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Eroica Fenice

Pompei, rinvenuta tomba sannitica

Pompei è stata, non molto tempo fa, nuovamente teatro di un’importante scoperta archeologica. Gli archeologi del Centre Jean Bérard (un importante centro di ricerca archeologia – con base operativa a Napoli -, che si occupa di campagne di scavo nel territorio magnogreco e siculo) hanno portato alla luce una tomba, ascrivibile al IV secolo a.C.

Come ha affermato Massimo Osannaresponsabile della Soprintendenza di Pompei, Ercolano e StabiaPompei continua ad essere fonte inesauribile di scoperte scientifiche ed è una città ancora viva, non solo da salvaguardare, ma da indagare e studiare. Il ritrovamento di questa tomba ci consente di indagare un periodo poco noto della storia della città, proprio a causa degli scarsi rinvenimenti.

Pompei antica, città multietnica

La città di Pompei, nei secoli, si è arricchita di influssi culturali differenti. Infatti, Pompei – le cui più remote tracce archeologiche risalgono all’VIII secolo a.C. – “subì”, durante il VII-VI secolo a.C., l’influenza greca, durante il VI-V a.C. quella etrusca e, dal 474 al 425 nuovamente quella greca. Fu, successivamente, conquistata dai Sanniti, che si occuparono non solo della sua ricostruzione, ma anche del suo ampliamento. Nel 310 a.C., nel corso delle guerre sannitiche, subì un’incursione dei Romani, dei quali divenne alleata dopo la vittoria romana. Da questo momento, seguì un rapido e progressivo processo di romanizzazione. Ciononostante, non perdette mai del tutto la propria, originaria identità italica.

Ubicazione, contenuto e storia della tomba sannitica a Pompei

La tomba – con struttura “a cassa” – è stata rinvenuta nell’area di “Porta Ercolano” – nella zona necropolitana esterna alla cinta muraria -, in direzione della villa dei papiri. Tale tomba conteneva lo scheletro di una donna adulta – sulla cui età gli archeologi non hanno voluto sbilanciarsi – con il relativo corredo funerario, costituito da 10 vasi di ceramica a figure rosse. In una zona contigua alla tomba, in epoca romana, fu allestita una bottega di vasai. Com’è intuibile, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellì anche la tomba sannitica in questione, sotto una coltre di cenere e lapilli. Inoltre, durante la seconda guerra mondiale, una bomba, caduta a poca distanza dalla tomba, ne distrusse le lastre litiche che la delimitavano. Ma la millenaria tomba sannitica è riuscita a sopravvivere agli eventi storici, finché non è stata portata alla luce.

L’importanza della scoperta

La scoperta di tale tomba sannitica riveste una notevole importanza, poiché ha consentito di arricchire e precisare le conoscenze relative alla popolazione pompeiana. Lo scopo delle recenti ricerche archeologiche – che vedono impegnate, sul sito pompeiano diverse équipes di ricercatori stranieri – è proprio quello di studiare più approfonditamente la popolazione pompeiana, nella speranza di ricavare più informazioni, relativamente al periodo pre-romano (che si configura come il periodo della storia di Pompei in merito al quale siamo meno informati).