Porcellana cinese: origini e evoluzione di un’arte asiatica

Porcellana cinese: le origini e l'evoluzione di un'arte asiatica

Il termine ceramica deriva dal greco Kéramos, tradotto come “l’arte di lavorare l’argilla”; infatti, in base al tipo di lavorazione e qualità di ceramica, si realizzano diversi prodotti come la porcellana, la terracotta, il grès, l’argilla e quant’altro. La porcellana cinese, in particolare, vanta una lunga e ricca tradizione, che ha influenzato profondamente la produzione ceramica in tutto il mondo. Apprezzata per la sua bellezza, la sua raffinatezza e la sua resistenza, la porcellana cinese è stata per secoli un bene di lusso ambito da collezionisti e regnanti. Scopriamo insieme la sua storia, le sue caratteristiche e la sua diffusione.

Le origini della porcellana cinese: dalla dinastia Shang a Jingdezhen, la “Capitale della Porcellana”

La scoperta della lavorazione della porcellana risale alla Cina del 1700-1600 a.C., durante la dinastia Shang. La ceramica cinese è conosciuta soprattutto per la porcellana, nata dal passaggio del colore unico della ceramica all’utilizzo di una base bianca con decorazioni policrome ed eleganti. La porcellana cinese vanta di una lunga tradizione di innovazioni stilistiche e tecniche, essa nasce con la produzione di oggetti di primaria utilità, per poi evolversi in vere e proprie opere d’arte. Durante la dinastia Qing (1644-1911), la produzione di porcellana raggiunse il suo apice, e la città di Jingdezhen, nella provincia del Jiangxi, divenne il centro più importante per la produzione di porcellana di alta qualità, tanto da essere soprannominata la “Capitale della Porcellana”.

L’evoluzione della porcellana cinese: tecniche di produzione e decorazione

Inizialmente finalizzata al semplice motivo pratico, la ceramica prendeva forma di contenitori per cibo ed acqua, solo successivamente iniziò ad essere decorata con particolari lineamenti ed illustrazioni per renderli oggetti ornamentali.

La composizione della porcellana e il ruolo del caolino

La porcellana cinese si distingue dagli altri tipi di ceramica per la sua composizione, che include il caolino, un’argilla bianca e fine che conferisce alla porcellana la sua caratteristica traslucentezza e durezza. La presenza di questo materiale nelle cave cinesi, ha fatto si che la produzione della porcellana diventasse una vera e propria forma d’arte.

Le tecniche di smaltatura e decorazione

Un’altra innovazione fondamentale fu l’introduzione della smaltatura, ovvero l’applicazione di vernici vetrose sull’argilla, che facilitava l’applicazione delle decorazioni colorate e conferiva al prodotto finito una particolare luminosità. I vasai cinesi svilupparono una grande maestria nella decorazione della porcellana, utilizzando una vasta gamma di tecniche, tra cui la pittura sotto coperta, la pittura sopra coperta, l’incisione e l’intaglio.

Le grandi famiglie di colori della porcellana cinese

In base al colore predominante, la porcellana cinese viene distinta in diverse grandi famiglie: la famiglia verde, la famiglia gialla, la famiglia nera e la famiglia rosa.

La famiglia rosa e il suo successo in Europa

La famiglia che ebbe maggiore successo fu sicuramente quella rosa, colore ottenuto dal cloruro d’oro reso opaco dall’aggiunta di ossido di stagno. Quest’ultima si contraddistingue per i decori raffiguranti figure femminili sinuose ed eleganti, oltre a momenti di vita quotidiana e quadretti familiari. Caratteristici sono soprattutto le decorazioni floreali fatte a mano, che sono ricche di dettagli particolari. Con questa tecnica vennero prodotti sia servizi da tavola che vasi ornamentali, commissionati specialmente dalle corti imperiali di Pechino, sul quale venivano impressi i marchi imperiali.

La diffusione della porcellana cinese in Occidente: da Marco Polo alla Via della Seta

L’introduzione di questo colore ha permesso alle fornaci di Jingdezhen di incontrare il gusto non solo cinese ma anche europeo, e, dall’ottavo secolo, di iniziare le esportazioni delle porcellane attraverso la Via della Seta. Nel 1295, Marco Polo aveva portato con sé in Italia degli oggetti cinesi, e per la prima volta, nel suo giornale di bordo, venne utilizzato il termine porcellana. Il grande entusiasmo e il fascino verso le tecniche orientali nasceva dal fatto che gli europei erano incapaci di ottenere il colore bianco e la lucidità peculiare delle porcellane cinesi.

Gli stili della porcellana cinese nelle diverse dinastie

L’arte della porcellana cinese ha attraversato diverse fasi, ognuna caratterizzata da stili e tecniche peculiari. Ecco una breve panoramica:

Dinastia Tang (618-907 d.C.): le ceramiche a tre colori

Dalla dinastia Shang (1678-1045 a.C.) alla dinastia Tang (618 -907 a.C) vengono rappresentati per lo più animali, soggetti in movimento, figure umane ed edifici. Tipiche del periodo Tang sono le ceramiche a tre colori – rosso, bianco e verde – che in cottura si mescolano dando origine ad altri colori particolari.

Dinastia Yuan (1279-1368) e Ming (1368-1644): la porcellana bianca e blu

A partire dalla dinastia Yuan (1279-1368) e dei Ming (1368-1644), inizia a diffondersi la produzione della tipica porcellana cinese bianca e blu, con decorazioni floreali, paesaggi e animali della mitologia cinese.

Dinastia Qing (1644-1911): l’apogeo della porcellana cinese

Durante la dinastia Qing (1644-1911), la porcellana ha avuto il suo più grande sviluppo, conferendo a Jingdezhen, città a sud Cina, il titolo di Capitale della Porcellana.

Conclusione: l’eredità della porcellana cinese nell’arte e nella cultura mondiale

La porcellana cinese rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell’arte e della ceramica. Attraverso i secoli, i maestri ceramisti cinesi hanno sviluppato tecniche innovative e stili raffinati, creando oggetti di straordinaria bellezza e valore. L’influenza della porcellana cinese si è estesa ben oltre i confini della Cina, influenzando la produzione ceramica in tutto il mondo e contribuendo a definire il gusto estetico di intere epoche.

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