Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Breviario del Caos

Breviario del Caos, Caraco alla Galleria Toledo

Breviario del Caos non è uno spettacolo facile da raccontare. Probabilmente, la stessa definizione di “spettacolo” gli va stretta. Ciò a cui si assiste è la messa in scena di un pensiero, la rappresentazione oleografica dell’omonima opera di   Albert Caraco, la cui cinica prosa ha ispirato l’estro di Enzo Marangelo. Breviario del Caos è, piuttosto, un percorso metafisico itinerante. Itinerante, poiché, fin dalle battute iniziali, non c’è un attimo di tregua per gli spettatori. All’ingresso non ci sono sedie comode ad attenderli e nel teatro vero e proprio non entreranno mai. Il tutto si svolge, infatti, dietro le quinte in un ambiente buio circondato da schermi.  

Benvenuti nell’obitorio metafisico!

Quattro corpi nudi distesi sulle lastre trasparenti di una impalcatura. Immobili, freddi, gelidi. Morti, da come si evince dal cartellino che spunta dal loro alluce. Morti, come il manichino posto poco più in basso e che non fa alcuna fatica a confondersi con l’umanità che lo sovrasta. Questa è la prima immagine che il pubblico vede. Pubblico che subito circonda curioso la struttura in attesa che qualcosa accada. E qualcosa accadrà presto. 

Passano pochi attimi e le attrici della compagnia Hypokritès Teatro Studio prendono vita in contemporanea con i proiettori. Lamenti. Disordine sonoro contro ordine e controllo. Immagini di cellule in vitro. La vita, la sua essenza biologica mostrata all’occhio di un microscopio si contrappone alla non vita che la società impone. La non vita che il progresso ha determinato, è questo il centro nodale dell’opera del filosofo turco. Dal 1914, raggiunto il picco del progresso, si è tornati nel Medioevo, ad una prigionia della specie umana che brancola nel buio inseguendo idoli, edificando città mentre i piedi sprofondano nell’abisso e farfugliando preghiere per divinità che diano senso alle loro inutili esistenze.

Breviario del Caos e il necessario risveglio

“Il mondo che abitiamo è l’Inferno temperato dal nulla, dove l’uomo, che rifiuta di conoscere sé stesso, preferisce immolarsi.”

Lo spettacolo, improntato sui movimenti, i versi e le espressioni del viso delle attrici, è diviso in 11 tableau vivant nei quali le parole di Caraco suonano ed echeggiano in maniera ossessiva, in una litania atta a rompere il muro delle coscienze dello spettatore che vive in apnea ogni momento. Atta ad essere un monito forte anche perché cioè che è successo dopo il 1914 nell’idea dello scrittore è arrivato, forse, al suo ultimo stadio. Breviario del Caos non è uno spettacolo facile da raccontare, ed è proprio per questo che merita di essere visto ma, soprattutto, vissuto in quel misto di sgomento e assuefazione che la sua scioccante e nichilistica bellezza riesce a sussurrare prepotentemente.   

Jundra Elce
———————————————————————————————-

HYPOKRITÈS Teatro Studio
BREVIARIO DEL CAOS
installazione performativa ispirata a Breviario del caos di Albert Caraco
Idea e regia di Enzo Marangelo
VIETATO AI MINORI 
La performance dura 45 min. ed è riservata a 50 persone al massimo. 

orario spettacoli
ore 19.00 / ore 21.00

Con Viviane Cammarota, Martina Coppeto, Piera De Piano, Fabiana Parmigiano, Roberta Vitale e Renato Siniscalchi.
Selezione testi: Piera De Piano, Enzo Marangelo e Renato Siniscalchi
Idea scenografica: Michele Paolillo
Progettazione scene: Soccorso D’Argenio
Realizzazione scenografie: Omfas Costruzioni Inox
Ricerca musiche ed immagini, disegno luci: Enzo Marangelo
Videoproiezioni e regia video: Alfonso Iannone e Raffaella De Maio
Datori luci e musiche: Raffaella De Maio e Michele Maffei
Direzione tecnica: Felice Carbone di Spectra Service