Alcol e socializzazione in un mondo alla ricerca del senso della vita
Viviamo in una società in cui l’alcol e la socializzazione sono quasi la faccia di una stessa medaglia. Pensiamo che l’alcol ci aiuta a socializzare e che senza alcolici sia più difficile essere divertenti. Ma siamo sicuri che sia davvero così? L’alcol agisce sul nostro cervello stimolando il rilascio di endorfine, facendoci sentire euforici e inibendo le aree responsabili di stress. Allo stesso tempo, però, colpisce anche la corteccia prefrontale, quella deputata al pensiero razionale. Subentrando, quindi, effetti negativi come spossatezza, annebbiamento e mancanza di memoria.
Spinta sociale al consumo: il binge drinking è una moda?
Sappiamo però che bere, non è obbligatorio e spesso la paura di non essere inclusi è una nostra paranoia. Pensiamo di apparire sfigati e di non poter davvero stare in gruppo o goderci una serata, perché senza alcol non c’è socializzazione. Da qui emerge il fenomeno del binge drinking ( bere per ubriacarsi), ossia l’assunzione di quattro o più unità alcoliche se di sesso maschile o di tre o più unità alcoliche se di sesso femminile concentrate in un tempo brevissimo che va da venti minuti a un’ora. Il fenomeno è stato mutuato dai paesi del Nord Europa dove il 30% degli adolescenti attua il binge drinking. Alcuni sostengono che il binge drinking sia un normale passaggio adolescenziale, altri invece si chiedono se possa essere qualcosa di più. Uno studio fatto ne licei romani e laziali di due anni fa ha coinvolto più di 2700 ragazzi dai 14 ai 18 anni. Lo studio ha rilevato una percentuale di quasi il 50% di positivi al binge drinking. Oltre a ciò, lo studio ha dimostrato che la percentuale di positivi all’AUDIT ( Alcohol Use Disorders Identification Test) ha superato il 4/7%. Una percentuale che può risultare bassa, ma non bisogna dimenticare che si tratta di individui che alla loro età non potrebbero bere perchè non hanno sviluppato gli enzimi per metabolizzare l’etanolo. Il binge drinking quindi non è un passaggio adolescenziale ma un ponte verso la dipendenza.
Alcol e socializzazione: l’assunzione dell’alcol è diversa tra uomo e donna
Lo studio dell’ università di Pittsburgh ha mostrato come il consumo di alcol nei contesti sociali sia differente tra uomo e donna. Le donne hanno una maggiore inclinazione a fare amicizia e a socializzare anche da sobrie. Diverso è il caso degli uomini, i quali sono più timidi ed è per questo che sono più inclini all’assunzione di alcol durante le occasioni di socializzazione. L’alcol quindi diventa uno strumento di unione, questo perché l’alcol inibisce le zone del cervello che regolano il comportamento e le emozioni, l’innalzamento dei livelli di dopamina, consente agli individui di lasciarsi andare alle emozioni.
Cocktail analcolici in aumento
Da qualche anno, tra l’altro, il consumo di cocktail analcolici è aumentato per contrastare l’idea che senza alcol non ci sia socializzazione. Secondo i dati IWSR dal 2018 al 2022 il fatturato dei prodotti no alcol è aumentato di 3 miliardi. Sul mercato si trovano tutti i tipi di liquori in versione analcolica. In questo modo si può comunque sorseggiare un drink e sentirsi inclusi senza dover rinunciare a certi gusti.
Alcol e socializzazione: i rischi per i più giovani
Il rischio principale è di assumere alcol come cura per l’ansia, per le preoccupazioni scolastiche o per apparire più disinvolti nella socializzazione. Questo induce all’abuso di sostanze alcoliche e alla dipendenza. Con l’alcol non si scherza perché ha effetti gravi sul cervello in via di sviluppo dell’adolescente: lesiona i neuroni fino alla loro morte cellulare, compromettendo gravemente le funzioni cognitive legate all’apprendimento e alla memoria.
Quali sono i benefici delle pause dall’alcol?
Ogni anno a gennaio in occasione del Dry January milioni di persone nel Regno Unito sin dal 2013 rinunciano all’alcol per un mese intero ed è inevitabile individuare i benefici per il nostro corpo durante questi periodi di astinenza. Il primo cambiamento lampante è la migliore qualità del sonno e maggiori prestazioni. Il sonno può migliorare dopo circa due settimane senza alcol. Dopo circa quattro settimane invece può essere constatata una riduzione della pressione sanguigna e l’aspetto della pelle migliora risultando più fresca. I valori del sangue e del fegato si stabilizzano nuovamente e anche l’irritazione o infiammazione della mucosa gastrica può migliorare. L’estensione da alcol per un mese può portare ad un effetto positivo sul corpo e la salute, oltre a un aumento della stabilità emotiva, con la rinuncia completa dell’alcol si riduce il rischio di malattie cardiovascolari di diabete e cancro.
Intervenire si può, bisogna dire basta all’uso dell’alcol per la socializzazione!
Per ricevere aiuto immediato, in maniera semplice e anonima, l’Istituto Superiore di Sanità ha istituito il numero verde 800632000, un servizio nazionale di counseling utile per fornire informazioni scientifiche e sensibilizzare riguardo i rischi dell’alcol, indicando le strutture pubbliche e le associazioni alle quali è possibile rivolgersi.
Fonte dell’immagine in evidenza: Pixabay