Quadri espressionisti: 3 da conoscere

Quadri espressionisti

L’Espressionismo è stato un movimento artistico europeo diffusosi nel primo ventennio del Novecento. È nato come arte di opposizione, antinaturalista, antipositivista e anti-impressionista. Si è sviluppato in diverse correnti: in Germania i principi espressionisti trovarono realizzazione nel movimento Die Brücke (formato da artisti come Nolde, Kirchner e Heckel); in Francia, il fenomeno espressionista è invece inscrivibile intorno al gruppo dei fauves, guidato soprattutto da Henri Matisse. I quadri espressionisti sono caratterizzati dall’uso di colori molto violenti, ad alto contrasto, immagini deformate e una marcata polemica sociale, messa in evidenza grazie alla rappresentazione di sentimenti di angoscia e aggressività. In definitiva, l’artista espressionista intendeva parlare di sé, della propria rabbia, del proprio tormento, della propria esasperazione e del proprio disagio.
In Germania, il Die Brücke sorse nel 1905, anche se l’incontro dei fondatori risaliva al 1902. Uno dei capisaldi della poetica della Brücke fu il rifiuto di ogni legge artistica e disciplina pittorica: il pittore espressionista rispettava e dipingeva solo e unicamente il proprio stato interiore. Spiccano, nei quadri espressionisti tedeschi, soggetti come: i nudi, i paesaggi, i gruppi di figure e le nature morte. In Francia, come l’Espressionismo tedesco, il Fauvisme francese mirava a produrre un’arte totalmente soggettiva volta a interpretare la vita piuttosto che riprodurla. Tuttavia, i quadri espressionisti francesi, rispetto a quelli tedeschi, mostrano un motivo politico meno esplicito e una minore carica satirica. Per approfondire il contesto storico e artistico, è utile consultare la voce dedicata all’Espressionismo sull’Enciclopedia Treccani.

Quali sono le caratteristiche dei quadri espressionisti?

Elemento chiave Descrizione
Uso del colore Violento, innaturale e ad alto contrasto
Forme Deformate, spigolose e non realistiche
Tematiche Angoscia, disagio interiore, critica sociale
Obiettivo Esprimere la soggettività dell’artista

Fatta questa premessa, non ci resta che elencarvi 3 quadri espressionisti da conoscere.

Marzella di Kirchner

Quadro espressionista: Marzella di Kirchner
Dipinto nel 1908, Marzella è uno dei ritratti di Kirchner più emblematici e scandalosi. Rappresenta una ragazza (chiamata Marzella, appunto) completamente nuda, seduta con le gambe accavallate e le braccia incrociate. Alcuni segnali ci fanno capire che il soggetto in questione non può che avere poco più di 12-13 anni. In evidenza si nota un fiocco bianco, simbolo di innocenza, in contrasto con il trucco pesante e la sua posizione da donna adulta. Analizzando il quadro e osservando l’espressione della figura, è chiaro che Marzella rappresenti una malinconica adolescente destinata alla prostituzione. Dai suoi occhi si percepisce una sensazione di disagio e tristezza, sebbene paia accettare la sua condizione e provocare lo spettatore con uno sguardo malizioso.

L’abbraccio di Schiele

Quadro espressionista: L'abbraccio di Schiele

In Austria, rilevanti sono i quadri espressionisti di Egon Schiele, il più attivo rappresentante del movimento espressionista austriaco. Le sue opere trattano il tema della morte, del senso di colpa e della sessualità. Schiele, con immagini grottesche e dolorose, rappresentò nei suoi quadri la cruda realtà umana: uno dei suoi quadri più famosi è L’abbraccio (conosciuto anche con il titolo Gli amanti), dipinto nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale. Questo dipinto espressionista rappresenta dall’alto i corpi di due amanti uniti da un abbraccio quasi disperato che trasmette al tempo stesso passione e sofferenza: è come se, allacciando i loro corpi, i due volessero unire le loro anime e cercare protezione e sostegno reciproco (la posa della donna sembra quasi, infatti, consolare l’uomo). Interessante notare come, la vicinanza dei due volti ricordi quella dei protagonisti del quadro Il bacio di Gustav Klimt.

La danza di Matisse

Quadro espressionista: la danza di Matisse
Tra i quadri espressionisti francesi spicca La danza di Matisse, capolavoro del 1909 che esprime in maniera esemplare il suo stile e la sua poetica. Il dipinto rappresenta cinque figure nude quasi asessuate che, mano nella mano, ballano in cerchio con movimenti ampi e armoniosi su una verde collina di notte. Una delle sensazioni trasmesse da quest’opera è un apparente senso di innocenza, alludendo alla vita infantile, priva di tristezza e ricca di gioia. In definitiva, La danza sembra diventare espressione di un ideale di armonia e felicità.

Fonte immagini 1-2: Wikipedia

Fonte immagine 3: Depositphoto

Articolo aggiornato il: 07/12/2025

Altri articoli da non perdere
A Napoli nasce Parthenope Experience: un viaggio immersivo nella leggenda
Parthenope Experience

Un'esperienza unica al mondo sta per prendere vita nel cuore antico di Napoli. Venerdì 22 novembre alle ore 11:30, presso Scopri di più

Binario 21, cos’è e come visitarlo
Binario 21, cos'è e come visitarlo

Il 27 gennaio 2013, al di sotto dei binari della Stazione Centrale di Milano, è stato inaugurato il Memoriale della Scopri di più

Oreadi: chi sono le ninfe dei monti e il mito di Eco
Oreadi, le ninfe dei monti

Le Oreadi, nella mitologia classica, sono le ninfe che personificano le montagne, le valli e le gole. Il loro nome Scopri di più

Edinburgh Fringe Festival: il festival d’arte più grande al mondo
immagine articolo Edinburgh Fringe Festival

L'Edinburgh Fringe Festival, ovvero il festival d'arte più grande al mondo, si tiene ogni anno nel mese di agosto nella Scopri di più

Weekend a Napoli: come organizzare un viaggio da sogno

Organizzare un weekend a Napoli significa prepararsi a vivere un’esperienza intensa, piena di storia, sapori autentici e scorci mozzafiato. Ma Scopri di più

Lusso e relax in Alto Adige in un hotel sulle Dolomiti
Lusso e relax in Alto Adige in un hotel sulle Dolomiti

Dopo mesi e mesi di duro lavoro arriva per chiunque il momento di staccare la spina e concedersi un po’ Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Noemi Cozzi

Vedi tutti gli articoli di Noemi Cozzi

Commenta