Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Felice Panico

Certe Notti con Luciano e Felice Panico al Teatro Gloria di Pomigliano

Io, Ligabue e altre storie

“Certe Notti con Luciano – Io, Ligabue e altre storie” torna in scena. Continua la tournée di Felice Panico, dopo il fortunato debutto a Napoli. Autore e attore teatrale, vanta all’attivo importanti collaborazioni, tra cui qulle con Marco Baliani, Roberto Andò, Giuseppe Bertolucci, Rocco Papaleo. Lo spettacolo è approdato in un luogo simbolo per il regista, Pomigliano d’Arco, sua città natale. Città che ha dato inizio a una carriera ormai quasi ventennale.

Quello che un tempo era un ragazzo alle prese con i primi amori liceali ora è un affermato regista teatrale. Se c’è un elemento che ha accomunato questi venti anni è però la musica di Luciano Ligabue. Autori di testi e melodie dove è possibile specchiarsi, trovando le parole giuste che altrimenti mancherebbero.

Così le canzoni di Ligabue diventano il pretesto sul quale si poggia l’intero spettacolo. “Certe notti con Luciano” è un’opera di teatro canzone, forma cara a Felice Panico. Nessun attacco alla borghesia e alla società tipiche dei riferimenti gaberiani. “Certe Notti con Luciano” è la storia di un ragazzo di provincia che ha realizzato i propri sogni. Passando per l’università a Roma, le estati pugliesi nei villaggi turistici, le prime esperienze teatrali in giro per l’Italia. Per gli amori e i dolori che fanno parte della vita di ogni uomo. Passando per il Liga.

Certe notti con Luciano

Sulla scena Felice Panico è accompagnato da Ernesto D’Arienzo (percussioni), Umberto Esposito (tastiere), Giovanni Nocerino (basso), Davide Tammaro (chitarra). Assoli e intermezzi acustici che ripercorrono i sogni di rock’n’roll, quelle certe notti, da farci l’amore fin quando fa male fin quando ce n’è. Di quella notte sul Lungotevere. Oppure di quella magica estate del 2006, con l’Italia ‘pallonara’ sul tetto del mondo.

La musica ci riporta indietro indietro al 1995. L’anno di Buon compleanno Elvis. “Vivo o Morto X”, “I ragazzi sono in giro”, “Hai un momento Dio?”. Ma soprattutto Certe Notti. Il disco segna l’ingresso prepotente di Ligabue nel pantheon della musica italiana. Lui, all’epoca, era un indie dai capelli lunghi fino alle spalle e con gli stivali da cowboy. Che con le sue canzoni arriva a un ragazzo di provincia, dagli occhiali ‘modello Prima Repubblica’ e dai mocassini Lumberjacks. Voglioso di esperienze, di passioni, di amori, di qualcosa in cui credere. Convincendolo ad abbandonare il violino in favore della chitarra.

Comincia così una storia lunga vent’anni. Arrivata fino ai giorni nostri, e che deve ancora terminare. Perché, come canta Ligabue, il meglio deve ancora venire. Tanti sono i riferimenti personali della messinscena. Ridurre però “Certe Notti con Luciano” a una semplice opera autobiografica sarebbe riduttivo. Oltre che narcisistico da parte di chi ha ideato lo spettacolo.

Tra palco e realtà con Felice Panico

“Certe Notti con Luciano” è uno specchio dove poter immergerci. Perché siamo esseri mutevoli, continuamente soggetti alle sfide cui ci pone la vita. Ma c’è sempre quel minimo denominatore che ci accompagnerà per sempre e che aiuta a ricordare cosa eravamo e cosa siamo. Un compito che viene svolto egregiamente dalle canzoni. Dove riversiamo i nostri ricordi, le nostre emozioni e le nostre passioni.

Tecnicamente lo spettacolo presenta una messinscena estremamente semplice. Felice Panico è nei fatti l’unico attore presente sul palco. Pochi sono le interazioni con i musicisti, in spassosi esperimenti di metateatro. I suoi racconti agrodolci, personali e non, divertono e commuovono. Come quando sulle note di “Buonanotte all’Italia” riflette sul Bel paese. La nostra patria, che così spesso ci fa arrabbiare e che così in fretta si fa perdonare.

Sullo sfondo agiscono i musicisti. Ernesto D’Arienzo, Umberto Esposito, Giovanni Nocerino, Davide Tammaro sono l’asse portante di uno spettacolo che si basa interamente sulla musica. La discografia di Ligabue rivive nello spettacolo e descrive  e definisce i diversi momenti narrati. Luciano, così come viene chiamato affettuosamente durante lo spettacolo, quasi a voler sottolineare un rapporto confidenziale e personale, rivive nei suoi pezzi più famosi.

Una vita da mediano

“Eri bellissima”, “Tutti vogliono viaggiare in prima”, “Balliamo sul mondo”, “Una vita da mediano”, “Ho perso le parole”. Una canzone per ogni momento, per ogni fase della vita. Nota di merito per lo spazio scenico e i costumi: poche scelte, semplici ma funzionali. Con l’aiuto delle canzoni di Ligabue si comprende così quando si è passati da una fase all’altro dello spettacolo. Onde evitare qualsiasi confusione di tipo spazio temporale.

L’arte di Felice Panico trascina per un’ora e mezza tra racconti di serate romane e non dal sapore sempre agrodolce. Perché nonostante le difficoltà che possono incontrarsi, rimane sempre quell’auto parcheggiata da qualche parte, con cui andare a tutta velocità nel cuore della notte. Verso nuovi orizzonti, nuove passioni e sogni da inseguire.

Siam quelli là siam quelli là siam quelli là/Quelli tra palco e realtà.