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Eroica Fenice

Roberto Ormanni & il Quartet: Quello che non siamo

Roberto Ormanni & il Quartet, dopo un anno dalla vittoria del primo premio all’Apogeo Spring Contest con il loro omonimo Ep, pubblicano il loro secondo lavoro discografico per Apogeo Records: “Quello che non siamo”. Il disco, pubblicato lo scorso 24 Marzo, è disponibile in tutti i negozi di dischi e piattaforme digitali. Il giovane cantautore napoletano insieme ai suoi compagni conferma quanto di buono fatto in precedenza, anzi, si supera e si migliora. L’album mostra il percorso di un gruppo ormai maturo, che trova una nuova consapevolezza e un maggiore spessore sonoro, grazie anche alla tromba di Enrico Valanzuolo, una new entry. Con le loro cinque tracce questi giovani artisti ci guidano attraverso storie molto intense. Storie dal sapore malinconico e nostalgico ma che, nonostante tutto, hanno quella freschezza per conservare intatte la speranza e la possibilità di un riscatto. Una freschezza e una leggerezza non banali che rinnovano la musica d’autore italiana unendola, inscindibilmente, con intramontabili sonorità folk.

Alla scoperta dell’EP di Roberto Ormanni

L’EP si apre con “Quello che non siamo”. La canzone, che dà il titolo all’ album, è un po’ il leitmotiv di tutto il lavoro. Ripercorre gli affanni e le fatiche affrontate dai meno fortunati, da chi è “venuto al mondo senza nulla da avere” e deve scontrarsi tutti i giorni con l’impossibilità di adempiere ai propri sogni e alle proprie aspettative. Privi della possibilità di rivendicare la propria memoria e in costante ricerca del “proprio posto del mondo”. Seguono Petru (26/05/09) e John Reed. Il primo è la triste storia di Petru Birladeanu, musicista di strada, vittima innocente in un regolamento di conti camorristico il 26 Maggio 2009. L’ingiustizia lo vede morire solo, in una stazione della Cumana, con “tutti intorno ma nessuno accanto”. Accanto soltanto la moglie Mirela e la sua fisarmonica. Meno tragica, invece, la storia dell’operaio John Reed, costretto a una vita di sacrifici e stenti per poter avanti la sua famiglia. Simbolo, John Reed, di tutte quelle persone che, nel corso della storia e anche oggi, vivono condizioni di lavoro disumane e umilianti. In costante apprensione per non annegare. La quarta traccia è “Fuori piove” di cui c’è anche il videoclip ufficiale diretto dal regista Tato Strino e ambientato nel Teatro Mercadante di Napoli. Il brano si stacca dalle tematiche trattate precedentemente, descrivendo, attraverso suggestioni pirandelliane, la condizione attuale dell’arte. Come quinto ed ultimo brano c’è “Don Quijote”, degno epilogo per sintetizzare e concludere il tutto. Don Quijote vuole essere l’esempio e il simbolo di chi non ha mai smesso di crederci e incarna, appunto, quella speranza di riscatto citata precedentemente perché “Invicibile non è colui che vince sempre ma anche chi, se è sconfitto, resiste e non si arrende”. Un’ album che vi lascerà un bellissimo ricordo.


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