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Eroica Fenice

Niseem Riccardo Onorato

Niseem Riccardo Onorato, intervista al doppiatore

Niseem Riccardo Onorato, un’eccellenza del doppiaggio

Il doppiaggio è un’eccellenza italiana, un complesso procedimento artistico in cui la bravura rappresenta una delle indiscutibili peculiarità.

Le creature che popolano quest’universo affascinante regalano al grande pubblico prove strepitose in grado di eguagliare, se non addirittura superare, le doti recitative dell’interprete originale. Niseem Riccardo Onorato è una di queste voci, tra le più note ed eclettiche del settore. Classe 1966, attore, figlio d’arte, impossibile ricordare tutte le sue innumerevoli partecipazioni che incrociano cinema, Tv e videogames, ha prestato la sua voce a divi come Jude Law (in quasi tutti i suoi ruoli), Ewan McGregor, Mark Wahlberg, Matthew McConaughey, Eric Bana, Ian Somerhalder e molti altri. Ho avuto l’onore di fargli qualche domanda e l’intervista che segue è il risultato di questo incontro, un percorso di riflessioni all’ombra della sala di doppiaggio.

Intervista a Niseem Riccardo Onorato

Niseem Riccardo Onorato, com’è iniziata la tua carriera nel mondo del doppiaggio?
Il mio papà mi fece fare qualche turno da bambino, ma non ne ho un ricordo così preciso: ero davvero troppo piccolo. Poi ho ripreso verso i 15 anni, quando decisi di intraprendere la carriera attoriale. Da lì ho sempre alternato al doppiaggio il teatro, la televisione e il cinema.

La lista di film/telefilm cui hai lavorato è lunghissima. Con quale attore senti più alchimia? Di quale pellicola conservi un ricordo particolare?
L’attore a cui sono più affezionato è senza dubbio Jude Law. Anche se ultimamente mi sto divertendo molto anche a doppiare Ian Somerhalder, il Damon protagonista della serie The Vampire Diaries.  Ne ricordo parecchi di film a cui sono legato. Forse uno dei primi è stato Profumo di Donna, con Al Pacino, dove doppiavo Chris O’ Donnell, il ragazzo che si prendeva cura di lui.

Hai mai incontrato uno degli attori da te doppiati? 
Ho “lisciato” di poco Jude Law, ma sono riuscito a conoscere e a scambiare quattro chiacchiere con Justin Chambers, l’Alex Karev di Grey’s Anatomy. Mi ha fatto una certa impressione parlare con uno a cui presto la mia voce, a volte mi veniva da doppiarlo… A lui è sembrato strano che io, oltre a lui, doppiassi anche altri attori. Ah, questi americani… !

A seguito di un viaggio in India hai aggiunto il nome Niseem. Quanto ti ha cambiato questa esperienza? In che modo ha influito sul tuo lavoro?
Su questa domanda potrei scrivere un libro e sarebbe comunque riduttivo. Il viaggio è accaduto nel 2000: sono stato un po’ di mesi in India e la “visione” che avevo delle cose, della vita stessa, è cambiata radicalmente. Forse è più corretto dire che è cominciata ad essere più chiara. Tutto il resto, amori, amicizie, lavori, è cambiato di conseguenza.

Sei il figlio di una leggenda del doppiaggio nostrano, tuo padre è il grande Glauco Onorato, attore dalla voce straordinaria. Quali sono stati i suoi consigli nel momento in cui hai deciso di seguirne le orme?
Papà mi ha sempre detto solo una cosa: “parla come magni”, che, tradotto dal romano, suona un po’ come il cercare di recitare in modo naturale, come se le cose che stai leggendo le dicessi a un tuo amico, la tua ragazza, tuo padre, tuo fratello ecc…

Tuo padre affermava di non poter soffrire le tecniche del doppiaggio odierno, in particolare l’abuso della voce soffiata. Cosa ne pensi del doppiaggio attuale. È cambiato così radicalmente?
Il doppiaggio è cambiato molto, indubbiamente. Le cose tecnicamente sono più semplici. Con il computer sono in grado di “aggiustarti” un po’ la voce, la possono rallentare e velocizzare (con il sync) e anche altre magie che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile realizzare. Però non ci si può inventare nulla, bisogna recitare e fare quello che ha già fatto sul set l’attore o l’attrice. Questa è la base. Poi sulla “recitazione soffiata” sono d’accordo con mio padre: non tutti ora hanno delle voci come quelle che stavano al leggio un po’ di anni fa. Siamo tutti un po’ simili nel modo di emettere le parole, vuoi la pigrizia, vuoi i tempi strettissimi che ci vengono richiesti e la conseguente poca cura che ne può derivare.

