Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Associazione Italiana Editori

Leggere il verbo. Il verbo di leggere secondo l’Associazione Italiana Editori

Nella pragmatica società del Terzo Millennio, la lettura sembra essere diventata una attività scarsamente o per nulla praticata. Leggere, però, è una di quelle attività che l’uomo dovrebbe praticare a prescindere da ogni altra poiché è attraverso essa che  acquisisce quella cultura che il leggere porta e comporta; è attraverso la lettura che l’animale essere umano, parafrasando quell’orazion picciola dell’Ulisse dantesco, eleva il suo essere ferino a spirito interiorizzando le massime virtù umane.

Purtroppo, invece, mi è capitato spesso di cogliere degli sguardi “empi di maraviglia” quando passeggiando reco con me un libro.

Ioleggoperché della Associazione Italiana Editori

E per colmare tale mancanza che nasce l’iniziativa ioleggoperché presentata a Milano lo scorso 9 febbraio; l’iniziativa vede impegnate piccoli e grandi editori appartenenti all’Aie, Associazione Italiana Editori, i quali affideranno un consistente numero di libri da loro pubblicati ad un altrettanto consistente numero di giovani “lettori forti” i quali, a loro volta, li recheranno in dono a quelli che gli organizzatori dell’iniziativa definiscono “lettori assopiti” cioè quanti non praticano la lettura.

Questa, per così dire, campagna di sensibilizzazione alla lettura culminerà il 23 aprile, Giornata Internazionale del Libro, con festevoli incontri, ripresi e trasmessi dalle telecamere di Rai3 in tutto il paese, nelle piazze delle città italiane aderenti all’iniziativa.

Mi sento così di concludere con un pensiero a riguardo della poesia dell’abate Parini che voglio però estendere a quella che può essere definita l’arte di leggere. Parini diceva: «Che se altri richiedesse se la poesia sia utile o no, io a questo risponderei ch’ella non è gia necessaria come il pane, né utile come l’asino e il bue; ma che, con tutto ciò, bene usata, può essere d’un vantaggio considerevole alla società…E benché io sia d’opinione che l’istituto del poeta non sia di giovare direttamente, ma di dilettare, nulladimeno son persuaso che il poeta possa, volendo, giovare assaissimo»; ebbene anche la lettura forse non sarà necessaria e utile come i beni di prima necessità, ma essa è il mezzo attraverso il quale la mente umana si rapporta ad altre realtà, realtà poetiche e narrative che, se ben cogitate, danno all’uomo possibilità di riflessione; danno la possibilità costituire una propria personalità, cultura e coscienza; la possibilità di operare per il bene della società in cui si vive.