I tetti di Parigi fanno da sempre parte della cultura popolare mondiale per il loro fascino, ma in fondo nessuno li conosce veramente, poiché sono sempre osservati dal basso. Per Baudelaire essi «si confondono con il cielo che pesa come un coperchio sulla città», grazie alle loro forme morbide e bombate, dalle tonalità blu e grigiastre e che riflettono il pensiero e lo stile degli abitanti della capitale francese: freddo, distaccato ma avvolgente.
Scopriamo insieme i segreti dei tetti di Parigi e il fascino della città francese vista dall’alto
Perché i tetti di Parigi sono unici nel loro genere

L’aspetto inconfondibile dei tetti di Parigi è dato prima dall’uso dell’ardesia e poi dello zinco, che gli conferiscono il colore grigio bluastro che oggi possiamo osservare. Visti dall’alto, infatti, essi sembreranno uscire direttamente da un quadro di Van Gogh e ci sembrerà di osservare un’immensa distesa di un mare in tempesta, grazie alle loro molteplici forme che gli conferiscono linee sia sinuose che spigolose. Inoltre, i tetti di Parigi fungono da veri e propri cappelli per la città: le lastre di zinco sono sagomate fino a coprire lo spazio delle mansarde, che conferisce alle abitazioni un aspetto ancora più particolare. Se oggi possiamo osservare i tetti della capitale francese in tutta loro bellezza e unicità è grazie al barone Husmann, al quale venne affidata nel IXX sec. una vasta opera di riordino urbanistico, che comprendeva, appunto, la copertura di edifici pubblici e privati.
I tetti di Parigi: il fascino della città vista dall’alto in TV

Questi particolari elementi architettonici della capitale francese sono rappresentati in diversi film e serie TV, quasi tutti però non colgono a pieno e immortalano il loro fascino, poiché inquadrati sempre da una bassa prospettiva, ad eccezione di due pietre miliari del repertorio Disney: Gli Aristogatti e Ratatouille.
Per quanto riguarda il seguitissimo e amatissimo film animato del 1970 ideato da Walter Disney Gli Aristogatti, con protagonisti i gatti aristocratici di madame Adelaide, possiamo vedere in numerose scene la rappresentazione dei tetti di Parigi con gli occhi dei gatti stessi; infatti i nostri amati felini a quattro zampe sono conosciuti da sempre per arrampicarsi e vagabondare sulle cime delle case, a caccia di prede o, semplicemente, in ricerca di tranquillità. Walter Disney, quindi, grazie a questo splendido film, ci regala uno sguardo sulla Parigi degli anni ‘70 vista dall’alto, con la raffigurazione dei tetti nel vecchio stile della multinazionale statunitense, disegnati e immortalati in tutto il loro fascino romantico. Il film Ratatouille, con protagonista il topolino Remy, esperto di cucina francese, sulle orme degli Aristogatti ci fornisce uno sguardo sui tetti di Parigi dal punto di vista del roditore, soprattutto in una scena emblematica in cui vediamo Remy ammirare lo skyline della città proprio da un tetto, caratterizzato dalla bellezza della Torre Eiffel che si staglia in lontananza illuminando tutti i tetti color zaffiro che la circondano.
I tetti parigini nell’editoria
Il libro che rappresenta e descrive al meglio questi fantastici elementi architettonici è I tetti di Parigi (2023) con le illustrazioni ad acquerello di Fabrice Moreau e i testi di Carl Norac. Fabrice Moreau ha tentato un’osservazione entomologica a distanza, ha suonato alle porte e ha fatto finta di abitare negli edifici, per immedesimarsi e diventare tutt’uno con la rappresentazione dei tetti. Il suo intento non era altro che quello di mostrare sotto un’altra luce i monumenti celebri, i luoghi pubblici, gli angoli nascosti della città e, ovviamente, i suoi tetti. All’interno del libro, le delicate e colorate rappresentazioni delle abitazioni viste dall’alto disegnate ad acquerello da Moreau, vengono accompagnate dai testi poetici di Norac, che si adattano perfettamente alle immagini e trasportano i lettori nella romantica atmosfera parigina e ampliano lo sguardo sull’inosservato e nascosto tesoro dei tetti di Parigi e il fascino della città vista dall’alto.
Fonte immagine in evidenza: Pixabay