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Kobane finalmente libera!

Kobane libera!
Finalmente, dopo 134 giorni, di combattimenti contro l’Isis, il 27 gennaio 2015, le forze armate curde sono riuscite a liberare la città dai miliziani.
I curdi hanno così innalzato le loro bandiere lì dove l’Isis qualche mese fa aveva eretto le sue.
Secondo alcune fonti statunitensi, nella lunga battaglia tra curdi ed Isis ci sarebbero stati circa 18000 morti, 1200 dei quali miliziani dello Stato Islamico.
Ma dove si trova esattamente la città di Kobane e perché la sua liberazione è stata accolta con tanta ilarità?
Si tratta di una città situata tra il confine turco-siriano, nella zona denominata Curdistan siriano, circondata quasi interamente dall’Isis.
La liberazione di questa città siriana è importante proprio per quanto simboleggia: si trattava, difatti, di un’importante prova per vagliare la validità della strategia militare adottata contro lo Stato Islamico, portata avanti dalla coalizione degli Stati Uniti.
Inoltre, la liberazione di Kobane ha aiutato a gettare le “basi psicologiche” giuste per preparare l’attacco su Mosul e vincerlo.
Mosul è la seconda città più grande dell’Iran e, poiché è situata vicino alla regione autonoma del Kurdistan iracheno, alcuni credono che se i curdi riusciranno veramente a liberarla dai miliziani dell’Isis non andranno più via vista la loro volontà di instaurare un proprio Stato indipendente proprio in quella regione.
Ma cosa hanno ottenuto i curdi finora?
La Costituzione Irachena del 2005 riconosce il Kurdistan iracheno come una zona autonoma gestita dal governo regionale del Kurdistan. Gli altri Paesi che ospitano una gran parte della popolazione curda continuano ad opporsi alla creazione di uno Stato autonomo. Le forze militari che hanno liberato Kobane, YPG e YPJ, sono direttamente affiliate al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), popolare nel sudest della Turchia, area popolata in prevalenza dai curdi.
Nello specifico e per fare chiarezza, c’è da dire che il PKK è un movimento politico ribelle che da diversi anni porta avanti una lotta contro la Turchia per ottenere diritti ed autonomia per i curdi turchi, che rappresentano circa il 18% della popolazione. Il PKK è riconosciuto come gruppo terroristico da parte della Turchia, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea tutta.
Dopo questa parentesi esplicativa e ritornando alla liberazione di Kobane, è ovvio che ci vorranno mesi prima di entrare in città in modo sicuro perché bisognerà liberarla totalmente dalle centinaia di bombe nascoste nei palazzi e perché i campi intorno alla città sono ancora nelle loro mani.
Così, mentre la lotta con l’Isis è tutt’altro che finita, come testimoniano le notizie che arrivano dalla Libia, il loro fallimento a Kobane gli ha negato uno dei principali obiettivi strategici.

– Kobane finalmente libera! –