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Eroica Fenice

La Morte Rinata, intervista a Diego Maht

La Morte Rinata, intervista a Diego Maht

Sabato 6 e domenica 7 maggio, andrà in scena allo ZTN (Zona Teatro Naviganti) lo spettacolo La Morte Rinata, prima regia del giovanissimo Gennaro Esposito, in arte Diego Maht. Abbiamo scambiato due chiacchiere con lui.

La domanda più difficile: chi è Diego Maht?

Bella domanda.
Diego Maht, a conti fatti, nemmeno esiste, quindi potrebbe essere chiunque. Dallo studente senza soldi ma pieno di talento o al vecchio navigatore, giunto, dopo tanti viaggi, ad assolute certezze e pronto a condividerle col mondo intero. Per ora, possiamo dire che è un giovane autore e regista che cerca di barcamenarsi in un realtà esistente da molto prima di lui e che, con tutta probabilità, resterà molto dopo.

Come nasce la tua passione per il teatro?

Ho sempre profondamente mal sopportato l’istituzione scolastica. Tra elementari e medie, ho collezionato tantissime assenze, troppe, e in quelle lunghe mattinate in solitaria passavo le ore davanti alla TV. Nella metà degli anni ’90, le reti private mandavano a ripetizione ogni tipo di opera o film di successo, soprattutto quelli partenopei. Sono letteralmente cresciuto con i classici di Eduardo De Filippo, con la mimica di Totò, con l’ironia della Smorfia di Decaro, Troisi e Arena e con l’estro di alcuni dei più grandi interpreti del novecento. Questo mi ha portato a scrutare quel mondo più in profondità e così ho “incontrato” Shakespeare, Beckett, Ibsen, Sofocle, Eschilo ecc ecc.
Per anni, ho abbandonato il teatro e la sua realtà quasi del tutto, concentrandomi su altre forme artistiche. Poi, una sera, in tarda adolescenza, decisi di andare a vedere uno spettacolo con alcuni amici e si può tranquillamente dire che da quella sera non sono mai più tornato a casa.

Parlaci de “La Morte Rinata”

Molti descrivono le opere come “necessità”,  “La Morte Rinata” non si assume questo gravoso compito, né si prende tale responsabilità. È una possibilità, un ulteriore sguardo su ciò che la morte è per tutti noi, soprattutto in questa epoca moderna in cui i media ci bombardano di morti ammazzati a tal punto da renderci insensibili, e su come, nonostante l’avvento di molti filosofi e pensatori su di essa dai tempi greci, la maggior parte degli uomini sia ben lontana da una sua accettazione o da una degna convivenza con essa.

Questa è la tua prima regia. Quali difficoltà hai incontrato nell’organizzazione di questo spettacolo?

L’età è stato un ostacolo pesante, soprattutto all’inizio. In questo paese, si parla di “giovane autore” o “giovane regista” quando il tale ha compiuto più di quarant’anni al momento della lavorazione.
Io, che secondo questa mentalità sono or ora uscito dall’utero materno, sono guardato con assoluto sospetto.
Ma devo dire di aver avuto la fortuna di incontrare attori a dir poco fantastici, che hanno reso questo viaggio molto più facile e piacevole di quanto immaginassi.

Molti dicono che il teatro è ormai morto: un tuo parere a riguardo. 

Non posso esserne certo, non c’ero personalmente, ma credo in tutta sincerità che si sia cominciata a diffondere tale drammatica notizia sul teatro nel V secolo, al termine di una qualsiasi opera del teatro greco antico.
Lo si dà ogni tanto per morto, questo teatro, ed esso, ogni santissima volta, agguanta altro tempo e fiato per continuare a ritardare la sua fine, continuando a sfornare opere interessanti, ottimi autori, fantastici interpreti e tanta roba assolutamente evitabile.
Più che il teatro in sé, attualmente, credo sia in uno stato di profondo coma il rapporto che esso ha col pubblico. Lo si sottovaluta continuamente, questo pubblico, cercando di farlo contento, di propinargli cose di suo gradimento, che lo soddisfino e lo riportino a tornare ancora per spendere e spandere.
Questa non è fare arte, ma impresa.
Finché ci sarà qualcuno pronto a prendersi l’onere e l’onore di fregarsene del pubblico, del suo eventuale compiacimento e si preoccuperà soltanto di dare sinceramente tutto ciò che ha ad esso, il teatro non morirà mai.


La Morte Rinata
Scritto e diretto da
Diego Maht
Con (in ordine alfabetico)
Darioush Forooghi
Federica Flibotto
Eliana Manvati
Raul Quagliata
Assistente alla regia – Benedetta De Biase
Disegno Luci – Marco Rosolino
Costumista – Alessia Esha

6 maggio (21.00)  – 7 maggio (18 e 30), ZTN (Vico Bagnara, 3, 80135 Napoli)

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