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Eroica Fenice

Raimondo Castronuovo

Hybrids, intervista a Raimondo Castronuovo

Hybrids è la nuova mostra di Raimondo Castronuovo, artista a trecentosessanta gradi, architetto, pittore e scultore partenopeo, diviso tra Napoli, la sua città natale e Berlino, città che lo ha ispirato artisticamente e in cui ha lavorato a lungo. 

Nel 2013 con l’opera Crisalidi vince il premio di scultura Who art you?l’importante concorso internazionale che si inaugura annualmente a Milano. Nel 2014 in occasione del Maggio dei Monumenti interviene con un’installazione nella chiesa di San Giuseppe delle Scalze a NapoliQui ricollegandosi al tema della metamorfosi kafkiana, riproduce ragni giganti, le cui scheletriche e nude zampe si poggiano su un tappeto di foglie avvizzite. Il tema è quello della rinascita e di un nuovo legame tra mondo animale e umano. Tutta la sua scultura si focalizza sullo spazio, sulla natura animale e antropomorfa e su una fusione inedita tra antico e moderno.

Intervista a Raimondo Castronuovo

Hybrids: in esposizione alla Galleria Salvatore Serio, fino al 4 Giugno

Riguardo ad Hybrids, racconta: “Il progetto di questa mostra parte dal bisogno di riscattare la scultura in quanto manipolazione di forme nel senso più antico del termine. Per il mio lavoro ho scelto di comunicare attraverso la riscoperta e la valorizzazione dei materiali che l’uomo ha sempre usato sin dall’antichità, quali bronzo, legno e ceramica”.

Da cosa prende spunto, questo titolo, Hybrids, che sembra richiamare una forte essenzialità e purezza, fortemente presente nella sua scultura?
Hybrids nasce dalla volontà di dare un titolo essenziale e che fosse il più possibile esplicativo dei lavori presenti in mostra. Si tratta di un esperimento vero e proprio, dove ho cercato di unire e appunto “ibridare” elementi del mondo della natura ad elementi antropomorfi. L’intento è quello di creare forme nuove, che poi è il fine di ogni scultore.

Come è pensato da lei il richiamo tra l’antico e il moderno, tra arte classica e contemporanea?
Penso da sempre che i migliori manufatti dell’uomo siano quelli che si fanno testimoni e interpreti del proprio tempo, che debbano aiutare le persone a porsi delle domande sul loro presente.  Questo credo non sia possibile ottenerlo senza i piedi ben piantati nella propria epoca e uno sguardo rivolto alla propria storia e alla propria cultura passata.

Lontano da casa e dal mio luogo di origine ho scoperto quanto forti e radicate siano le mie radici e quanto Napoli sia molto più vera di tantissime altre città”. Scultore cosmopolita, diviso tra Napoli e Berlino. Quanto e come è presente l’influenza di queste due città nel suo lavoro?
A Berlino c’è una forte volontà di fare. A questa città devo molto perché mi ha dato moltissime occasioni di confronto. Ho conosciuto molti altri artisti provenienti da varie realtà europee e sono cresciuto, sia nella mia ricerca artistica che da un punto di vista meramente tecnico. Di contro, Napoli riesce a dare una grandissima spinta creativa. È un pozzo profondo con tantissimi spunti da cui attingere per nuove ricerche. Bisogna però essere curiosi e non fermarsi allo strato superficiale della cose. Inoltre è una città che nonostante tutto riesce a trasmettere ancora tanto dal punto di vista umano, nel senso più ampio del termine, e questo è fondamentale per uno scultore. 

Lo spazio, la scoperta, l’esplorazione della natura in tutte le sue forme. Qual è il messaggio essenziale della sua ricerca?
Più che dare un messaggio mi interessa suscitare nelle persone delle domande. Viviamo in un’epoca dove i media e i social ci bombardano con informazioni continue che non abbiamo neanche il tempo di fissare nella nostra mente. Mi interessa indurre l’osservatore alla riflessione, catturando la sua curiosità ad ogni costo anche cercando di creare in lui uno stato di disagio.

Hybrids di Raimondo Castronuovo
Dal 26 maggio al 4 Giugno 2016
Galleria Salvatore Serio, via Oberdan 8, Napoli
www.galleriaserio.it
Opening: giovedì 26 maggio, ore 18:30