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Eroica Fenice

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Ragazze sole con qualche esperienza: solitudini eccentriche al San Ferdinando

Al Teatro San Ferdinando un mix irresistibile di eccentricità e umorismo con Ragazze sole con qualche esperienza, in scena da mercoledì 20 dicembre. Storie di solitudini emarginate, in cui farsa e superstizione popolare si confondono con la realtà della Napoli degli anni ’80, quella dei Quartieri Spagnoli, tra le intercapedini di mura ancora segnate dal terremoto e l’incontenibile vita che esplode tra i vicoli affollati.

Storie di solitudini “eccentriche”

Da un testo teatrale del 1985 di Enzo Moscato, lo spettacolo, diretto dal regista Francesco Saponaro, ruota intorno a due coppie di personaggi ai limiti della società, dal cui incontro/scontro si sviluppa l’azione teatrale. Grand Hotel e Bolero Film, interpretate rispettivamente da Lara Sansone e Veronica Mazza, sono due femminielli napoletani con atteggiamenti e sogni di dive da copertina. Due ragazze sole con qualche esperienza, che, nella loro fatiscente casa dei Quartieri Spagnoli, attendono un appuntamento d’amore con Gennarino Scialò (Salvatore Striano) e Gennaro Cicala (Carmine Paternoster), un’altra coppia di personaggi fuori dagli schemi, ex detenuti che si sono pentiti ed hanno “fatto l’infamità”, grazie alla quale sono stati rilasciati in anticipo.

Galeotto fu un annuncio su Cronache emarginate, che portò all’inizio di un amore epistolare, nell’attesa del fatidico incontro. Ma le cose non andranno come previsto. La scena si trasforma in un microcosmo – con momenti di rottura della quarta parete – animato da caos, eros e violenza. Una sorta di bunker nel quale rifugiarsi dai sicari che vogliono uccidere i due pentiti, mentre le speranze e le attese di Grand Hotel e Bolero Film svaniscono dietro la barricata fatta di sedie, tavoli e suppellettili. 

Ragazze sole con quale esperienza: tra la farsa e il delirio

Farsa e saggezza popolare si mescolano e sfociano in un umorismo irresistibile, incalzato da situazioni rocambolesche e dalla vivacità del dialetto napoletano che la fa da padrone. Spinte centrifughe, che sembrano condurre verso l’esterno della casa, finiscono per collassare su se stesse sempre nello stesso punto, e segnano il passaggio dalla comicità del primo atto alla maggiore riflessione che caratterizza il secondo. Proprio quella casa, il porto sicuro ed inoppugnabile dentro il quale Gennarino e Gennaro si rifugiano, si trasforma essa stessa in un aguzzino più spietato dei primi. Puniti con un regime di digiuno ed obbligati al sesso, i due pentiti sono ridotti allo stremo dalle due ragazze sole, mentre le scoppiettanti battute lasciano il posto a momenti patetici – e quasi lirici – di delirio e insofferenza.

Ragazze sole con qualche esperienza, uno spettacolo tragicomico

Ma dietro il travestimento e il comportamento di Grand Hotel e Bolero Film si cela una realtà diversa, fatta di sentimenti e doveri di fronte ai quali non è possibile tirarsi indietro. Quel microcosmo ai margini della società, fatto di oscenità e ridicola ostentazione, costituiva davvero l’unica ancora di salvezza e proprio la fuga verso la realtà esterna sarà la vera causa che porterà alla rovina. 

Uno spettacolo tragicomico che mostra, come dal buco di una serratura, storie di emarginazione e solitudini apparentemente diverse, ma affini, nello spaccato sociale di una Napoli di fine anni ’80, circondata dal trambusto di voci e situazioni buffonesche che le fanno da colorata e irrinunciabile cornice.