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Eroica Fenice

officina Maria Macri

Officina Teatro presenta “D’incontrar le stelle” di Maria Macri

Non solo ospite, stavolta, ma anche madre ed insegnante Officina Teatro. Ieri 29 Marzo, con un doppio spettacolo – alle 17.00 e alle 20 – è andato in scena “D’incontrar le stelle – Le teorie di un uomo che nessuno credeva” per la sezione Bignè – L’arte per essere piccoli. Officina Teatro in questa circostanza si è fatta scuola per i giovanissimi con questo spettacolo ideato da Maria Macri, per la regia del direttore artistico del teatro stesso Michele Pagano, con Doriana Costanzo e Peppe Zappia, tutto made Officina teatro.

“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.”
Bertolt Brecht

Galileo secondo Maria Macri

Una mela, qualche libro, due orecchie d’asino, un maestro – IL MAESTRO (!) – la sua allieva, le scoperte e le credenze…le stelle. Chiunque sia, anche solo per una volta, entrato ad Officina Teatro mai potrà credere che quel piccolo palcoscenico potesse contenere così tanto. Ebbene si, questo e tanto altro. Credere. Quanto è difficile. Oggi è difficile credere ad un Dio che sembra non essere mai passato da qui. Allora, ai tempi di Galileo Galilei, era difficile credere ad un uomo che, con irriverenza e fermezza, acutezza e ragione, mettesse in discussione quanto la Chiesa professava. Regole e dogmi per il quieto vivere, per non creare scossoni.
La storia dello scienziato toscano la conosciamo, l’abbiamo letta, studiata, ricordata. Quello che emerge da questa rappresentazione – leggera ma allo stesso tempo freccia che colpisce là dove vuole e deve – è la figura di un uomo a cui non interessava essere eroe, ma studioso e tenace. Le sue idee vengono messe in dubbio, condannate, bistrattate. Lui le rinnega. Le rinnega perché è un uomo, con tutta l’umanità che Peppe Zappia può. Le rinnega perché Galileo sapeva, da uomo di scienza e di verità, che la morte – la sua morte – nulla avrebbe potuto contro l’ignoranza e il potere. Lo studio, gli scritti, LA RAGIONE, oh!, quella si che avrebbe scavalcato le mura dell’indifferenza e della menzogna. Quanto gli dobbiamo. E quanti ringraziamenti andrebbero a Maria Macri e alle braccia che sorreggono Officina Teatro per il lavoro che ogni giorno fanno, anche per i più piccoli, credendo in un progetto di qualità.

Roberta Magliocca