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Eroica Fenice

Sotto il tacito silenzio delle stelle di Salvatore Cirillo

Salvatore Cirillo, un poeta sotto il tacito silenzio delle stelle

«Nelle attese diurne e tentativi notturni, sei il sollievo di mezzo nei gesti che compio». La vita scorre, nella monotonia, tra l’alba e il tramonto, dal momento in cui con fatica riusciamo ad alzarci dal letto, e il momento in cui forse con fin troppa faciltà ci distendiamo, dopo una giornata di lavoro. Gli stessi volti, le stesse strade, la routine. In questa vita, Salvatore Cirillo, poeta esordiente napoletano, ricerca il motore interiore, l’impulso volontario che possa sovvertire questo ciclo continuo. Non lo trova da nessuna parte, se non nell’amore, l’unica salvezza dalla necrosi. «L’accostarsi a te ha sempre un senso nuovo». Un amore che l’autore riversa nei versi della sua nuova raccolta, in uscita per la casa editrice GM Press: Sotto il tacito silenzio delle stelle.

Il poeta scegli di scrivere in quanto vivo. Il suo statuto è quello di uomo sopra le righe, colui che ha aperto gli occhi, comprendendo quale grande potenzialità ha dentro. «Ho più sogni da indossare che camicie». Il suo sogno di concretizza in una passeggiata sotto la pioggia, di sera, senza sentire freddo, a passi svelti a ritmo di jazz. Il buio della sera per un sognatore non fa paura, risalta la lucentezza delle stelle. Il poeta non ha vergogna di esternare i suoi tremori, il suo continuo rossore nel guardare l’amore che gli è affianco. La sua timidezza è combattuta con la forza della passione. «Resteremo comunque a galla, grazie al nostro saper sognare».

Le immagini vivide di strade notturne danno al lettore l’impressione di essere a braccetto con il poeta, che racconta meticolosamente quelle forme di donna che mai potrà dimenticare. «Sei strada che porto dentro il mio percorso segreto». La passionalità è intrisa di delicatezza, la donna è degna di adorazione, di commemorazione continua. «Siate di quelle muse il miglior verso notturno… Amatele» urla Salvatore Cirillo, in quest’inno perpetuo alla figura femminile. Il buio è quello della notte, o quello della stanza, nella quale solenne è tanto l’oscurità quanto il silenzio, a «sentire anche il più lieve rumore di te».

«Se scrivere poesie è come passeggiare di notte, amarti è come camminare su una cupola di stelle… Mio bellissimo amore», recita Salvatore Cirillo in una lirica di Sotto il tacito silenzio delle stelle

Fredde strade della città che si fanno come camere dal dolce tepore, il suo amore come «un continuo bussare dentro, mi fai caldo al cuore». Aleggia un’atmosfera quasi inebriante, di occhi socchiusi e membra molli, l’uno immerso nell’altro. «… L’amore è notturno, musica nel cuore». Il poetare è tutto d’un fiato, la divisione in composizioni diverse è solo un’accortezza grafica, il suo parlare è un continuum, catena melodica sussurrata all’orecchio della sua amata, alla quale si rivolge con il costante tu, esaltando l’aspetto fortemente soggettivo della sua composizione. L’alterità lo rende poeta, lo rende amante, sognatore.

La descrizione delle forma della donna è intrisa di elementi naturali, in una metamorfosi costante che intreccia i corpi in un indistricabile nodo. I baci sono come foglie che con giri infiniti cadono delicatamente su un’anima liquida, nella quale il poeta di bagna, ritualità sacra di beatificazione. Il pensiero va al suo amore come «scie nel cielo notturno». Il poeta vola, corre affannosamente perfino, per raggiungere la sua amata, in una ricerca spasmodicamente. E quando potrà toccarla con un bacio, la sua anima sarà di fuoco. «Casa tua saranno le mie braccia. Riposa quando vuoi!». In questo abbraccio, la sagoma della sua donna lo plasma, gli scrive dentro, per non farlo morire.

Sotto il tacito silenzio delle stelle, «il semplice dormirti accanto» fa del poeta una persona migliore, perché l’ amore è «il miglior tempo della vita mia».

Il poeta è uomo, essere vivente, e «o si muore, o si scrive». Determinismo infallibile della vita del sognatore quello di votarsi alla sua musa, di ripercorrerne le forme nella forma più sublime di arte. «Io scelgo di vivere, quindi scrivo». La dichiarazione di poetica è posta a completamento di un percorso di riconoscimento del proprio posto del mondo, perpetuato dalla figura femminile, tenera e seducente al tempo stesso, argilla con la quale modellare il proprio cuore.

Salvatore Cirillo è alla sua prima raccolta di poesie con Sotto il tacito silenzio delle stelle, che molto risente dell’ingenuità dell’infante tanto ricercata dai poeti del passato, in uno scavo interiore verso la purezza, che il nostro poeta ritrova nella scrittura che la sua donna ha inciso sul suo petto. Si configura così come una raccolta di ricerca di sé oltre che di analisi del punto cardine della propria vita, l’amore. Quello per una donna, quanto quello per la scrittura. La scrittura è atto d’amore, è atto di vita.