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Eroica Fenice

Due al Diana: Bova e Francini in scena evi

Due al Diana: Raoul Bova e Chiara Francini in scena

Raoul Bova e Chiara Francini tornano in scena a Napoli, sul palcoscenico del Teatro Diana, con lo spettacolo Duescritto da Luca Miniero e Astutillo Smeriglia. Diretto dallo stesso Miniero, già regista della pellicola campione di incassi Benvenuti al Sud e per la prima volta autore e regista di un testo teatrale, lo spettacolo sarà in scena a Napoli fino al 30 aprile.

Due al Diana: realtà allo specchio con il duo Bova – Chiara Francini

Miniero mette in scena un duo insolito composto da un’interprete come Chiara Francini, che si sta imponendo con forza sul panorama teatrale e cinematografico italiano come una delle attrici più poliedriche e convincenti nel suo genere, e Raoul Bova, di impronta più marcatamente cinematografica-televisiva, che torna a teatro dopo 20 anni dal suo ultimo lavoro. Ed è proprio questo bilanciamento a rendere questo lavoro singolare ed apprezzato al tempo stesso. Entrambi i protagonisti mettono sulla scena i dubbi di una coppia che non ha solo deciso di convivere, ma di sposarsi. Ecco che Paola, così stralunata ma maledettamente simpatica e sprizzante d’ ironia in ogni dove, si trova a fare i conti con Marco, uomo di origine calabrese con valori che oscillano tra il pragmatismo dell’uomo meridionale e la sua visione filosofico-epicurea della vita. Ecco che la coppia si trova alle prese con i problemi del presente, ma si mostra anche desiderosa di scoprire come evolverà il loro rapporto di qui a vent’anni. Saranno solo delle apparizioni fugaci, attraverso cartonati che riempiono il palcoscenico, come fantasmi onnipresenti all’interno della propria camera da letto, a rivelare ai due quello che il partner era e sarà tra vent’anni. Realtà allo specchio ripercorrono tutti i dubbi che qualsiasi coppia che si trovi a convivere, o ancor di più a sposarsi, si pone inesorabilmente quale quesito a cui solo il tempo potrà rispondere.

“Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia. Sapere oggi come sarà Marco tra 20 anni, questa la sua pretesa. O forse la sua illusione”.

Lo stile drammaturgico asciutto e scorrevole esalta le caratterizzazioni attoriali della Francini e di Bova, regalando momenti di grande comicità e di ironia attraverso una visione dell’amore che passa istantaneamente dal leggero al profondo, dalla comicità alla poesia. Vengono poste in rilievo, quindi,  interpretazioni convincenti e credibili, con una forte impronta cinematografica, soprattutto nel recitato di Bova, che risulta diretta e proiettabile nella vita quotidiana, bilanciandosi perfettamente con l’istrionica Francini i cui tempi comici, variazioni di tono e presenza scenica dimostrano, sin dai primi minuti, la prova attoriale a cui sta dando sfoggio.
Un testo, quindi, che narra di amore, non quel tipo di amore idilliaco o trascendentale, ma quel rapporto di coppia quotidiano che si instaura giorno per giorno tra due persone che si amano. Ecco che allora, quando durante lo spettacolo compare la figura di Epicuro, portatore di valori come l’apatia e l’atarassia, viene ironicamente stravolto il suo pensiero filosofico, contestualizzandolo e immergendolo nel quotidiano della nostra società e delle nostre vite. Epicuro ci fa quindi capire che la perfezione nell’animo umano non esiste, che è inutile basare la propria vita su ideali astratti e talvolta irraggiungibili: dove c’è amore, alle volte, è lì che risiede il senso del Tutto.