientare soltanto sei mesi. I mesi diventano dodici nel nuovo procedimento se la separazione è di tipo giudiziale.

Il divorzio breve ha sollevato non poche polemiche: diversi sono stati coloro i quali hanno accusato il disegno di legge di essere una sorta di attentato all’istituto familiare, su cui, volente o nolente, il nostro Stato ancora si fonda. Ad oggi, la Costituzione ritiene la famiglia una “società naturale fondata sul matrimonio”, quasi come a sottolineare che senza il contratto matrimoniale non esista alcun nucleo familiare. Ciononostante, il disegno di legge ha ricevuto più di trecento voti a favore, elemento che induce a pensare che l’Italia stia realmente riuscendo a divenire quel paese laico promesso dalla Costituzione.

Tra i contrari, il parlamentare Palmieri di Forza Italia dà voce, forse, ai primissimi intenti che accompagnarono l’istituzione del divorzio in Italia: il divorzio visto come un cammino lungo che consente ai coniugi separati di riflettere sul proprio legame, al fine di trovare una soluzione diversa dalla rottura. Dunque, il divorzio, dice Palmieri, “non come diritto”, ma come una sorta di ultima spiaggia. Un po’ estremo non considerare il divorzio un diritto, estremo e magari anacronistico. Altri, contrari, vedono nel divorzio breve una sorta di autorizzazione a procedere per i matrimoni di convenienza.

I pareri sono tanti e diversi, come si conviene a un argomento spinoso come il divorzio. Fatto è che l’apparato giudiziario ha bisogno di essere snellito e che qualsiasi coppia giunta alla separazione si presume abbia riflettuto a lungo prima e non dopo aver avviato la pratica per lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

Ad ogni modo, il cittadino italiano può solo attendere i risvolti del Senato e, intanto, domandarsi se davvero un divorzio breve potrà mutare l’istituto del matrimonio. Se due persone scelgono di intraprendere strade diverse, fa davvero differenza se la legge separa questi coniugi definitivamente in sei mesi anziché in trentasei?

– Divorzio breve: da tre anni a sei mesi –