Si dice che la professione del doppiatore sia molto dura e che implichi anche rinunce. Quanto trascorre delle sua vita in sala di doppiaggio Niseem Riccardo Onorato?
Io vivo a Bergamo e lavoro a Roma 3 giorni a settimana. È dura fare il pendolare ed è sicuramente faticoso a volte stare 9 ore, a volte anche 12, in una saletta buia davanti a uno schermo parlando come una macchinetta. Ma non parlerei di un lavoro molto duro. Ben altri sono i lavori duri, noi siamo comunque dei privilegiati.

Dietro un doppiatore di qualità vi è anche un notevole lavoro attoriale, come ti prepari ad affrontare personaggi sempre differenti? Lasci un po’ di Niseem mentre presti la voce oppure mantieni un professionale distacco?
Beh, la difficoltà maggiore nel doppiare qualcuno è proprio in questo. Riuscire a far uscire quelle emozioni con lo stesso trasporto dell’attore a cui presti la voce. Non è facile, a volte si ricorre a un gran lavoro di tecnica. Ma il più delle volte siamo proprio noi al leggio a star male, piangere, urlare, ridere, incazzarci. E la sera quando torni a casa e ti senti distrutto, provato, triste o allegro, allora sai di aver fatto un buon lavoro.

Ti è mai capitato di dover lavorare controvoglia su una pellicola a tuo giudizio orribile? E ad un film bellissimo che poi è stato penalizzato dalle case di distribuzione nel nostro paese?
Certo che si! Mica doppio solo film belli o serie televisive di successo! Ma è lavoro, sempre e comunque. Siamo pagati e come professionisti siamo tenuti a dare sempre il meglio. Poi è ovvio che doppiare un bravo attore in un film bello è moooolto meglio!

Il grande pubblico tende a trascurare l’impegno del doppiatore non considerandolo alla pari di una prova attoriale. Cosa ne pensi a riguardo?
Il doppiatore interpreta svariati ruoli ogni giorno e non è vero che usa solo la voce, impara a muoversi al leggio senza far rumore. Un doppiatore è in grado di calarsi in un ruolo in pochissimi istanti. Questa è una grande qualità che si affina soprattutto doppiando i grandi attori.

Pensi che vostra categoria sia sottopagata rispetto a quella degli attori?
Se fai il rapporto doppiatore vs attore hollywoodiano è ovvio che il doppiatore sia sottopagato, se lo rapportiamo ad un attore poco noto, anche italiano, allora il doppiatore guadagna di più. È tutto molto relativo. Personalmente non penso che siamo sottopagati.

Tu sei anche un docente di doppiaggio: quali sono i primi passi da seguire per iniziare questo cammino? Quali esperienze deve aver maturato l’aspirante doppiatore?
Innanzitutto deve sapere cosa vuol dire recitare. Quindi se è già un attore/attrice è meglio. Studiare dizione un minimo, ma senza farla diventare una ossessione. È più importante lavorare sul respiro. Imparare a respirare con l’attore ti aiuta ad entrare meglio nel personaggio e ad essere più credibile e vero. Oggi ci sono molti corsi e stage di doppiaggio in tutta Italia. Consiglio sempre di vedere e verificare CHI insegna. Verificare il curriculum degli insegnanti è facile grazie al fantastico lavoro di Antonio Genna che gestisce un enorme database sui doppiatori e sul doppiaggio in generale. Ormai è per tutti noi un punto di riferimento.

Progetti futuri? Qualche news in esclusiva?
Ho iniziato una nuova serie che in originale si chiama “The Fall”: doppio il protagonista maschile, l’attore Jamie Dornan, che è stato anche scelto per interpretare il film 50 sfumature di grigio. Altro non posso dire…..

In questo momento storico, in Italia, il mondo del doppiaggio si ritrova in una fase assai delicata, cosa auspichi per il futuro?
Spero che si riesca a lavorare in modo più sereno, con tempi di lavorazione meno allucinanti. Non dobbiamo perdere di vista che il nostro è un lavoro artistico e non si può chiedere all’arte di andare di corsa.

Grazie di cuore Niseem Riccardo Onorato. È stato un vero piacere.
Piacere mio! Ciaooooo!!!!


Niseem Riccardo Onorato, film in cui è doppiatore