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Eroica Fenice

Lacci di Starnone

Lacci di Starnone al Teatro Bellini

Si è parlato tanto di Domenico Starnone e del suo Lacci. Quanto ha a che fare con la celeberrima Elena Ferrante? In molti hanno parlato, infatti, della sua vicinanza con I giorni dell’abbandono proprio della Ferrante, utilizzando questa vicinanza come prova del suo essere Anita Raja, moglie di Starnone, appunto. Secondo alcuni i due romanzi sarebbero la visione della stessa storia da due punti di vista. La fine di un matrimonio, i motivi di un marito che va via di casa lasciando moglie e figli, la reazione della donna e l’evoluzione dei rapporti tra i due. 

“Lo so che ti vergogni di dire: vedete, mi sono sposato l’11 ottobre del 1962, a ventidue anni, in una chiesa del quartiere Stella, e l’ho fatto solo per amore, non dovevo mettere riparo a niente…”

Lacci di Starnone. Nella prima pagina di Lacci (2014) è, infatti, la moglie, Vanda, a parlare e a dare voce alla sua sofferenza, che deriva dalla rottura con suo marito. 

Silvio Orlando al Bellini con Lacci di Starnone

Nella versione teatrale – al Teatro Bellini di Napoli dal 6 all’11 dicembre – è Silvio Orlando, insieme a Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Giacomo de Cataldo, a dare voce alla storia di Starnone, con la regia di Armando Pugliese. 

Orlando è Aldo, il marito fedifrago, fuggito da un matrimonio che sente come una prigione, un matrimonio contratto in giovane età, in un’epoca in cui la cosiddetta famiglia tradizionale iniziava ad essere messa in discussione. I figli sono un peso, la moglie è solo la ragioniera della casa, con i suoi quadernetti delle spese. L’unico interesse di Aldo sembra essere Lidia, una presenza che risuonerà nelle vite dei suoi familiari per il resto delle loro esistenze.

La messa in scena è molto fedele al romanzo di Starnone, con qualche differenza (il romanzo è, in buona parte, epistolare). Nella prima delle tre parti, in cui la lettura dell’epistolario indirizzato ad Aldo viene resa, ci sono entrambi i coniugi in scena, sia Vanda che si dispera che il marito indifferente alla sofferenza che sta creando. Scelte non molto originali che potrebbero non convincere chi ha letto il romanzo di Starnone, anche se nel complesso l’effetto sembra ben riuscito.