Hyakki Yakō: la parata dei 100 demoni notturni

Hyakki Yakō: la Parata Notturna dei 100 Demoni

In questo articolo vi parleremo di una leggenda molto particolare del folklore giapponese, vale a dire l’evento della Hyakki Yakō, la parata notturna dei cento demoni!

Definizione

Con il termine Hyakki Yakō o Hyakki Yagyō (in giapponese 百鬼夜行, letteralmente La parata notturna dei 100 demoni) si intende un evento caratteristico del folklore giapponese. È una parata di centinaia o migliaia di demoni, spiriti, yōkai e mostri che una volta ogni mese fuoriescono dalle profondità infernali o dai loro habitat per seminare il caos e il terrore nel mondo degli esseri umani durante la notte. Le strade dell’intero Giappone si popolano delle più folli e inquietanti creature della mitologia, che si divertono a spaventare le persone e a creare scompiglio durante la loro roboante processione. I demoni si spostano cantando, ballando, facendo scherzi e divertendosi, in un’immagine che ricorda anche i tipici festival organizzati in Giappone, chiamati matsuri. Si dice, inoltre, che a guidare la Hyakki Yakō vi siano gli yōkai Nurarihyon, Nozuchi e Otoroshi. In senso lato, l’evento della Hyakki Yakō si potrebbe paragonare al concetto di matrice cristiana del Pandemonio, vale a dire l’insieme di tutti i demoni riuniti nel palazzo di Satana.
È consigliabile che gli esseri umani si guardino bene dall’uscire durante la parata dei 100 demoni notturni o anche solo dallo sbirciare all’esterno vinti dalla curiosità di vedere queste strane creature. Essi sarebbero uccisi all’istante o scomparirebbero nel nulla, maledetti dai suscettibili yōkai. Ciò potrebbe essere interpretato come una sorta di punizione mandata dalle divinità a colpire coloro che si macchino del desiderio del voler vedere a tutti i costi la manifestazione del sovrannaturale, di qualcosa che va oltre la capacità di comprensione umana.

Leggende sulla Hyakki Yakō

All’interno dell’enciclopedia risalente al periodo Kamakura Shūgaishō vi sono contenuti anche alcuni possibili rimedi per gli umani da attuare nel caso ci si trovasse nel bel mezzo dell’evento della Hyakki Yakō. Un ottimo metodo per sfuggire ai demoni sarebbe quello di rifugiarsi all’interno della propria dimora in concomitanza di specifiche notti associate allo zodiaco cinese, mentre un ulteriore repellente sarebbe il canto KA-TA-SHI-HA-YA, E-KA-SE-NI-KU-RI-NI, TA-ME-RU-SA-KE, TE-E-HI, A-SHI-E-HI, WA-RE-SHI-KO-NI-KE-RI, da recitare al passaggio dei demoni. Secondo altri, invece, l’unico modo per sopravvivere alla parata demoniaca sarebbe quello di premunirsi di amuleti e talismani infusi del potere di un potente onmyōji. Infatti, si narra che solo il capo clan di un gruppo di onmyōji possa uscire illeso dall’incontro con Nurarihyon e i suoi compagni.

La Hyakki Yakō nella letteratura e nell’arte

L’evento della Hyakki Yakō è ampiamente citato all’interno della letteratura e dell’arte del Paese del Sol Levante, così come in numerosi altri media vicini ai nostri giorni, quali ad esempio manga e videogiochi.
La parata degli yōkai è citata nello Uji Shūi Monogatari, una collezione di storie giapponesi risalente all’inizio del XII secolo. Uno degli episodi narrati mostra un monaco che incontra il folto gruppo di demoni mentre sono intenti a passare nelle vicinanze del tempio Ryūsen.
Anche la raccolta del Konjaku Monogatari di epoca Heian narra che lungo il tragitto per arrivare alla dimora della propria amata, il figlio più grande del ministro Fujiwara fosse riuscito a scampare ai mostri della Hyakki Yakō perché protetto da un sigillo magico applicato sulla carrozza.
Nell’ambito delle arti visuali, gli esempi che mostrano la Parata sono tantissimi, come i rotoli Hyakki Yagyō Zu conservati al tempio Daitoku di Kyōto o la serie di illustrazioni di Toriyama Sekien nel Gazu Hyakki Yagyō.
Nel mondo degli anime troviamo citata la Hyakki Yakō nel celebre film dello Studio Ghibli Pom Poko, diretto da Takahata Isao, o nell’anime Nurarihyon no Mago.

Immagine di copertina: Wikipedia

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A proposito di Sara Napolitano

Ciao! Sono Sara, studentessa iscritta al terzo anno del corso di laurea Lingue e Culture Comparate presso l'università "L'Orientale" di Napoli. Studio inglese e giapponese (strizzando un po' di più l'occhio all'estremo Est del mondo). Le mie passioni ruotano attorno ad anime, manga, libri, musica, sport, ma anche natura e animali! Da sempre un'irriducibile curiosa.

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