Paralisi del sonno, tra realtà ed illusione

paralisi del sonno

La paralisi del sonno fa parte dei disturbi legati al sonno ed avviene nella fase REM (Rapid Eye Movement), ovvero la fase in cui si attuano movimenti oculari molto rapidi, la respirazione accelera e sorgono anche i sogni più vividi.

Può capitare, a causa di questi piccoli movimenti,  che ci si possa svegliare. Normalmente la paralisi è causata da formicolii che attraversano il corpo arrivando fino alla testa in maniera tale da paralizzare, appunto, gli arti. L’aspetto macabro, però, di questo fenomeno è l’impossibilità di muoversi, parlare/gridare accompagnata da, nei casi più particolari, allucinazioni uditive e/o visive. Il soggetto dunque si ritrova inerme nel proprio letto non potendo muovere nulla se non gli occhi.

La paralisi del sonno può avvenire anche prima di addormentarsi ed in quel caso si parla di: paralisi ipnocogica. Oppure può avvenire in fase di risveglio parlando, così, di paralisi ipnopompica. In questi momenti il corpo, come detto, è completamente immobile. La capacità di comunicare in qualsiasi maniera è inesistente. La mente, invece, è completamente sveglia e conscia. 

A causa dello stato di ansia/panico che può giustamente invadere il soggetto gli episodi di suggestioni uditive ed illusioni visive sono particolarmente ricorrenti. Brian Sharpless, un ricercatore della Pennsylvania, ha pubblicato uno studio a proposito della paralisi ipnocogica su “sleep medicine reviews”. Secondo questo studio le allucinazioni che avvengono durante la paralisi del sonno possono classificarsi in tre tipologie differenti:

  • La presenza di un estraneo nella stanza;
  • Una pressione sul petto incombente;
  • La sensazione di levitazione o anche comunemente chiamata: esperienza extra corporea.

Durante questi episodi le allucinazioni uditive, ovviamente, non tardano a presentarsi e possono palesarsi in maniere diverse. Si possono udire voci, odori, folate di vento arrivando persino a percepire l’aria gelida sul proprio corpo. Si possono riscontrare difficoltà respiratorie, tachicardia, sudorazioni fredde. Insomma tutte le componenti che suggeriscono l’insorgenza di una crisi di panico.

Il punto macabro, però, della faccenda è proprio l‘impossibilità di espressione. Il soggetto, infatti, nonostante le sensazioni interne che lo attanagliano non è in grado di sfogare questa frustrazione incombente che lo porterà solamente ad agitarsi sempre di più. In questo caso, comunque, impossibilitato anche al movimento in quanto gli arti non risponderanno agli input celebrali. Si parla di “paralisi del sonno” proprio perchè il corpo sarà, quindi, in uno stato di sonnolenza, immobile ed incontrollabile. Quasi come se non avesse mai avuto un vero e proprio padrone.

Fortunatamente questo fenomeno non tende a durare, solitamente, più di due minuti, ma l’esperienza sicuramente non è tra le più piacevoli. L’individuo, di fatti, si ritrova in questo stato di completa coscienza psicologica intrappolato tra ciò che reale e ciò che non lo è. In un limbo tra realtà ed illusione inerme e senza voce.

Fonte foto: Wikipedia

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