Cinesica: come funziona la comunicazione non verbale

Cinesica: come funziona la comunicazione non verbale

Comunicare è un’attività innata e primordiale che si è sviluppata, lungo la storia dell’evoluzione, come un insieme di attività e comportamenti utili nell’intercomprensione tra esemplari della stessa specie al fine di garantirne la sopravvivenza. L’uomo, in particolare, ha sviluppato il linguaggio verbale (e i linguaggi verbali), ma siamo sicuri che sia l’unico modo per esprimersi? Scopriamo insieme cos’è la cinesica.

Cos’è la cinesica?

La comunicazione non verbale è una componente fondamentale in un atto comunicativo ed è scomponibile in diverse componenti, ovvero il sistema paralinguistico (relativo alle caratteristiche della voce che esprime un messaggio verbale), il sistema prossemico (che studia le informazioni espresse da un locutore nel modo in cui occupa lo spazio della comunicazione), il sistema aptico (riguardante ciò che si vuole indicare attraverso il contatto con il locutore) e il sistema cinesico. La cinesica si concentra sull’analisi dei gesti, delle posture, della mimica facciale, della gestione dello spazio personale, della direzione dello sguardo e di altri segnali non verbali che possono essere utilizzati per comunicare informazioni, sentimenti o emozioni. A differenza della comunicazione verbale e del linguaggio oggettuale, che possono riferirsi anche a elementi appartenenti alla realtà extralinguistica più varia, il linguaggio del corpo sembra esprimere qualcosa su sé stessi, sull’ambiente prettamente circostante e sulle intenzioni del messaggio linguistico.

Gli occhi

Moltissimi studi dimostrano che chi mente non regge il contatto visivo con l’interlocutore e volge gli occhi altrove. Sebbene sia vero, bisogna tenere a mente che, essendo risaputo, i bugiardi cercano di controllare questa reazione. Inoltre, gli occhi possono esprimere anche gioia e tristezza in base al modo in cui sono socchiusi. Ad enfatizzare queste emozioni contribuiscono anche le sopracciglia, che si inclinano in modo diverso in base a ciò che l’individuo prova (e che vuole o non vorrebbe esprimere).

Le microespressioni

Con microespressioni ci si riferisce a delle espressioni facciali che vengono innescate inconsciamente e svaniscono nel giro di frazioni di secondo, interrotte dalla parte conscia del cervello che cerca di controllarle ma che non riesce a bloccarle prima che si manifestino. Queste forme di comunicazione non verbale, sebbene interessanti per la loro veridicità, sono istantanee e un occhio inesperto non è in grado di notarle.

Il sorriso

Il sorriso, a differenza delle microespressioni, può essere gestito consciamente. È, però, possibile riconoscere se un sorriso è vero oppure no, e la differenza è fatta dalla durata. Un sorriso sincero, infatti, è più duraturo, anche perché misto ad emozioni di intensa gioia e sorpresa.

Come mai agli esseri umani piace così tanto cacciare i denti? La motivazione è da ricercare nei comportamenti dei nostri primordiali antenati. Il sorriso, infatti, ha sempre indicato che l’interlocutore non fosse una minaccia. È per questo motivo che, oggi, il sorriso è la forma di comunicazione non verbale che ci piace di più, in quanto infonde senso di ospitalità, rispetto, calma e ci permette di sentirci al sicuro con il proprio interlocutore.

Le mani

Le mani rappresentano la forma di comunicazione non verbale che più accompagna e armonizza un messaggio verbale e, piuttosto che le emozioni, esprimono quelle che sono le intenzioni dell’enunciato. Per questo motivo, i gesti realizzati con le mani sono di fondamentale importanza soprattutto nelle attività oratorie, come i discorsi politici e le messe religiose. In particolare, gesticolare con il palmo verso il basso significa esprimere disponibilità e apertura all’interlocutore, mentre il palmo verso l’alto indica volontà di sottomettere (anche durante i saluti nazisti, ad esempio, si alzava il palmo al pubblico).

Ci sono, inoltre, alcune attività che denotano gli stati d’animo:

  • Stropicciarsi le dita o doversi appoggiare a qualcosa indicano un evidente stato d’ansia;
  • Annodare i capelli, accarezzare una parte del proprio corpo e tenere giunte le proprie mani indicano auto-conforto;
  • Aggiustare i propri accessori mentre si parla, repentini cambi di posizione sulla sedia e avvolgere le gambe; attorno ad essa esprimono distrazione e insicurezza;
  • Sfregarsi il naso, grattarsi la fronte o la nuca, toccarsi i lati della bocca indicano fastidio e perplessità;
  • L’aggressività, invece, è espressa serrando i pugni o tenendoli sui fianchi e rimboccandosi le maniche.

Campi di utilizzo degli studi sulla cinesica

  • Psicologia: lo studio della comunicazione non verbale dei pazienti può permettere di capire meglio le loro emozioni, le loro paure e le loro preoccupazioni.
  • Marketing e pubblicità: le aziende utilizzano gli studi sulla cinesica per sviluppare campagne pubblicitarie e strategie di marketing efficaci, basate sulle reazioni emotive.
  • Giurisprudenza: la cinesica in ambito giuridico è adoperata per interpretare le testimonianze dei testimoni in tribunale, per valutarne la credibilità e per identificare eventuali incongruenze tra il linguaggio del corpo e il discorso verbale.
  • Politica: utile per analizzare il comportamento e le espressioni facciali dei politici durante i discorsi pubblici o durante i dibattiti televisivi, per capire meglio le loro emozioni e per anticipare le loro intenzioni.

Fonte immagine: Pixabay

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A proposito di Carolina Raimo

Studentessa dell'università degli studi di Napoli "L'Orientale" del corso di laurea magistrale in Lingue e letterature europee e americane che non vuole smettere mai di imparare. La mia passione è la traduzione è la scrittura, il mio sogno è farne una professione.

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