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Eroica Fenice

Rebecca Furfaro

Potrebbe avere effetti indesiderati di Rebecca Furfaro e Raimonda Maraviglia al TrentaTram Festival

Quarto appuntamento con il TrentaTram, il primo festival teatrale del Tram (Teatro Ricerca Arte Musica) che porta in scena 11 spettacoli di compagnie under 30 dal 10 al 27 maggio 2018. Domenica 13 maggio è stata la volta di Potrebbe avere effetti indesiderati, una pièce teatrale scritta e diretta da due giovani donne, Rebecca Furfaro e Raimonda Maraviglia, che affronta una problematica umana, troppo umana: il rapporto con l’altro, alla luce dei molteplici io e delle svariate personalità che abitano ciascun individuo.

Tutto si svolge nella cornice di una scenografia minima, lo studio di una psicologa (Raimonda Maraviglia) dalla quale si reca la signorina F., una giovane donna piuttosto ‘confusa’ (Rebecca Furfaro). Solo una scrivania divide le due donne, apparentemente sole in quello studio, ma nell’ombra siedono altri quattro personaggi, piuttosto singolari e diversi tra loro.

Quella che inizia come una semplice seduta di analisi, si trasforma ben presto in un viaggio che porta all’esplorazione dei meandri più nascosti della mente della signorina F., un percorso al quale prendono parte le diverse personalità che abitano la donna, ma che, ad un’attenta analisi, sono parte integrante della psiche di ciascun essere umano.

Potrebbe avere effetti indesiderati di Rebecca Furfaro e Raimonda Maraviglia e l’uguaglianza teatro-vita

E se ciascuno di noi fosse abitato da molteplici personalità che la vita ci costringe a reprimere ogni volta che applichiamo etichette e definizioni a noi stessi, indefinibili per natura? Questo ed altri sono gli interrogativi che emergono da uno spettacolo che intende portare sulla scena, attraverso il teatro, la pluridimensionalità della mente dell’essere umano.

E per fare ciò, tutte le diverse componenti della personalità della signorina F. prendono vita sulla scena: dal rapporto ossessivo con la madre (personificato da Chiara Cucca), al masochismo nel rapporto con l’altro (Daniele Sannino), passando per il senso di inadeguatezza (Teresa Raiano) e l’effetto Truman show di vivere in un mondo di finzione (Gaetano Balzano).

In una realtà che sembra impedire all’individuo di assecondare ciascuna delle personalità che lo compongono, di essere tutto contemporaneamente, l’unica via d’uscita è il teatro, in cui tutte le anime che abitano il meraviglioso mondo della psiche possono assumere concretezza e vivere sulla scena.

Uno spettacolo che tocca tematiche di estremo interesse ed offre molti, talvolta troppi, spunti di riflessione, che lo spettatore si affanna a rincorrere, afferrando qua e là i fili di una trama intricata ed eterogenea, così come in modo intricato ed eterogeneo si intrecciano le svariate personalità che ogni giorno si incontrano e si scontrano nella psiche di ogni individuo.