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Eroica Fenice

Cosa vedere a Cracovia

Cosa vedere a Cracovia, gioiello polacco

Piccola guida su cosa vedere a Cracovia.

«Cosa fai quest’estate? »

«Vado a Cracovia

«A Cracovia???»

Questa è più o meno la reazione degli amici ai quali ho comunicato una delle mie ultime mete estive rinunciando al mare, scelta a dir poco scioccante per la maggior parte delle persone che conosco.

Ebbene si, Cracovia! Una città poco pubblicizzata, economica e bellissima. Ci sono andata sia perché, per storie bizzarre della vita, lì vive mio fratello, sia perché, da spirito viaggiatore quale sono, mi attirava molto l’idea di visitare la Polonia, paese nel quale non ero mai stata.

Dall’Italia ci si arriva abbastanza comodamente con la Ryan air da Roma o da Bologna.Tre/quattro giorni sono sufficienti per visitare la città.

Cracovia, conosciuta soprattutto per aver dato i natali  al santo papa Wojtila, è un vero e proprio gioiellino. Per la seconda volta, dopo aver scoperto la meravigliosa Budapest, l’Europa dell’est conferma la sua bellezza, la sua storia ricca e complessa e una vitalità e creatività senza pari.

Cosa vedere a Cracovia? Accenni di storia

Cracovia fu costruita nel VIII secolo, ma l’assetto del centro storico, con la piazza del Mercato (Rynek) e il castello è rimasto inalterato dal XIII secolo, periodo nel quale la città si ampliò fino a raggiungere nel XIV secolo il suo massimo splendore grazie alla fondazione dell’Università Jagellonica nella quale studiò anche Copernico.

Il centro storico di Cracovia, sotto tutela dell’UNESCO dal 1987, conserva la piazza medievale più grande e meglio conservata d’Europa e ciò rappresenta una vera rarità considerando che quasi l’intera Polonia fu rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale quando, a partire dal settembre 1939, il paese fu praticamente accerchiato a sud dai nazisti e a nord dai sovietici. I nazisti ebbero però un trattamento “di riguardo” verso quella città: non toccarono le sue bellezze artistiche e architettoniche, trasformando la città in una roccaforte nazista. Nella piazza, nella quale l’antico mercato coperto è stato trasformato in un insieme di piccolissime boutique un po’ troppo turistiche, sorge la chiesa di Santa Maria in stile gotico che ha come particolarità due torri totalmente differenti. Se vi trovate a passeggiare per Rynek vi capiterà di ascoltare una melodia suonata da un trombettiere dalla torre più alta della chiesa. Si tratta dello Hejnal, “chiamata a raccolta”, un suono che ricorda un episodio tragico della storia della città: in una notte del 1241 una sentinella suonò la tromba per avvisare i cittadini dell’imminente arrivo dei Tartari, ma il segnale fu spezzato a causa di una freccia che trafisse la guardia. Da allora, ad ogni ora ed in tutti i giorni dell’anno, l’episodio viene ricordato con un suono di tromba interrotto nel mezzo e viene ritrasmesso ogni giorno alle 12 dalla radio nazionale polacca. Tutto il quartiere centrale di Cracovia (Stare Miasto), che si articola in una serie di stradine che portano tutte sull’enorme piazza, è circondato da un parco chiamato Planty che ricalca le mura della città.

Percorrendo la strada Reale si arriva al Castello, costruito sulla collina di Wawel che venne utilizzato come residenza reale dal 1038 fino al 1586 e attualmente comprende un agglomerato di musei come il tesoro della Corona, le armerie e la cattedrale. Dal castello è possibile ammirare la città dall’alto e affacciarsi sul fiume Vistola sulla cui sponda vi è una statua di bronzo, rappresentante un un drago in ricordo di un’antica leggenda. Tra gli innumerevoli musei del Castello c’è solo una cosa che non potete assolutamente perdervi:  “La dama con l’Ermellino” del nostro Leonardo da Vinci, capolavoro che, comprato da un principe polacco, dopo una serie di peripezie, è approdato nel museo Czartoryski.

Nei pressi del castello troverete un ristorante molto carino, Miod Malina, dove poter assaggiare piatti tipici e bere ottima birra. Assaggiate i pierogi, specialità polacca: si tratta di una sorta di ravioli con ripieni di vario tipo, saltati in padella con pancetta e burro oppure fritti.

Usciti dall’idillio del centro storico estremamente curato e, oserei dire quasi troppo perfetto, vi consiglio di spostarvi in un quartiere che forse rappresenta la vera Cracovia: sto parlando di Kasimerz, la zona ebraica che si presenta come un coacervo di vita pulsante con i giovani che la frequentano,  i mercati e i locali. Vi troverete così a perdervi nelle stradine ricche di negozi creativi, a mangiare qualcosa al mercato, a visitare il museo della cultura ebraica nella sinagoga di Stara. L’atmosfera che si respira in questo quartiere non è più “magica” come nel centro storico, ma estremamente vivace e giovane.

Se a Kasimierz  è ancora evidente la presenza della comunità ebraica, si può ben comprendere cosa accadde con l’occupazione nazista della città… Gli ebrei furono “trasferiti”  nel ghetto che sorgeva nel quartiere di Podgorze, a sud della città: alla fine del 1941 in quel disumano “quartiere”, circondato da un fitto filo spinato, furono rinchiuse 18.000 persone che poco dopo cominciarono ad essere deportate nel campo di concentramento di Auschwitz, che si trova a circa 60 km dalla città. Nella piazza in cui venne costruito il ghetto oggi sorge un monumento commemorativo realizzato dagli architetti Lewicki e Latak, che consiste in 70 sedie sparse per la piazza a rappresentare i mobili e gli oggetti che dovettero essere abbandonati dai deportati. Nell’atmosfera di desolante degrado umano rappresentato dall’olocausto ci furono però anche  casi di umanità e coraggio come quello del signor Oskar Schindler. La fabbrica di pentolame smaltato nella quale l’imprenditore tedesco cercò di salvare più di 1000 ebrei che ha ispirato anche uno dei film più commuoventi della storia del cinema (Schindler’s list), si trova poco lontano dalla zona del ghetto. Nella fabbrica è stato istituito nel 2010 un museo della memoria che ripercorre le tappe dell’occupazione nazista della città di estremo interesse per comprendere non solo il dramma degli ebrei, ma anche la difficoltà di un popolo, quello polacco, che durante la seconda guerra mondiale fu “schiacciato” prima dai nazisti e poi dai sovietici. Anche la zona in cui sorge la fabbrica-museo è completamente differente dal centro storico: è forse in questo quartiere che è maggiormente evidente l’architettura squadrata, sobria e grigia tipica del periodo sovietico.

 

Cracovia risulta una città complessa e variegata nella quale convivono anime differenti. Una città da visitare che certamente vi lascerà sopresi!

P.S. – Piccole notazioni utili per il viaggio:

-La moneta polacca è lo Zloty. 4 Zloty corrispondono a circa 1 euro:  il cambio è ovviamente favorevole per noi considerando che una birra costa dai 5 ai 7 Zloty e il biglietto del tram – che è efficientissimo- costa meno di 3 Zloty.

-Il polacco è una lingua difficilissima, ma quasi tutti conoscono bene l’inglese.

Ora che sai cosa vedere a Cracovia, non ti resta che partire!