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Eroica Fenice

Come ne venimmo fuori: Sabina Guzzanti al Bellini

Il 27 e 28 novembre il Teatro Bellini di Napoli ospita Come ne venimmo fuori, il nuovo spettacolo di e con Sabina Guzzanti, che si è tenuta lontana dalle scene per ben 6 anni dalla precedente produzione. La regia è di Giorgio Gallione, mentre le musiche originali sono di Paolo Silvestri.

Il sottotitolo dello spettacolo, Proiezioni dal futuro, allude allo sguardo acuto e critico della Guzzanti, che interpreta una donna del futuro: uno sguardo su questi anni, a suo parere, d’insensatezza e follia.
Si tratta, infatti, di un monologo satirico, specchio della nostra società e dei nostri costumi; monologo che girerà l’Italia fino ad aprile 2016.

Sabina Guzzanti e le sue proiezioni dal futuro

Durante lo spettacolo al Bellini ci si trova proiettati in un futuro armonico, sereno: il capitalismo sembra esser morto, e con lui è finito finalmente quello che gli uomini e le donne del futuro conosceranno come il secolo della merda, il periodo che va dal 1990 al 2041, un secolo che non è neanche un secolo, ma che è sembrato lungo e interminabile quanto un secolo intero.
Si commemora, come ogni anno, la fine di questo secolo, un secolo di frustrazione, di miseria, di povertà di spirito.
Si torna a ricordare come ne venimmo fuori, come uomini e donne del passato siano riusciti a liberarsi dal delirio e dalla frenesia che li costringevano a controllare di continuo le notifiche su Facebook, a nutrirsi di trasmissioni televisive sciocche, a smettere di comunicare tra loro e di porsi domande.

Sabina Guzzanti veste i panni di SabnaQf2, una donna che vive nel futuro e che inaugura le celebrazioni del nuovo anno con un discorso del tutto nuovo e diverso dai precedenti.
Non si ha più voglia dei discorsi triti e ritriti circa le condizioni, che oggi sembrano barbare e disumane, nelle quali gli uomini e le donne del secolo della merda versavano, interessa piuttosto indagarne le cause storiche e politiche. La vera domanda forse non è “Come ne venimmo fuori?”, quanto, piuttosto, “Come ci siamo cascati?”.
Sulla base di personali ricerche e studi sul sistema economico post-capitalista o neoliberalista, Sabina Guzzanti mostra in questo monologo, ripercorrendo tutto il Novecento, i passaggi storico-politici nodali che hanno condotto la nostra società alla morte degli ideali, senza per questo rinunciare alla satira politica e sociale sull’attualità e senza dunque rinunciare alla risata, alla comicità come mezzo comunicativo, stimolando il ragionamento e mettendo il pubblico nella condizione di porsi domande.

Un monologo in cui satira e storia, risata e riflessione si mescolano in un quadro tragicomico che non lascia indifferenti.