Il romanzo picaresco: origini, sviluppo e caratteristiche

Il romanzo picaresco: origini, sviluppo e caratteristiche

Il termine picaresco, dai cui romanzo picaresco, deriva dalla parola spagnola pícaro – traducibile come furfante – che, per la prima volta, comparve nella Farsa salamantina di Bartolomé Palau. La letteratura picaresca apparve appunto come genere narrativo in Spagna, a metà del XVI secolo, che ben presto prese popolarità in tutta Europa, in Francia e Germania in particolar modo.

Il primo romanzo della letteratura spagnola che possiamo far ricadere sotto il genere picaresco è l’anonimo Lazarillo de Tormes (1554), seguito qualche decennio dopo da Guzmàn de Alfarache di Alemàn. A queste due opere, dato il successo che riscossero tra i lettori spagnoli, seguirono numerose altre pubblicazioni di genere picaresco, in particolar modo tra il 1600 e il 1646.

La diffusione del romanzo picaresco in Europa

Basti pensare che, in questo periodo, assistiamo alla nascita di uno dei romanzi più famosi al mondo, che, tra l’altro, costituì un punto di partenza per la diffusione del romanzo moderno europeo; si tratta del libro Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes. Al di fuori della Spagna, anche nel resto dell’Europa il genere picaresco trova grande successo.

Il romanzo picaresco in Inghilterra: da Nashe a Defoe

Uno dei primi romanzi appartenente al genere è The Unfortunate Traveller, opera dell’autore inglese Thomas Nashe pubblicata nel 1594, dove si raccontano le avventure di un paggio alla corte del re Enrico VIII. Si tratta di un’opera ibrida, in cui troviamo la commistione del genere picaresco assieme alle caratteristiche tipiche del romanzo cavalleresco e del romance. Sempre in Inghilterra, nel 1678 venne pubblicato un altro romanzo, che riscosse inoltre un gran successo, dal titolo The Pilgrim’s Progress. L’autore è John Bunyam, la cui opera è involontariamente picaresca, poiché l’intenzione iniziale dello scrittore era quella di dare alla luce una morality medievale. Tra gli autori della letteratura inglese che ebbero più fortuna col picaresco, però, non possiamo fare a meno di citare Daniel Defoe, che, con il suo Moll Flanders, riesce a rientrare pienamente nei canoni dettati dal genere. Moll Flanders è una donna nata in carcere, che, col trascorrere della sua vita, si trova in una condizione di miseria tale da doversi procurare da vivere facendo la ladra e la prostituta. Alla fine del libro, la sfortuna di Moll termina poiché la donna riesce a fare fortuna e a diventare ricca.

Le caratteristiche del romanzo picaresco

Una caratteristica fondamentali del romanzo picaresco è sicuramente la componente avventurosa, elemento imprescindibile del genere. Il tipico protagonista del romanzo picaresco, proprio come suggerisce il termine, è un eroe di ceto basso, molto spesso un orfano, che deve fronteggiare situazioni difficili e ostiche tutto da solo, destreggiandosi in un mondo e in una realtà che gli sono avverse fin dalla nascita. Il nostro eroe picaresco è inoltre senza alcuna educazione e dalla morale discutibile: la sua condotta e la sua estrazione sociale lo respingono continuamente ai margini della società e della legalità. La condizione di povertà e disagio in cui versa, senza alcuna possibilità di fuga, lo costringono in un circolo vizioso di criminalità e a una vita fatta di stenti, in cui il protagonista si deve guadagnare la sopravvivenza attraverso attività losche e degradanti. Di fatto, un elemento imprescindibile è la contrapposizione tra il povero e il ricco, il quale si pone moralmente al di sopra dei meno abbienti e che presenta una morale molto alta, ma soltanto in virtù dei propri privilegi in quanto ricco.

Autobiografismo e realismo nel romanzo picaresco

L’autobiografismo è una delle componenti imprescindibile del romanzo picaresco, nonché l’elemento che ne sancì il successo in tutta Europa. Questo è dovuto alla popolarità che, nel corso del Cinquecento, avevano acquisito le cronache di viaggio provenienti dalle Americhe. I romanzi picareschi sono narrati in prima persona dal protagonista, che racconta le proprie peripezie in modo realistico e spesso crudo, descrivendo la società del tempo con occhio critico e disincantato.

Lo stile eroicomico: un mix di tragico e comico

Lo stile del romanzo è semiserio, caratterizzato da un contrasto indiscutibile tra il contenuto e lo stile: il registro è spesso eroicomico – ovvero utilizza uno stile pomposo e roboante per descrivere situazioni comiche – e mescola elementi tragici e comici, riflettendo l’ambiguità e la durezza della vita dei ceti più bassi.

Fonte immagine: Wikipedia

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