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Eroica Fenice

massimo andrei

Massimo Andrei racconta favole sottoterra

Chiedete ad un vecchio, ad una fanciulla, ad una madre, ad un uomo, ad un bambino se veramente questo munaciello esiste e scorrazza per le case, e vi faranno un brutto volto, come lo farebbero a chi offende la fede. Se volete sentirne delle storie, ne sentirete; se volete averne dei documenti autentici, ne avrete. Di tutto è capace il munaciello…

Matilde Serao, Leggende napoletane.

Acqua e tufo giallo, silenzio e oscurità. Ansie e speranze di chi si è rifugiato qui, nel ventre di Napoli, a più di venti metri sottoterra. Un museo nel sottosuolo, un contenitore di storie, di quello che è stato, che è, e che sarà. Ad accoglierci è Pascale (meravigliosamente interpretato dal carismatico Massimo Andrei), un cantastorie che vive di cunti, di fatti e personaggi, tanto reali quanto bizzarri. Un cantastorie che, sulle note di una fisarmonica, dà voce alla viscere della terra. Ricorda, racconta, sorride, fa sorridere, insegna.

Insegna quello che è stato, che è, e che sarà. In un groviglio di scale e di cunicoli, si lascia guidare da un munaciello (Massimo Bonsai), che, figlio deforme di un amore infelice, ha fatto di quel posto il suo rifugio, il suo scudo da quel mondo che lo associa alla buona e alla mala sorte, ‘o munaciello, a chi arricchisce e a chi appezzentisce“. Si lascia guidare e ci guida tra cunicoli e scale, tra fatti e fattarielli. Ciccio e l’uorco, asini che cacano oro a comando, bastoni e mazzate, principesse e principi, la vecchia Romina (Adelaide Oliano) e Catarina (Eduarda Iscaro), la figlia di Pascale, che, con voce ammaliante, accompagna suo padre in quello che è stato, che è, e che sarà. Un popolo di anime notturne e nottambule, un uomo che racconta di altri uomini, mentre loro stanno là, nel mondo, e noi stiamo qua, a ventuno metri sottoterra in un affascinante viaggio, a tratti onirico.

Favole sottoterra: originalissimo lavoro di Massimo Andrei

Un lavoro che, traendo spunto da Gianbattista Basile, Matilde Serao, Annibale Ruccello e da chi ha saputo raccontare con maestria Napoli, penetrando nell’anima di questa misteriosa e magmatica città, ha animato, giovedì 8 dicembre, il Museo del sottosuolo di Napoli, inquietando, divertendo, affascinando occhi e orecchie del pubblico, risucchiato in quell’incredibile vortice di quello che è stato, che è, e che sarà.

Per maggiori informazioni: www.tappetovolante.org