La storia della Formula 1 è abbastanza recente, infatti la prima gara la ritroviamo alla fine dell’800, ma in poco tempo questo sport ha guadagnato l’attenzione di tutto il mondo ed ancora oggi è acclamato ovunque e da tutte le fasce d’età.
Le origini della Formula 1: dalla Francia alla fine dell’800
La storia della Formula 1 ha origine in Francia, siamo verso la fine degli anni ’80 dell’Ottocento quando venne avanzata la proposta di organizzare una gara ad alta velocità che portasse da Parigi a Versailles.
Il primo tentativo: la Parigi-Versailles e la nascita dell’ACF
Tale idea, tuttavia, non portò i risultati sperati poiché si registrò soltanto un singolo pilota. Qualche tempo più tardi, si decise di riproporre un’iniziativa simile alla precedente, l’unica differenza che vi fu era che venne promesso un premio in denaro: fu così che quella volta si raggiunsero una ventina di iscritti. Dal successo ricavato per questo evento si decise di creare un’associazione che potesse supportare questo sport novello: fu così che venne istituita l’ACF, ovvero Automobile Club de France. Questa si occupò, fino al 1900, di organizzare legalmente le corse, fin quando non ci fu un grave incidente che coinvolse otto persone.
L’evoluzione delle regole e la fondazione della FIA
Successivamente nella storia della Formula 1, si sentì la necessità di stilare delle regole da attuare durante le gare: queste riguardavano caratteristiche generali delle vetture, tra cui la velocità e il peso, e quelle dei percorsi, tra cui la lunghezza. Verso l’inizio del ‘900 fu fondata la FIA, ovvero la Federazione Internazionale dell’Automobile, che iniziò ad occuparsi della regolamentazione di quelle norme necessarie per condurre una gara più sicura possibile.
La nascita ufficiale della Formula 1 e i primi Gran Premi
Verso la metà degli anni ’40, finalmente venne inaugurata la Formula A, categoria che precedette la Formula 1 che oggi conosciamo. Il nome fa proprio riferimento alla serie di regole che vennero indette per questo sport, a cui tutti i piloti e le varie scuderie devono far testo.
Dalla Formula A al primo Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone
I Gran Premi nella storia della Formula 1 iniziarono già dal 1906, ma il primo ufficiale ci fu negli anni ’50 in Gran Bretagna, per la precisione sul circuito di Silverstone. Qualche anno più tardi, verso il 1958, si iniziò a far sviluppare anche altre scuderie.
L’Alfa Romeo e l’evoluzione delle scuderie
In quegli anni tra le più importanti troviamo l’Alfa Romeo. Durante i primi anni di questo Gran Premio si pensò però di eliminare questo sport per il gran numero di incidenti mortali che ne derivavano: a tal proposito la sicurezza in Formula 1 divenne una priorità e, per migliorare la situazione, la potenza delle vetture venne diminuita, fissando la cilindrata di 1500 cm³.
Anni ’70: Lotus 72, Lotus 79 e l’incidente di Niki Lauda
Durante gli anni ’70 ci furono due esempi automobilistici che segnarono la storia della Formula 1: parliamo della Lotus 72 e della Lotus 79. Queste due vetture ispirarono gli ingegneri per importare dei miglioramenti alle auto delle proprie scuderie.
Sicurezza in Formula 1: l’evoluzione dopo l’incidente di Lauda
Inoltre, il tema della sicurezza venne affrontato con rigore ancora una volta inserendo così nuove attrezzature: questo intervento riuscì successivamente a salvare la vita di Niki Lauda nell’incidente del 1976.
Anni ’90: l’avvento dell’elettronica e la Formula 1 moderna
Passiamo poi all’ultimo stadio: quello degli anni ’90. Questo periodo fu importante per la storia della Formula 1 perché si iniziarono ad introdurre nuovi sviluppi di tipo elettronico: per esempio, venne inserito nelle vetture il cambio semiautomatico.
Il cambio semiautomatico e l’impatto sulle scuderie
Questo incremento tecnologico rappresentò un grande cambiamento per i costruttori privati, a favore delle grandi case automobilistiche.
La Formula 1 oggi: uno sport in continua evoluzione
Il mondo della Formula 1 ancora oggi è in continuo cambiamento ed evoluzione, grandiosi piloti continuano a farci sognare ed appassionare a questo sport che, ci auguriamo, non morirà mai.
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