In giapponese, l’arte di piegare la carta è chiamata ori-gami (composto da oru, piegare, e kami, carta). Sebbene l’arte di piegare la carta sia oggi fortemente associata al Giappone e il termine origami sia giapponese, sembra che questa pratica abbia avuto origine in Cina, per poi diffondersi anche tra gli arabi.
La storia dell’origami: tra Cina, Giappone e tradizioni arabe
L’invenzione della carta in Cina
L’invenzione della carta risale circa al 105 d.C. in Cina. La carta è un materiale che ha il pregio di poter essere piegato e ripiegato molte volte, riuscendo a mantenere la piega. Sebbene non sia possibile stabilire con certezza quando nacque l’arte di piegare la carta, è probabile che essa si sia sviluppata poco dopo l’invenzione della carta stessa, proprio in Cina.
L’arrivo della carta in Giappone e la nascita dell’origami
Sappiamo però che un monaco buddista portò la tecnica per la fabbricazione della carta in Giappone nel 610 d.C. I giapponesi iniziarono ad utilizzare questo materiale per creare una nuova forma d’arte. Probabilmente uno degli esempi più antichi è un pezzo di carta pieghettato in modo tale da formare un tappo per coprire la bottiglia del sakè, usato per un particolare rito augurale durante le cerimonie nuziali. Si facevano modelli stilizzati che rappresentano una farfalla maschio (o-cho) e una farfalla femmina (me-cho) e si applicavano al collo di due bottiglie di sakè.
Dagli usi rituali all’arte popolare: l’evoluzione dell’origami
Inizialmente, l’origami era utilizzato principalmente per scopi religiosi, come la creazione di figure di animali per cerimonie Shinto. Successivamente, l’origami divenne una forma d’arte popolare, prima tra le classi nobili e poi tra le persone comuni. Nel corso dei secoli, fino al principio del XVIII secolo, le tecniche e le tradizioni di piegatura della carta vennero tramandate di generazione in generazione, oralmente o attraverso la pratica diretta. Solo a partire dal XVIII secolo iniziarono a comparire i primi testi con istruzioni e schemi di piegatura, come il “Senbazuru Orikata” (Mille Gru Origami) del 1797, considerato il primo libro sull’origami mai pubblicato.
La diffusione in Europa: il Rinascimento e i tovaglioli a ventaglio
L’arte dell’origami inizia lentamente a diffondersi anche nel resto del mondo e in Europa, soprattutto in Spagna e Italia. Nel Rinascimento, ad esempio, si ha notizia dell’uso di tovaglioli piegati ad arte per abbellire le tavole dei banchetti. Un esempio è la piegatura a forma di ventaglio, una tecnica che ricorda da vicino alcune piegature utilizzate negli origami.
Origami moderno: arte, scienza e tecnologia
Oggi, è utilizzato in molte applicazioni diverse, che vanno ben oltre la semplice decorazione. L’origami ha infatti trovato applicazione in campi come l’arte, la scienza, l’ingegneria e la medicina. Ha anche un impatto sulla tecnologia moderna, come dimostrato dalla creazione dei pannelli solari pieghevoli e dei modelli matematici utilizzati nella progettazione di grattacieli e ponti. Ad esempio, i principi dell’origami sono stati utilizzati per progettare airbag più efficienti, stent medici espandibili e strutture architettoniche innovative.
L’origami oggi: un’arte accessibile a tutti
L’origami diventa dunque un’arte vera e propria, una forma di evasione dalla realtà che aiuta a combattere l’ansia e lo stress. È una forma libera di espressione, capace di dare una nuova dimensione alla propria creatività. Inoltre, l’origami è diventata un’attività sempre più popolare e accessibile a chiunque, grazie alla disponibilità di tutorial online e di libri di istruzioni che insegnano le tecniche di base e mostrano come creare modelli complessi. Grazie alla sua bellezza, alla sua accessibilità e alle sue applicazioni pratiche, l’origami è diventato un’arte globale e un’attività popolare che continua a ispirare e affascinare le persone in tutto il mondo.
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