Le lingue semitiche ed indoeuropee, cosa sono

Lingue semitiche ed indoeuropee

Durante l’epoca antica nel vicino Oriente si sono sviluppate importanti civiltà di altri popoli, raggruppabili in lingue semitiche ed indoeuropee.

Le lingue semitiche
Il termine semitico deriva dal nome SEM, perché?
Innanzitutto questa derivazione non deve essere intesa in chiave etnica, ma esclusivamente linguistica e le genti che parlavano lingue semitiche come l’ebraico, l’aramaico, il siriaco, il fenicio, l’accadico e l’amorreo non devono essere considerate discendenti da un unico “popolo semita”.
Secondo la Bibbia i tre figli del patriarca Noè (Sem, Cam, Iafet) sarebbero diventati i capostipiti dei tre gruppi di popoli in cui l’umanità si divise dopo il diluvio universale.
Chi era Sem? Egli era considerato il padre degli abitanti di diverse regioni, in particolare dell’Elam, della Mesopotamia, della Terra di Canaan, della Siria e dell’Arabia meridionale. Secondo alcune testimonianze, anche scritte, le antiche lingue parlate da molte delle popolazioni che abitarono nelle zone comprese tra il Mediterraneo orientale e il Tigri presentavano diversi elementi di somiglianza, tra i quali – dopo la diffusione della scrittura – l’abitudine di scrivere solamente i suoni consonantici.
Con il passare del tempo, il termine semita ha subito una grande trasformazione, in quanto non ha più assunto un significato strettamente collegato alla sfera linguistica, ma questo termine è stato forzatamente “trasportato” in una dimensione etnica e perfino razziale: ciò si inserisce in un’aberrante tradizione di pregiudizi e persecuzioni contro gli Ebrei, considerati “i Semiti” per eccellenza.
Ecco perchè, per esempio all’epoca della Germania nazista si è parlato di “antisemitismo“, appunto per esprimere disprezzo e avversione verso gli Ebrei, considerati popolo e razza inferiore.

Le lingue indoeuropee
Durante il periodo che va dal III millennio a.C ci sono stati importanti flussi migratori nella zona europea ed asiatica.
Questi migranti erano spinti soprattutto da necessità alimentari, motivo per cui abbandonarono le grandi aree steppose in cui abitavano per migliorare le loro condizioni di vita.
Da questo momento in poi, i discendenti di questi gruppi nomadi diedero poi vita ad alcune civiltà del mondo antico, che mostrano traccia della loro lontana origine comune soprattutto nelle somiglianze fonetiche, morfologiche e lessicali esistenti nelle lingue.
Questa famiglia linguistica è chiamata indoeuropea, e alle lingue indoeuropee appartengono le lingue indiane (tra le quali l’antichissimo sanscrito, lingua sacra), il persiano, l’armeno, il frigio, il tracio, il greco, il macedone, l’illirico, il latino (oltre a lingue italiche minori), le lingue celtiche, germaniche, slave e l’hittita.
Questa classificazione però non ci da certezze circa l’esistenza di un unico popolo capostipite, o la presenza di una lingua madre comune a tutti, però grazie allo studio di alcuni filologi e stato affermato che esistono molti tratti in comune fra i popoli di lingue appartenenti al ceppo indoeuropeo, come: 
alcuni aspetti della cultura materiale, come l’uso del cavallo, le pratiche dell’allevamento e della pastorizia, la fabbricazione di utensili;
alcune strutture della vita sociale, basata sulla famiglia patriarcale; alcuni fondamenti della religione, che aveva spesso al centro una divinità celeste.

Fonte immagine: Wikipedia

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