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Mozzarella nera: la rivoluzione casearia campana di Nera di Bufala

Mozzarella nera: la rivoluzione casearia campana di Nera di Bufala

Mozzarella nera:, cos’è e dove viene prodotta

Ogni Yin ha il suo Yang, ogni polo ha il suo complementare, sviluppandosi fino ad invertire il suo corso e trasformarsi nel proprio opposto, in una simmetria ciclica e infinita. È così che anche il prodotto simbolo della Campania, la bianca perla di bontà, dal candore quasi sacrale, sperimenta oggi un nuovo ciclo di vita tingendosi di nero. Una vera rivoluzione, infatti, è arrivata nel mondo dell’oro bianco, grazie alla creatività di Umberto D’Angelo, titolare dell’omonimo caseificio di Cancello ed Arnone e padre della “Nera di Bufala”, la prima mozzarella nera al carbone vegetale e brand registrato.

Dopo il successo del pane nero, l’intramontabile e gustosissima mozzarella si scurisce grazie all’aggiunta di un ingrediente che sta riscontrando successo in svariati prodotti alimentari: il carbone vegetale, o carbone attivo, una polvere nera naturale ottenuta dal legname sottoposto prima a combustione in ambiente privo di ossigeno, poi attivato per conferirgli la tipica porosità e, quindi, la capacità di assorbire. Le sue proprietà erano note fin dall’antichità, quando era utilizzato per rendere l’acqua potabile. È, inoltre, impiegato nella preparazione dietetica ad alcuni esami clinici, per assorbire i gas intestinali che ne impedirebbero la corretta interpretazione. Ecco che l’impiego di questo ingrediente non ha solo una valenza estetica, bensì un’influenza sulla digeribilità del prodotto: le sue proprietà antitossiche e depuranti rendono la mozzarella di bufala nera più digeribile, oltre ad avere effetti positivi per l’intestino e l’apparato digerente.

«L’idea – spiega il suo ideatore – mi è venuta dopo aver assaggiato il pane nero al carbone. Ho pensato che lo stesso principio potesse essere applicato alla mozzarella e così ho iniziato a produrla per provare». Dopo vari esperimenti, la “Nera di Bufala” è stata presentata nel suo risultato ottimale durante la “Sagra della Mozzarella”, che ha avuto luogo il mese scorso proprio nella cittadina casertana ed ha riscosso grande successo tra i clienti, che hanno potuto provare in esclusiva la mozzarella nera e i treccioni bicolori che Umberto D’Angelo si è divertito a preparare. L’idea del fantasioso imprenditore campano si prepara ora a conquistare il mondo. D’Angelo informa che, avvenuta la registrazione del marchio, si procederà ai contatti con l’estero: «Ho già numerose richieste dai mercati francesi, tedeschi e svizzeri. Ci prepariamo a sfornare una nuova eccellenza campana!».

Mozzarella nera, merito del carbone vegetale

I fratelli D’Angelo, Giovanni ed Umberto, casari esperti e figli d’arte, hanno ereditato la passione per i prodotti bufalini dal papà Pietro. Conducono un caseificio con punto vendita a Cancello ed Arnone in Via Roma e a Caianello, all’uscita dell’Autostrada, le uniche due rivendite ufficiali in cui la Nera di Bufala è attualmente disponibile.

La diffusione della notizia ha sicuramente diviso il giudizio dei buongustai tra entusiasti innovatori, pronti ad “aprirsi” a nuove esperienze, e tradizionalisti legati al candore del bianco. In ogni caso, l’export di Terra di Lavoro si arricchisce di una nuova eccellenza rigorosamente campana e made in Italy e, sebbene qualche purista possa storcere il naso, la Nera di Bufala rappresenta una sorta di nuova linfa di latte per un settore provato e in difficoltà, nella speranza che iniziative così originali e tipicamente nostrane ricevano sempre maggiore sostegno.

Alcune pizzerie della zona hanno già iniziato ad utilizzarla sulla pizza e altri piatti. Nell’attesa di vederla comparire nei ristoranti italiani, certamente desiderosi di offrire ai propri clienti un prodotto originale ed esclusivo, e nella grande distribuzione, ne ho fatto un personale assaggio: davvero squisita! Onorata di essere gustosamente campana.


Mozzarella nera, alcuni libri