Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La smorfia come scienza esatta. “Il Sogno” di Massimo Petrucci e Marcello Cozzolino alla ZTN

La smorfia come scienza esatta e i sogni come premonitori della realtà.

Questi i perni centrali su cui ruota la commedia “Il sogno” di Massimo Petrucci e Marcello Cozzolino, portata in scena alla ZTN.

Come spesso accade sono le produzioni più piccole, quelli dei teatri che pochi conosco, ad essere le migliori soluzioni per l’intrattenimento. In questo caso, nello specifico, una sana fonte di risate a crepapelle infarcita, qua e là, di riflessioni sul valore che il gioco del lotto e la smorfia assumono nella vita e nelle speranze sempre vive dei napoletani.

Il tutto si svolge in un bar, gestito da una giovane donna (Grace Lecce), aiutata da un simpatico barista, Peppino (Alessio De Sivo), e una paziente aiutante rumena (Emanuela Futia), attorno ad un tavolo dove il dottor Piero (Marcello Cozzolino) racconta l’incubo che la sera prima tanto lo aveva sconvolto. Il medico aveva sognato, infatti, che l’amico Luigi (Amedeo Ambrosino) perdeva la vita a causa di un forte mal di gola,dopo aver bevuto un caffè. Il barista, appassionato ed “esperto” di smorfia e di numeri che lui definisce, orgoglioso, una “scienza esatta”, si interessa subito al sogno poiché, a detta sua, “fonte certa di numeri vincenti”. Le vicende prendono uno sviluppo imprevedibile quando sulla scena entra Don Luigi, personaggio profondamente ipocondriaco e scaramantico indebolito da un forte mal di gola. A questo punto la commedia decolla e sul gioco delle incomprensioni , fonte di una esilarante comicità lessicale, si procede fino alla fine. Il punto forte della rappresentazione sono i dialoghi brillanti in cui la verve comica del trio funziona a tal punto che nessuno in sala riesce a trattenere le risate.

La pièce termina, abbassato il sipario sulla commedia, con un monologo di Marcello Cozzolino, che mostra, precedendo un triste quanto breve dialogo di una coppia distrutta dal gioco d’azzardo, il suo lato meno goliardico e serio.

In conclusione, non si può che consigliare la visione de “Il sogno”  sperando che i sogni di questa talentuosa compagnia vengano realizzati.

Marcello Affuso